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domenica 11 novembre 2012

se per caso foste piccoli, oppure amaste la letteratura per piccoli, e voleste iscrivervi a un piccolo corso di scrittura

nell’ambito dei litblog, si sa, il re dei decaloghi è giulio mozzi, il quale non si dorrà se ne pubblica uno pure cose da libri. tanto più che il decalogo non è prodotto da chi scrive bensì dall’affabile moony witcher, al secolo roberta rizzo, compagna di molte letture della ex bambina adolescentina. 


 abbiamo trascorso parecchie belle serate in compagnia di nina nobili, la bambina della sesta luna.


moony witcher propone sul suo sito una serie di snelli corsi di scrittura online per bambini, ragazzi e adulti: tre livelli della durata di un mese ciascuno a costi ragionevolissimi, eccellenti per un’infarinatura e per cominciare a vedere l’effetto che fa.
in occasione dell’uscita di Nina e il Numero Aureo, nell’ottobre appena scorso, moony/roberta ha redatto le dieci regole per scrivere un romanzo fantasy (chi volesse leggere il testo completo può vederlo qui), introducendole così:

Scrivere un romanzo fantasy che contenga novità non significa inventarsi banali magie, parlare di folletti, gnomi, fate, elfi o draghi ma ideare un mondo con regole e logiche che reggano l’intero racconto. Scrivere un romanzo fantasy significa studiare e leggere molto.
È immaginare ciò che gli altri non sanno.
La difficoltà è rendere credibile un’avventura incredibile e unica.

la regola numero 4 recita così:

Il bene e il male
Creazione dei personaggi negativi e positivi, ovvero coloro che aiuteranno il protagonista e naturalmente quelli che lo contrasteranno. Il bene e il male stanno alla base di ogni storia fantasy.

e quella numero 8 così:

Il finale
Consiglio di scrivere già il finale, ovvero come intendi concludere il romanzo.
Infatti decidere come termina la storia è importante per capire il senso che vuoi
dare e come iniziarla.

moony, al di là del suo editore, fa un ottimo lavoro di autopromozione, sul suo sito, su facebook, su twitter. e poi va nelle scuole, nei centri commerciali nelle biblioteche, negli ospedali, da autentica knowledge disseminator. e, sì, a cose da libri è simpatica da morire.

mercoledì 2 novembre 2011

giochi per i vostri bambini

stampare, ritagliare, incollare, giocare

domenica 28 agosto 2011

pubblicità progresso_quando i copywriter non toppano

Desidero fortemente plaudire all'agenzia Go Up Communication per la campagna pubblicitaria dedicata alla collezione North Sails per ragazzi autunno/inverno 2011/2012: un ragazzino dotato di Chupa Chups, apparentemente appartatosi sotto una scrivania, legge intento. Al suo fianco, una pila di volumi che attendono di essere affrontati. Queste sono le pubblicità che riscattano le assolute porcherie come queste o queste (e c'è anche di molto peggio). Ho consultato l'adolescentina di casa per un parere sulla bibliografia proposta (nel mucchio non sono visibili i titoli dei libri ma si intravedono tre titoli di Paulo Coelho). L'elenco proposto in sostituzione per il quasi coetaneo è il seguente:

- C.S. Lewis, Le cronache di Narnia

-  Mark Twain, Le avventure di Tom Sawyer

- Agatha Christie, Dieci piccoli indiani

- Edmondo De Amicis, Cuore

- Christopher Paolini, Eragon



mercoledì 5 gennaio 2011

seconde generazioni leggono

milano, libreria feltrinelli, corso buenos aires. il ragazzino a destra è accompagnato dalla signora con foulard a sinistra. sono in coda per pagare, di Charles Dickens, i Racconti di Natale, un grasso oscar mondadori. avanti così.

lunedì 20 settembre 2010

siamo uomini o paperelle?


