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lunedì 19 novembre 2012

credits

bookcity, città del libro e della lettura. adesso che la kermesse è finita rifletto sul fatto che "milano città di libri", un progetto fatto di interviste ai librai milanesi, con incursioni sui mezzi pubblici per spiare anonimi lettori, culminato poi nella guida alle librerie indipendenti di milano, è cominciato per cose da libri nel 2008, con questo post.

poi è arrivato il libro, l'iniziativa estiva dei librai indipendenti, poi le cose si sono diluite in mille rivoli, poi mi giunge voce che si è costituita un'associazione di librai indipendenti milanesi. il tutto a partire dall'aprile 2010, quando alla presentazione del libro chi scrive sottolineò la necessità di una sinergia tra negozi.

mi tenga in considerazione, o sindaco, per il prossimo ambrogino d'oro.

giovedì 29 marzo 2012

lettori avventurosi

MM3, stazione repubblica: John Meade Falkner, Moonfleet, Penguin, 1994
tram numero 33, Jonathan Hickman, Pax Romana, Image Comics, 2009

sabato 7 gennaio 2012

lettori milanesi 2012, itineranti e ostinati

metropolitana rossa: Jonathan Coe, La Banda dei brocchi, in beata solitudo

metropolitana gialla: sul kindle, la dispettosa

metropolitana gialla: spensieratamente sovrappeso, incurante del treno che arriva. chi scrive il treno lo doveva prendere, pertanto ha potuto appurare soltanto che si trattava di un titolo di Stephen King

martedì 18 ottobre 2011

studenti con allure


milano, metropolitana verde, fermata stazione centrale. dalla tasca del blazer di questo giovane uomo, assai glamorous nel suo cappelluccio quadrettato, spunta la copertina rossa di una Grammaire italienne facile.

domenica 2 ottobre 2011

gentiluomini avvenenti

non sono riuscita a vedere il titolo del volume che il signore in pantaloni beige tiene in mano mentre saliamo le scale mobili della metropolitana gialla. quel che è certo è che il libro è einaudi, e che il gentiluomo è titolare di un notevole derrière.

giovedì 15 settembre 2011

innovatori metropolitani

il signore ritratto di spalle – sulla banchina della metropolitana due, fermata stazione centrale – ha lasciato chi scrive senza fiato per la tecnica di contrasto messa in atto nei confronti di una mendicante che gli si è avvicinata per chiedergli l'elemosina. ha lasciato che avanzasse e che si fermasse a una distanza brevissima, l'ha guardata per un secondo poi ha chiuso gli occhi e con gli occhi chiusi è stato, lontanissimo, per tutto il tempo della richiesta e per quello della reiterazione. la mendicante, attonita, si è ritirata in buon ordine, lui, dopo la fuga  dell'importuna, ha riaperto gli occhi, ha incrociato le braccia e si è messo a guardare le notizie spot sullo schermo di fronte, in attesa del treno.

moleskine in the morning per questa signora,

che proprio non riesce a trattenersi dal fissare un pensiero sul suo taccuino, alle 8:45 di questa mattina, sulla banchina di attesa della metropolitana gialla, direzione comasina, stazione repubblica.

martedì 13 settembre 2011

il pane e le stelle

in una carrozza della metropolitana linea tre, da sinistra a destra: il degno gentiluomo con barbetta legge, di Dario Bressanini, Pane e bugie, che fa un po' di chiarezza, oltre che su una serie di luoghi comuni relativi alla nostra alimentazione, anche su certe ubbie biologiche di tanti volenterosi; la signora al centro, vessillo degli antintellettuali, non legge affatto ma si sistema un sandalo pensando ai casi suoi; la ragazza a destra è immersa nell'Ultima stella a destra, libro di Amedeo Balbi nato dal suo blog Keplero, e indossa un paio di sandali identrici, per foggia e marca, a quelli della signora al centro.

lunedì 12 settembre 2011

ma il miglior frutto di fine stagione

è lei, una miss marple verde mela con cappellino ornato di girasole che legge, nella stazione metropolitana di porta venezia, un giallo mondadori. adorabile.

lunedì 5 settembre 2011

lettori itineranti e un giovane autore

Walker Evans, Subway Passengers, 1938. Courtesy metmuseum.org
Giancarlo Briguglia, un giovane autore che scrive, tra gli altri, per MilanoNera (qui, alla pagina 5 del pdf sfogliabile, trovate un suo articolo dedicato a Conan Doyle), ha con grande gentilezza regalato a cosedalibri un pezzo sulla lettura in metropolitana.

