lunedì 27 ottobre 2008

milano città di libri 1 – roberto denti, la libreria dei ragazzi

cominciano ad affluire le risposte dei librai di milano sul tema milano città di libri (vedi post del 9 ottobre).
ho rinunciato, per ora e per motivi di tempo, alla mia indagine supersistematica per zone e ho deciso di interpellare, ove possibile, un libraio “per genere”.
l’onore del primo spetta a roberto denti, della libreria dei ragazzi di via tadino 53: il motivo è che le sue risposte mi hanno comunicato una cosa grande, commozione [dal de mauro, commuovere: emozionare o turbare suscitando forti reazioni o sentimenti di pietà o di affetto].

prima dell’intervista, un dato:


“Le probabilità in più di essere lettore per bambini e ragazzi tra i 6 e i 19 anni in rapporto al comportamento dei genitori, status sociale della famiglia ecc.

Leggono entrambi i genitori: 2,8 probabilità in più di essere lettore.

Nascere in una famiglia con una biblioteca di oltre 200 libri: 3,5 probabilità in più.

Nascere in una regione del Nord: 1,7 probabilità in più.

Nascere in una famiglia con almeno un genitore laureato: 1,3 probabilità in più.”

(fonte: Giovani lettori in cifre, in “Bookshop”, ottobre 2008)


il testo che segue è integrale e in tutto conforme all’originale consegnato a chi scrive; prima di dare la parola a denti
vorrei sottolineare quel “rivoltarsi il mondo” tutto rodariano, nelle ultime righe dell’ultima risposta; e quell’accenno alla rivoluzione, da grande, affettuoso visionario – uno di quelli che poi, magari, alla lunga, un po’ di rivoluzione la fanno davvero.

1. perché lei fa il libraio?

Ho cominciato a 47 anni, attuando un desiderio (cosa farò da grande?) dei tempi del Liceo Classico. Ci sono riuscito per merito di Gianna, diventata mia moglie, che ha concretamente attuato un progetto comune. Così nel 1972 si è aperta a Milano la prima Libreria per Ragazzi in Italia (la seconda in Europa dopo quella di Londra).


2. qual è la parte del suo lavoro che le procura maggiore soddisfazione?
Il contatto con la gente, genitori, nonni, bambini e ragazzi, insegnanti. Ma al rapporto con la clientela si aggiunge quello, affettuoso e amichevole, con autori, illustratori e alcuni editori.


3. quanto conta il consiglio del libraio per chi frequenta la sua libreria?

In una libreria specializzata il consiglio del personale addetto alla vendita è fondamentale. Gli adulti conoscono molto poco i libri per bambini e ragazzi e quindi molto spesso chiedono consigli. Difficili da dare perché le notizie utili che i parenti sanno fornire sono scarse. È meglio quando una giovane lettrice o un giovane lettore chiede: “mi hai dato la settimana scorsa un libro che mi è piaciuto moltissimo. Me ne dai uno uguale?”.

4. quali sono le iniziative che lei mette in atto o conta di intraprendere per coltivare, aumentare, consolidare il numero di lettori che si rivolge a lei?

Da anni la Libreria dei Ragazzi di Milano propone bibliografie specifiche. Inoltre una volta al mese (in collaborazione con un gruppo di librai italiani per bambini e ragazzi, “Il coordinamento”) presenta una bibliografia con la proposta delle migliori novità (una trentina) del mese precedente. Da ottobre a maggio la Libreria è visitata al mattino e al pomeriggio da classi della scuola primaria e secondaria: le visite sono organizzate preventivamente. Inoltre la Libreria dei Ragazzi ha da sempre intensi rapporti con le Biblioteche di pubblica lettura per le quali (nel 2008 siamo al 18° anno) organizza corsi di aggiornamento culturale.
Da ottobre a maggio, ogni sabato alla 17.00, La Libreria dei Ragazzi apre la sua vasta sala riunioni ad incontri con bambini e ragazzi con autori, illustratori, animatori. È una tradizione premiata da un’intensa partecipazione di pubblico, anche adulto. Cerchiamo sempre di aprire la Libreria a nuove iniziative non facili in una città dove le famiglie sono sovraccaricate da gravi problemi psico-sociologici. Inoltre dobbiamo affrontare la concorrenza (non culturale) delle “catene” che cercano spazio basandosi su sconti al pubblico che la singola libreria non è in grado di praticare.

5. qual è la sua proposta (o il suo sogno) per rendere Milano una “città di libri”?
È una domanda provocatoria. Che proposte (o sogni) si possono avere in una città dove trionfa il consumismo e dove la Pubblica Amministrazione non si occupa in nessun modo dell’infanzia a cominciare dal problema delle polveri? I bambini milanesi sono al primo posto in Europa per le malattie allergiche e respiratorie. Il libro non è un bene primario e gli adulti danno ai figli il peggiore degli esempi: non leggere. Perché dovrebbero leggere bambini e ragazzi? Per rendere Milano una “città di libri” allegra, libera e felice per tutti i bambini italiani e stranieri che la abitano, dovrebbe rivoltarsi il mondo: forse anche una rivoluzione rischierebbe di non essere sufficiente.


Roberto Denti

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