milano, piazza della repubblica, ore 8:15 del mattino.
mi sono sempre chiesta cosa provino veramente quegli sventurati bambini afflitti nella loro piccole vite dalla presenza di una mamma verde. mi immagino l'orrore del risveglio: lavarsi, vestirsi, mangiare (mi auguro che il centrifugato di carote, se proprio ci deve essere, sia riservato alla merenda), prendere la cartella, mettere la bicicletta in ascensore se la si tiene in casa, prendere la bicicletta dalla cantina se la si tiene in cantina, prendere la bicicletta dal cortile se la si tiene in cortile, avviarsi, seguire le indicazioni stradali della vestale dell'ambiente, respirare i fumi di scarico delle macchine fino a scuola (la vestale un po' si salva perché è più alta), scendere dalla bicicletta, legare la bicicletta alla cancellata dalla scuola, entrare sudati in aula. meglio il tram, no? altrettanto ecologico, consentirebbe almeno quindici minuti di sonno in più e, non ultimo, di sfogliare durante il percorso l'ultimo numero di "topolino".

giovedì 10 giugno 2010

giovani neorodariani_se duecento giorni vi sembran molti

sono stata invitata in qualità di giurata a un concorso su venezia, indetto a conclusione di una gita di istruzione di terza media. alla classe era stata richiesta un'opera dell'ingegno in ambito letterario o figurativo (fotografie, dipinti, disegni). il mio co-giurato per la parte immagine era l'eccellente andrea battaglini, burbero benefico figlio di un libraio e fotografatore di città di libri sul genere di hay-on-wye. la scuola, grazie all'impegno di bravi professori, aveva fatto le cose in grande: premi di partecipazione per tutti, libri in quantità ai vincitori, grande aula allestita con tutti i lavori degli ados, come dicono i nostri cugini d'oltralpe. c'era persino lo sponsor, dato che il padre di uno dei ragazzi lavora in banca e ha fatto in modo che la scuola ricevesse un contributo di ben cinquecento euros. incaricata, come dicevo poc'anzi, di valutare i racconti, ho trovato una cornucopia di sorprese: ragazzi (maschi) che hanno tratteggiato con delicatezza l'amore romantico; invenzione di personaggi – ad esempio uno scrittore/giornalista dall'altissimo senso etico che muore dopo aver adempiuto il suo compito di libero informatore; gondole che si trasformano in astronavi in fuga, guidate da contemporanei arlecchini e colombine  (" da una casa esce Colombina, vestita di tulle e pizzi come una principessa: è bellissima e Arlecchino la accoglie sulla gondola con amore e entusiasmo") alla ricerca di nuovi mondi, via da una macchia nera che ha rovinato la laguna; relazioni contrastate tra amanti di diversa classe sociale; il tradimento della fiducia lavato solo con la morte, a rivelare un potente desiderio di sentimenti puri. ha vinto il ragazzo della gondola che si trasforma in astronave, una pagina scarsa di racconto intitolato semplicemente Una storia a Venezia, puro rodari, con la gondola che mi ha ricordato Il filobus numero 75, quello dotato di vita propria del ragionier giulio bollati. mi è molto piaciuto trovarmi di fronte a questi adolescenti che ascoltavano, attentissimi, giudizi e indicazioni sulle loro storie, dopo essersi molto impegnati per scriverle. god bless.
suggerirei al ministro gelmini di concentrarsi su qualche buona lettura, magari uno di questi racconti, invece che scervellarsi su come rosicare qualche giorno alla scuola per promuovere il turismo.