Milano metropolitana


Milano metropolitana. Un’assonanza che risulta familiare, quasi uno spazio di casa, una tana di metropoli, per topi, anche di biblioteca. Lettori seduti, lettori aggrappati a fredde sbarre che sembrano posatoi per pipistrelli chiusi in una voliera senza cielo, che poi sono topi con le ali. Quelle di chi legge un libro accanto a brutti ceffi o belle signorine o all’ombra di se stessi e volano lontano col pensiero ma attaccati al corrimano della rossa, linea ossuta di Milano, la prima a bucare il ventre del nostro agglomerato urbano, all’epoca operaio e rivoluzionario.
Letture metropolitane, cane mangia cane sulla superficie della città, ma anche nei libri di Edward Bunker; un nome una fortezza: quella sottoterra, antiatomica, amica della mobilità meneghina.
Corre su due binari chi legge un libro nel nero delle gallerie, o forse tre: due di acciaio e uno che è un volano per la fantasia. Righe dopo righe, non bianche strisce superficiali della superficie, ma profondi solchi nello spazio intimo della lettura, delle idee indicibili o inenarrabili o imperscrutabili di lettori accaniti nelle viscere della terra, la tana metropolitana, pietra tombale del pendolare che non legge e sepolcro di resurrezione di chi ha con sé il gregge della letteratura. Ogni viaggio un dissotterramento, un affondo nelle parole dell’autore, forse ancora vivo, contemporaneo, nascosto nelle viscere di altre città.
Una tribù di suburbani, di amminoacidi; shock in my town, velvet underground.
La paura del Ground Zero, ancora sventolata sul retro di copertina; una tecnica retrò di controllo delle menti, che rimbalza di sguardo in sguardo, di quelli che in viaggio si guardano attorno e assorbono le paure in carattere solferino, le réclame delle pubblicità, i titoli sensazionalistici dei libri italiani, le illustrazioni violente di quarte alle quali non si sfugge, non ci si protegge dal bombardamento mediatico. Non basta stare in un bunker. La lettura è sovversione, la parola è sovversiva. Lo slang, il verlan, i palindromi, le distorsioni, le contaminazioni, azioni in essere, in potenza, alle quali abbandonare ogni reticenza. Milano metropolitana, memoria – o memorie – del sottosuolo, romantici e sognatori, derelitti della società, che un mal di denti non è più nulla, si va, si va, si va.