martedì 18 maggio 2010

dove si apprende che sul tram numero due,

oltre a leggere, si scrive pure. sontuoso bottino, stamattina, sul tram numero due, di signore leggenti e scriventi di tutte le età, con due eccezioni maschili. le signore in alto a sinistra hanno scritto tutto il tempo, cacciando dalle borse matite ed evidenziatori, intentissime all'opra loro. la signora accanto a me, quella di cui si vedono solo una mano, una gamba e il libro, leggeva l'autobiografia di azar nafisi, Le cose che non ho detto. Questa saggia lettrice aveva sì ricoperto il proprio libro per proteggerlo dall'usura, ma di una plastica trasparente, così che è stato facilissimo, per chi scrive, individuarne il titolo. subito dopo aver scattato la foto in condizioni proibitive, la mia attenzione si è appuntata su un dettaglio del corpo di questa signora: un piede di inconsueta lunghezza, calzato di un paio di décolleté nere di gros grain dotate di tacchi inenarrabilmente alti, che non riuscivo a smettere di guardare. certo il rischio è stato elevato: come avrei potuto spiegare, se scoperta a fotografare, di non essere affato una feticista del piede ma una serissima professionista dell'editoria nazionale? e comunque, guardandomi intorno per cercare di sfuggire al pensiero dominante di quelle importabili calzature, ho individuato di fronte a me un signore dall'aspetto piuttosto delicato, con rayban a goccia e una veretta di diamanti attorno all'anulare sinistro (ma saranno stati veri?), che leggeva un certo tomazzo di argomento vampiresco di cui non sono riuscita a individuare il titolo ma solo un particolare raccapricciante: l'esile gentiluomo, per tenere il segno, fa le orecchie al libro. lo perdono ricordando le parole di rav alfonso arbib in un'intervista sull'ultimo numero di "pagine ebraiche": "... io concepisco il libro come qualcosa che accompagna e affronta insieme a me la vita quotidiana. E confesso che questa idea risulta evidente osservando come sono conciati i miei libri, tanto che a volte mi capita di ricomprarli per evitare di mostrare in giro volumi tutti sgualciti". la vera sorpresa di oggi, comunque, è la nuova generazione di lettori da tram che avanza: sul mezzo c'è anche una bambinetta abbarbicata al suo libro di barbapapà. subito dopo il gualcitore di libri sale un ragazzo con berretto rosso, che sfodera dall'ampio zaino Marina di carlos ruiz zafon e vi si accinge con gran gusto. infine, oggi sul tram numero due leggevo pure io: chi avesse voluto fotografarmi avrebbe visto nelle mie mani, di aldo buzzi, Cechov a Sondrio, un imperdibile paleoblog nutrito di centomila spunti letterari di cui emilio tadini dice nell'aletta di copertina: "Questo testo sembra dimostrarci che ogni più piccolo fatto, personaggio, gesto, ogni ricordo nostro o altrui, ogni parola pronunciata o scritta, ogni luogo e il suo opposto, si dispongono e agiscono in un unico sistema planetario di attrazioni e di influssi". la vita, allora, dev'essere un po' come il maiale, non si butta via niente.

mercoledì 28 aprile 2010

il sol dell'avvenire

prima hanno sostato davanti allo scaffale della musica. lui, brandendo la biografia degli ac/dc, dichiara "questo libro qui è spaziale, devo averlo assolutamente". poi, dopo aver appuntato l'attenzione su una foto di john lennon che occhieggia da un'altra copertina dice alla sua interlocutrice "ah, ma allora era così da giovane!", poi aggiunge "andiamo, sennò da qui non mi muovo più". si spostano al settore ragazzi, dove lei prende in mano il Lexikon di Harry Potter e gli spiega che è un dizionario di tutti gli incantesimi. "dimmi un incantesimo". "expelliarmus". lei sfoglia il libro alla ricerca della lettera e, trova ciò che cerca e poi precisa "ovviamente non è un libro da leggere". lui annuisce, serio: "allora l'hai scelto perché ti ispirava la copertina?". "a dire il vero me l'hano regalato per natale, e ci hanno azzeccato". "tua madre?". "sì". ancora lei: "allora che libro hai preso?". lui, che sottobraccio tiene, di petros markaris, Si è suicidato il Che, risponde mostrandoglielo e aggiunge "il che non si è suicidato, lo hanno ucciso a tradimento". poi la sua attenzione è attratta da un altro titolo sullo scaffale. prende La valigia di Hana e dichiara "bello, me lo sono letto tre volte". prendono ancora, da comprare, erik orsenna, poi La storia di Iqbal.
e questo è stato il pomeriggio in libreria di due quattordicenni assai poco fighetti. non so come mi sono trattenuta dal baciarli entusiasticamente.

milano, libreria feltrinelli di corso buenos aires, ieri.

venerdì 4 dicembre 2009

senza infamia e con lode

devo dire che x-cape, in quanto marchio di vestiti, mi è sempre sembrato senza infamia e senza lode. forse nel mio armadio giace qualche loro paio di jeans. devo però anche dire che ieri, mentre sfogliavo "donna moderna", mi sono imbattuta in questa commendevole pagina pubblicitaria, in cui l'adolescente, oltre ad avere sul volto un'aria di tenero stupore e quei labbruzzi un poco in giù – invece della solita espressione di precoce schifo della vita imposta dal fotografo stolto –, non solo porta un bel cravattino a farfalla, ma in mano tiene un libro, del quale tiene pure il segno col dito: si vede dalla foto che ne ha letta la maggior parte. gran plauso a x-cape e una domanda: ma perché quel povero ragazzo lo fate leggere in quella specie di cantina umida? non si merita, quel fragile discente, un ottimo divano?

domenica 30 agosto 2009

scusate il ritardo

a me la campagna della presidenza del consiglio dei ministri - dipartimento per l'informazione e l'editoria, con tutto quel bianco, ricorda molto la pubblicità del caffè lavazza con san pietro, paolo bonolis e luca laurenti. quei biancovestiti con l'aura paiono tutti morti, soprattutto quando sussurrano "passaparola". a parte il becero richiamo al claim di perlaniana memoria (ma il copy aveva la crisi della pagina bianca e tale l'ha lasciata?), dov'è la vitalità, il fascino, l'abitare nella pagina? e cosa è quella specie di abbecedario che legge la bambina sull'altalena? non è un po' grande, la piccina, per quel libro cartonato con le letterone? e dov'è roald dahl?

giovedì 28 maggio 2009

droghe pesanti / la buona morte

le città ideali vagheggiate da guido ceronetti*, in cui se "[…] folle di giovani cercassero estasi e oblio […] con dosi quotidiane, anche forti, di ragione e di bellezza, le città di notte si riempirebbero di pensatori che bisbigliano, di solitari persi in un libro, di filosofi in agguato, dietro un angolo... Qualcuno morrebbe, verso il mattino, per overdose di conoscenza".

*non credo che guido se ne avrà a male, per questa indispensabile citazione. forse l'adelphi sì, allora ecco qua: Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, Adelphi, Milano 2009.

domenica 10 maggio 2009

first families – mother’s pride

ho letto con piacere e silenziosamente plaudito all’articolo di paolo giordano sulla “stampa” dello scorso sabato 9 maggio (La solitudine degli studenti di tedesco, p. 1), in cui sostanzialmente l’autore tesse l’elogio di scelte scolasticamente non omologate – in questo caso quella di optare per il tedesco e non l’inglese come seconda lingua –, in quanto semi che non mancheranno di offrire inaspettati frutti intellettuali e nella costruzione del sé. il riferimento è all’irresistibile chiamata a far gruppo che prende gli adolescenti, spesso impedendo loro di cogliere occasioni di imprevisto sviluppo. scrive tra l’altro giordano: “[…] la lettura, così spesso chiamata in causa con una retorica fastidiosa, costituisce un’opportunità reale, perché allarga la nostra esperienza, spesso così ‘ovvia’, ad altre, più straordinarie, lontane e imprevedibili”.
ora, nella mia famiglia c’è una adolescente che sin dalla culla è stata esposta alla carta stampata. diventata grande, questa ragazza ha imparato a usare internet: chatta con i suoi amici, guarda i suoi idoli pop su you tube, conosce i social network. usa anche word per scrivere le sue storie. in quarta elementare ha concepito un racconto epico, sfortunatamente mai sviluppato, intitolato La morte di Noemi e il sacrificio di Chiara (lo ammetto, è sempre stata un tantino bizzarra). e insomma quest’adolescentina era oggi nella casa di campagna di un’amica e a un certo punto mi ha telefonato dicendomi che non aveva portato con sé carta e penna e se per favore le prendevo un appunto circa una storia che le era venuta in mente, una roba horror ambientata in un ospedale. so cosa regalare all'atipica first baby per il suo compleanno.