domenica 28 agosto 2011

limonata in metrò_"will you please be quiet, please?" di raymond carver

Nella metropolitana verde direzione Gessate l'uomo in camicia celeste legge Limonata e altri racconti, il volumetto dedicato a Raymond Carver che il "Sole 24 Ore" ha allegato al giornale il 7 agosto scorso. Tra gli altri racconti c'è Vuoi star zitta, per favore?, e io benedico l'uomo in camicia celeste per avermelo riportato alla memoria.
Nel racconto, che dà il titolo all'omonima raccolta, Ralph Wyman, a partire dalla rivelazione di un episodio di infedeltà da parte di sua moglie Marian, compie un devastante viaggio all'interno di sé stesso che si apre con la dissoluzione e si conclude con la possibilità di una ricostruzione di sé. Ralph ha lasciato la casa paterna a diciotto anni, con il convincimento, instillatogli da suo padre, che affrontare la vita è una dura impresa la quale tuttavia, condotta correttamente, dà in cambio una giusta ricompensa. Gli anni dell'università si srotolano su un cammino accidentato: prima di risolversi a intraprendere la carriera di insegnante, Ralph cambia diverse facoltà, bevendo nel frattempo smodatamente. L'incontro con quella che diventerà sua moglie e il trascorrere del tempo lo conducono sulla via della responsabilità che originariamente suo padre aveva tracciato per lui. Risulta immediatamente evidente la sostanza diversa delle personalità di Ralph e Marian: mentre Ralph cominciava ad avere "la sensazione di essere sul punto di fare qualche importante scoperta sul proprio conto. Ma non la fece mai", di Marian si dice "Aveva gli occhi grandi e sembrava cogliere ogni particolare al primo sguardo"1.
Ralph e Marian concludono l'università insieme e si sposano subito dopo. Il quadro è ordinario e rassicurante. L'inizio della crisi si colloca in uno scenario di suprema soddisfazione domestica: è domenica sera, Ralph corregge i compiti dei suoi allievi mentre Marian stira e i bambini dormono. All'improvviso Marian richiama alla memoria di Ralph una sera di due anni prima in cui, nel corso di un party, lei era uscita con un amico comune per comprare del liquore. Il tarlo del sospetto, che non aveva mai cessato di abitare la mente di Ralph, lo spinge ad approfondire la questione, in cerca di una conferma o di una smentita; appreso che Marian ha effettivamente avuto un rapporto sessuale con l'altro, ha una reazione violentissima, che dall'iniziale annichilimento gli induce un impulso irreprimibile di fuga da un mondo in cui è entrato improvvisamente lo scompiglio2. Sotto l'effetto della rivelazione, Ralph comincia a essere ossessionato dalla visione di Marian in atteggiamenti lascivi. Indizi della repressione sessuale di Ralph sono presenti sin dall'inizio del racconto, quando ci viene detto che in Messico, durante il viaggio di nozze, egli è segretamente disgustato dalla diffusa sensualità di quanto lo circonda, e turbato da una visione di Marian sul balcone della casa che avevano preso in affitto, i lunghi capelli sciolti, una sciarpa rossa attorno al collo e il seno premuto contro la camicetta. L'atteggiamento di sua moglie gli comunica "quel senso di irrefrenabilità che ... è tanto misteriosamente femminile quanto gravido di pericoli"3. In fuga da una realtà di cui non sospettava fino a quel momento l'esistenza, immerso com'era stato in un dolciastro tepore domestico e nel convincimento di capire perfettamente sé stesso e sua moglie, Ralph recupera l'identità che aveva represso, ridiventando Jackson, com'era chiamato ai tempi del college dal nome del barista del suo locale preferito. Ubriaco fradicio, vaga per la città, lo sguardo sui luoghi consueti bagnati da una luce inedita. Il tono dei suoi pensieri rasenta quello di un predicatore; Ralph imputa al Male la responsabilità del suo inaudito disagio4. In conseguenza della scoperta della sensualità di Marian – cosa che ci illumina sull'illusoria consapevolezza di Ralph e sulla sua evidente frigidità –, visioni sconce continuano ad attraversargli la mente; un disegno osceno tracciato sul muro del bagno di un bar gli suscita, pur nella totale sua ubriachezza, il pensiero cosciente di trovarsi in una situazione disperata, ad affrontare eventi che probabilmente cambieranno il corso della sua vita5. Tuttavia, a differenza di altri uomini protagonisti delle storie della raccolta, Ralph possiede una sia pur minima capacità di elaborare la propria esperienza6. In tanto risuonare di voci interne ed esterne, è alla ricerca di calma e silenzio: trovato nel locale un luogo dove alcuni uomini giocano a carte, è attratto da quella che pare un'atmosfera quieta, quasi sonnolenta. Anche prima di uscire si era trovato a pensare al silenzio di cui avrebbe goduto se fosse stato in un altro posto, da solo, senza essersi sposato7.
Dopo la lunga notte, nel corso della quale ha perso tutto il suo denaro al gioco ed è stato aggredito da due malviventi, Ralph torna a casa, dove è accolto dai bambini e da Marian, che cerca invano di parlargli. L'uomo si chiude in bagno per vedere cosa è accaduto alla sua faccia dopo le percosse notturne (un atto che aveva compiuto anche nel bagno del bar, dove si era guardato allo specchio); il bagno diventa una sorta di fonte battesimale ove cercare la rigenerazione (a questo proposito si può ricordare, nella stessa raccolta di racconti, il personaggio di Leo in What Is It, che nel corso di un litigio con sua moglie continua a spruzzarsi acqua sul viso, alla ricerca di una purificazione che per lui non arriverà). Ralph fa scorrere l'acqua, e all'insistenza di sua moglie che desidera parlargli replica solo chiedendo che taccia. Nell'intimità della stanza da bagno cerca ancora il silenzio, nella sopravvenuta scoperta dell'orrore che si può nascondere dietro le parole. E ancora nel silenzio totale si svolge la scena che chiude il racconto, in cui Ralph è sul letto, prima rigido e non disponibile, poi progressivamente aperto alle carezze di sua moglie; tutto lascia intuire prima un imminente rapporto sessuale e poi, se non una comprensione profonda, almeno una riconciliazione, che paradossalmente avverrà tramite lo stesso veicolo che ha scatenato la crisi8.