martedì 5 maggio 2009

le fragili spalle dei nostri ragazzi

“there’s a sucker born every minute”: questa concisa affermazione, che si potrebbe tradurre letteralmente “nasce un deficiente ogni minuto” e, per estensione, “la madre dei cretini è sempre incinta”, è attribuita al grande Phineas Taylor Barnum. e in effetti quel tanto di effetto circense si trova, in queste affermazioni del nostro ministro per la pubblica istruzione (la fonte è adnkronos):

"Con l’adozione dell’e-book diamo una mano alle famiglie e un sollievo ai nostri studenti. Il libro in versione digitale scaricabile da internet permetterà infatti ai genitori di risparmiare limitando al massimo la spesa per i libri di testo, e allo stesso tempo i nostri ragazzi non saranno più costretti ad andare a scuola caricando sulle spalle zainetti troppo pesanti".
"Proprio nei momenti di difficoltà economica come quelli che stiamo vivendo – rimarca il titolare del dicastero di viale Trastevere – è fondamentale andare incontro alle famiglie sfruttando tutte le opportunità che la tecnologia ci offre, e con l’E-Book le scuole potranno scegliere testi scaricabili dalla rete al posto del tradizionale libro stampato, più caro e anche più pesante per gli studenti".
"Già diverse case editrici – anticipa il ministro – hanno raccolto questa sfida didattica entrando nel mondo dell’E-book pubblicando in versione elettronica libri scolastici e anche famosi best-seller. Per rendere questo passaggio più semplice, il ministero sta lavorando per dotare le scuole di tutti gli strumenti necessari, primo tra tutti connessioni internet efficienti". Ma la novità che Mariastella Gelmini ribadisce è anche un’altra: "I testi adottati, sia in formato cartaceo che elettronico, non potranno essere cambiati per almeno 5 anni nella scuola primaria e 6 in quella secondaria. Questo per arginare quel fenomeno purtroppo molto diffuso delle nuove edizioni simili alle precedenti che le famiglie sono costrette ad acquistare buttando via libri quasi nuovi. Agli editori – sottolinea il ministro – resta comunque la possibilità di integrare i testi con appendici di aggiornamento".

un piccolo commento, per punti:

1. sento questa corbelleria del peso degli zaini da quando mia figlia faceva le elementari (durante gli anni dell’asilo la main issue era la temperatura dell’acqua dei rubinetti, da alcuni giudicata troppo bassa per le manine esangui dei nostri bambini). ore di riunioni di classe sprecate per parlare di questo argomento, tra le alte grida e i lamenti di madri prostrate. ma con tutte quelle belle attività sportive che praticano i giovani d’oggi, dal canottaggio nel naviglio alla biodanza, con tutto il plasmon che gli abbiamo dato, è possibile che non riescano a portare qualche chilo di libri per quindici minuti al giorno?

2. se c’è una voce di spesa che le famiglie non devono affatto limitare è quella per l’acquisto dei libri, scolastici o meno. ma che si faccia una campagna per limitare lo spreco di cibo o quello di cellulari superfichi lasciati nelle mani di adolescenti, per favore.

3. connessioni internet efficienti? nel mio caso familiare, sono dieci anni che i genitori (anch'io) di tutte le classi che mia figlia ha attraversato riforniscono periodicamente a spese proprie l’asilo, la scuola elementare, la scuola media di carta igienica, sapone e articoli vari che la scuola non riesce a comprare da sé. non mi risulta che ci sia un numero sufficiente di computer, nelle nostre scuole. figuriamoci se ce n’è uno per ogni alunno. la reale efficienza starebbe nel formare persone che formino persone col gusto della conoscenza, indipendentemente dal supporto.

4. ha pensato, il ministro, ai produttori di matite? come diavolo si fa a sottolineare, sull’e-book? certo, si può scaricare e stampare, e poi? questa cartaccia non rilegata si andrebbe ad aggiungere, almeno nel caso delle scuole elementari e medie, a quella pletora di schede mal tenute, con tutti quei quiz e quegli spazi per le crocette che sollevano lo studente pure dal compito di scrivere una frase compiuta. a furia di riempire puntini e scegliere tra a, b e c questi sventurati manco a scrivere in corsivo, imparano.

fine del cahier de doléances.

mercoledì 8 aprile 2009

lo zaino di franca - per bimbi di ogni età

da un'intervista a franca nuti di piera passalacqua, qui:

"Consiglio di leggere di tutto, anche i libretti da cinque euro che si trovano sulle bancarelle. Leggere tutto, anche solo mezza pagina ogni tanto. Insegnando alla scuola di teatro, mi accorgo che i ragazzi non sanno quasi nulla a memoria, nulla di poesia. È necessario insegnare loro il valore della poesia, l’importanza di crearsi nella vita una sorta di zaino intellettuale dove riporre quanto si è letto. In qualsiasi momento della propria vita, si può riprendere in mano un testo di poesie solo per ricordare un verso che può essere utile per superare un momento di difficoltà."

lunedì 23 marzo 2009

giornate della lettura milanesi – giorno uno, 20 marzo 2009


il giorno uno delle giornate della lettura istituite dal benemerito assessore f.f. vede, tra le varie iniziative, l’apertura al pubblico della sala campanella della biblioteca di via senato, quella che ospita parte del fondo antico: raccolte di edizioni bodoniane, di libri dedicati alla bibliografia, di letteratura italiana, insomma un paradiso in terra. annette pozzo, la competente responsabile del fondo antico, tiene una breve introduzione al suo reame. purtroppo il pubblico è composto da appena una decina di persone e da una sola ragazzina, forse tredicenne, accompagnata da sua madre. mentre annette ci illustra le diverse tecniche di rilegatura e ci fa poco più che annusare un’edizione di erasmo da rotterdam censurata, con tanto di riga nera tirata sul nome dell’autore, la ragazzina si accoccola per terra, prende un libro da uno scaffale e si mette a leggere per conto suo.
la visita alla biblioteca prosegue nella sala di consultazione, al numero 14 di via senato (la sala campanella è al 12), dove un’appassionata responsabile dell’ufficio stampa ci parla delle attività della biblioteca, annunciandoci l’imminente acquisizione del fondo malaparte, e ci presenta il primo numero del mensile della biblioteca – pubblicato in occasione dell’ultima mostra del libro antico alla permanente –, contenente un inedito di d’annunzio, una ventina di lettere del vate all’editore angelo sommaruga. tra il selezionato pubblico c’è una signora che, ascoltate le lamentazioni dell’ufficio stampa a proposito della riduzione di fondi operata quest’anno causa crisi, prende la parola per affermare che, nell’economia generale delle cose, i fondi per i libri sono sistematicamente cacciati all’ultimo posto, anche nel bilancio della regione lombardia: è ornella foglieni, intrepida soprintendente ai beni librari, che si occupa della tutela e dell’archivio del deposito legale regionale, in sostanza la vestale dei libri lombardi. racconta che una parte del suo lavoro, per ciò che riguarda i rapporti con i privati come via senato, consiste nell’assicurasi che i libri siano messi a disposizione del pubblico, in particolare degli studiosi che hanno necessità di consultarli. è il mio idolo.
fine dell’incontro: faccio la strada di ritorno sul tram numero con un professore in pensione, anch’egli reduce dalla biblioteca, che parla come l’aristogitone di arboriana memoria e mi racconta di aver insegnato in una scuola tecnica di qualche paese della provincia qua intorno e che soleva dire ai suoi studenti: “ma cosa state a fare qui, a perdere tempo?” agent provocateur.