1. Raymond Carver, Vuoi star zitta, per favore?, Garzanti, Milano 1988, pp. 213, 214. Come nota Salzman, "Sin dall'inizio Marian ha un'innata disponibilità a una superiore ampiezza di esperienza" (Arthur M. Salzman, Understanding Raymond Carver, University of South Carolina Press, Columbia, South Carolina, 1988, p. 69. Traduzione di servizio di chi scrive).


2. "Quando la possibilità viene confermata come realtà ... l'improvvisa irruzione dell''impensabile' nella sua vita lo destabilizza completamente, gettando la sua apparentemente sicura identità, e il suo mondo intero, nel tumulto" (Kirk Nesset, "This Word Love": Sexual Politics and Silence in Early Raymond Carver, in "American Literature, giugno 1991, pp. 308. Traduzione di servizio di chi scrive).


3. Kirk Nesset, op. cit., p. 308. Traduzione di servizio di chi scrive. A questo proposito Randolph P. Runyon (Reading Raymond Carver, Syracuse University Press, Syracuse, New York, 1992, pp. 80-83) istituisce un interessante parallelo tra l'immagine di Marian e l'interpretazione freudiana del mito di Medusa (Medusa, una della Gorgoni figlie di Forco e Ceto, fu decapitata da Perseo), in cui i capelli di Marian rappresenterebbero i serpenti sulla testa della Gorgone e la sciarpa rossa i segni della decapitazione. Freud legge il sentimento di terrore provato da Perseo nei confronti di Medusa e la conseguente decapitazione di quest'ultima come la paura e la lotta contro la castrazione. La testa di Medusa, secondo Freud, starebbe a rappresentare l'organo genitale femminile. E' abbastanza significativo, in questo quadro, che Ralph, durante il suo vagabondare notturno conseguente alla rivelazione dell'infedeltà di Marina, provi un inspiegabile terrore alla vista di una donna che scuote i capelli. 


4. "'Sì, era il male a far girare il mondo', pensò". Vuoi star zitta, per favore?, p. 225.

5. "La sua vita era cambiata, questo lo capiva. C'erano altri uomini, si chiese ubriaco, che potevano contemplare un evento della loro esistenza e cogliervi le minuscole cause della catastrofe che avrebbe poi cambiato il corso di quella medesima esistenza?". Vuoi star zitta, per favore?, p. 227.

6. "Più stabile di di ogni altra figura in questo volume, Ralph è soggetto alla crisi di identità  più esplosiva e violenta di tutte (forse perché, a differenza degli altri, egli è relativamente capace di capire la sua crisi come tale)". Kirk Nesset, op. cit., p. 308. Traduzione di servizio di chi scrive.


7. "Pensò fuggevolmente che se non si fosse sposato quella sera non sarebbe stato lì, sarebbe stato in un altro posto a fare qualcos'altro, e ci sarebbe stato silenzio, in quell'altro posto". Vuoi star zitta, per favore?, p. 221.