p.s. 1: non sono riuscita a vedere la mostra sull’editoria 1968-1977, ma conto di visitarla, meglio ancora, il 25 marzo, alle 19, quando ci sarà l’“happy hour nel ‘68”, tour guidato + aperitivo. siamo decisamente a milano.
p.s. 2: dalla tasca della giacca del signore che si vede di spalle sul tram (quello che ho preso all'andata) spuntava Il lamento di Portnoy di philip roth.

lunedì 12 gennaio 2009

la libreria di stardi

“Sono andato da Stardi, che sta di casa in faccia alla scuola, e ho provato invidia davvero a veder la sua libreria. Non è mica ricco, non può comprar molti libri; ma egli conserva con gran cura i suoi libri di scuola, e quelli che gli regalano i parenti, e tutti i soldi che gli danno, li mette da parte e li spende dal libraio: in questo modo s’è messo insieme una piccola biblioteca, e quando suo padre si è accorto che aveva quella passione, gli ha comperato un bello scaffale di noce con la tendina verde, e gli ha fatto legare quasi tutti i volumi con i colori che piacevano a lui. Così ora egli tira un cordoncino, la tenda verde scorre via e si vedono tre file di libri d’ogni colore, tutti in ordine, lucidi, coi titoli dorati sulle coste; dei libri di racconti, di viaggi e di poesie; e anche illustrati. Ed egli sa combinar bene i colori, mette i volumi bianchi accanto ai rossi, i gialli accanto ai neri, gli azzurri accanto ai bianchi, in maniera che si vedan da lontano e facciano bella figura; e si diverte poi a variare le combinazioni. S’è fatto il suo catalogo. È come un bibliotecario. Sempre sta attorno ai suoi libri, a spolverarli, a sfogliarli, a esaminare le legature; bisogna vedere con che cura li apre, con quelle sue mani corte e grosse, soffiando tra le pagine: paiono ancora tutti nuovi. Io che ho sciupato tutti i miei! Per lui, ad ogni nuovo libro che compera, è una festa a lisciarlo, a metterlo al posto e a riprenderlo per guardarlo per tutti i versi e a covarselo come un tesoro. Non m’ha fatto veder altro in un’ora. Aveva male agli occhi dal gran leggere”.

Edmondo De Amicis, Cuore

su gentile segnalazione di mia figlia

martedì 18 novembre 2008

il genio va riconosciuto - regione lombardia

in questi giorni viene diffuso per radio un insopportabile spot, in cui un moccioso telefona alla regione lombardia (dice proprio "pronto, regione lombardia?", e quella gli risponde pure) e chiede chiarimenti sull'uso del lettore di smart card necessario per usufruire dei servizi della carta regionale degli stessi comodamente da casa propria. la signora regione gli illustra i diversi utilizzi e alla fine lui chiede se un possibile uso possa essere quello di leggere i libri al posto suo (del moccioso). la signora gli risponde no e quello se ne duole.
perché un bambino dovrebbe telefonare alla regione lombardia per chiedere chiarimenti sul lettore di smart card? perché la regione lombardia non gli ha risposto "passami la mamma"? perché il copy della regione lombardia ha voluto fare il simpaticone con quella domanda, direbbe la mia amica tilly mazzola (illustre lombardista), del menga?

immagine: Pedro Berruguete, Storie di san Domenico di Guzman, rogo di libri proibiti, XV secolo.