8. "(Carver) suggerisce paradossalmente che il rimedio per questo disagio sta nella sua causa; per Ralph e Marian il sesso ricostruirà – almeno in parte – quello che il sesso aveva cominciato a distruggere". Kirk Nesset, op. cit., p. 310. Traduzione di servizio di chi scrive.

venerdì 19 agosto 2011

la cultura fa sempre fico_3

milano, stazione di metropolitana porta garibaldi, gioielleria all'interno della stazione, in questi giorni.

martedì 16 agosto 2011

lettori agostani metropolitani

la signora sulla panchina vicino alla metropolitana di cordusio legge, di Oriana Fallaci, La rabbia e l'orgoglio.
nel mezzanino della metropolitana verde, fermata udine, il giovane gentiluomo legge l'ultimo Zafon, Le luci di settembre, di cui alcuni lettori, sul sito della Feltrinelli, dicono peste e corna.

giovedì 21 luglio 2011

carrozza 11_subway

quando in metropolitana ci sono i libriccini di subway è sempre stupendo fare razzia di quei prodottini di poche pagine, pensati per una lettura di poche fermate di metro, spesso dotati di belle copertine. chi scrive li accumula e li colloca sullo scendiletto/succursale della libreria, per poi leggerli nel corso di notti insonni (oppure sonni, però insonni perché preferisce il leggere al dormire). tra i prodottini del 2011 desidero segnalare su tutti Carrozza 11 di Francesco Cancellato, un "racconto ad alta velocità per 11 fermate", agghiacciante. letto nel cuore della notte mi ha fermato il respiro: ha una sorta di qualità jamesiana, è un mini Giro di vite inquietantissimo, l'unico subway a rimanere nel ricordo. leggetelo.

sabato 4 giugno 2011

esteticamente riprovevole, ma talvolta

Il "Fatto quotidiano" è un giornale orrendo. Non ha la assodata paciosità del "Corriere della Sera", la sobria eleganza della "Repubblica" o quel flavor di eterna sperimentazione della forma proprio del "manifesto". Per non parlare del fascino della prima pagina dello "Spectator". Tra i quotidiani è un parvenu dalla grafica incerta, con la sua messa in pagina affastellata, l'accrocchio delle font e l'agghiacciante accostamento dei colori. Il suo inserto culturale "Saturno" è ugualmente bruttarello. Eppure nel numero di ieri del detto supplemento ho trovato un ameno pezzetto di Nanni Delbecchi, Il nome della prosa, che recensisce Le Alpi nel mare di Winfried G. Sebald ed esordisce così: "Come lettore, ho un debito di riconoscenza nei confronti di Winfried Sebald. La prima volta che presi in mano, quasi per puro caso, un libro di questo straordinario scrittore mi trovavo sulla banchina di una stazione della metropolitana milanese; il treno tardava ad arrivare, e per ingannare l'attesa cominciai a sfogliare Austerlitz. Quando poco dopo il convoglio arrivò non lo presi, così come non presi quello successivo; non avevo voluto, o potuto, interrompere la descrizione del 'Nocturama' dello zoo di Anversa, che si adattava in modo misteriosamente perfetto alla mia situazione di lettore sotterraneo. All'improvviso, Sebald mi aveva restituito un piacere che nella mia vita si va facendo sempre più raro, il piacere della lettura, e a questo piacere non era estranea una sottile suspense, la mia incapacità di capire che genere di libro stessi leggendo ... Una volta qualcuno glielo chiese: che cosa scrive, Mr. Sebald: saggi oppure romanzi? 'Scrivo prosa', fu la risposta illuminante. Magistrale interprete degli sradicati, Sebald è autore di una prosa a sua volta perfetta nel suo essere sradicata, alla ricerca di un equilibrio impossibile ma necessario tra il racconto di viaggio, l'autobiografia, l'invenzione, la riflessione saggistica che sconfina nell'erudizione". Non ho mai letto nulla di Sebald. Questa recensione me ne ha fatta venire una gran voglia, e per questo credo sia molto centrata: bravo Delbecchi e bravo l'inserto bruttarello del bruttarello quotidiano.

domenica 29 maggio 2011

aspettando il vento nuovo

mentre aspettano di sapere se lunedì pomeriggio abiteranno in una metropoli arancione, i lettori di milano si dedicano, nei momenti di deliziosa vacatio consentiti dal viaggio sui mezzi pubblici, alle letture più varie. L'apparentemente inoffensivo signore barbuto con camicia a scacchi legge Orchi - I guardiani dei lampi, di Stan Nicholls (l'inventore, pare, del fantasy barbarico: ma i pareri sono discordanti, e a onor del vero chi scrive non sa nemmeno cosa sia); la signora in petite robe noire legge L'amica delle stelle, di Margherita Hack (dice il sito ibs che chi ha comprato questo libro avrebbe comprato anche, tra gli altri, Il cimitero di Praga di Umberto Eco, Il simbolo perduto di Dan Brown e  Breaking dawn di Stephenie Meyer: perché?): mi ha decisamente scoperta e mi rivolge uno sguardo che mi inquieta. Il ragazzo in bermuda legge Ricordi di mia madre, di Inoue Yasushi (dice il sito ibs che chi ha comprato questo libro avrebbe comprato anche, tra gli altri, Il cimitero di Praga di Umberto Eco, Il simbolo perduto di Dan Brown e  Breaking dawn di Stephenie Meyer, esattamente come nel caso dell'Amica delle stelle: perché?).

la setta degli arancioni

librai schierati: libreria aleph, mezzanino della fermata lima, metropolitana linea 1.
questa libreria, l'anno scorso, fece un po' di clamore per avere deciso, e comunicato mediante un avviso sulla vetrina, di non vendere Donne di cuori, di bruno vespa.

libri itineranti_grande concorso a premi

quale è il titolo del libro che questo lettore giocherellone porta a spasso sul corrimano della scala mobile, nella stazione duomo della metropolitana gialla?
chi scrive era sulla scala accanto e proprio non poteva ficcare il naso. né la quarta di copertina le ha detto nulla. giochiamo?

lunedì 11 aprile 2011

apparentemente insignificante

è con evidentissimo diletto che questa signora piccola, magra e rossina si immerge nel suo Storia dell'impero bizantino di Georg Ostrogorsky, un Einaudi del 2005. diletto evidentemente accresciuto dal fatto che il volumazzo (568 pagine) l'ha acquistato con il 25 per cento di sconto. l'ho intravista mentre entrava e si sedeva soddisfatta in una carrozza della linea tre, questa campionessa dell'understatement, che a una seconda occhiata meno superficiale si è rivelata una signora dell'armonia, con la sua giacca a fiori lucida e i pantaloni altrettanto lucidi color bronzo. per non parlare delle scarpe ton sur ton con zeppa media. il tutto in consonanza con la sua chioma. flamboyante.

mercoledì 6 aprile 2011

cacciatrici, divoratrici e un piccolo mistero

Il cacciatore di aquiloni

Il divoratore

Il libro misterioso

Nel tram numero trentatré, ieri, leggevano solo due donne, entrambe libri che chi scrive non ha letto. Del Cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini mi pare di capire che alla fine l'Occidente salva tutti; del Divoratore di Lorenza Ghinelli riporto l'opinione del popolo sovrano, dal sito di ibs (nessun tipo di editing è stato praticato sui testi):
Marcello Rice (05-04-2011)
Ho appena finito di leggere questo libro! io l'ho trovato bene scritto e la storia fila bene!! l'ho letto molto rapidamente, libro leggero, molto carino! brava l'autrice nelle descrizioni e nello stile di scrittura! a me è piaciuto molto! come sua prima opera promosso con ottimi voti!!!
Voto: 4 / 5


Lamu (13-03-2011)
Stephen King non al suo massimo, ecco cosa mi ricorda questo romanzo. Non da buttare, ma si legge velocemente e altrettanto velocemente si dimentica.
Voto: 2 / 5


roberto (09-03-2011)
Libro letto in una serata (non ci vuole molto di più per leggerlo). Non male come esordio ma, da Fedele Lettore del Re, non posso che confermare quanto detto in altri commenti: Lorenza Ghinelli per me è un'appassionata lettrice di King. E questo non è un male ...
Voto: 3 / 5
 

Michele Chiesa (02-03-2011)
Lo ammetto, mi sono lasciato tentare dalle varie "pubblicità" che ho letto sui giornali. Ogni volta mi ripeto di non farlo mai più eppoi ci ricasco.... Non è un brutto libro ma il tam tam mediatico ha fatto si che sembrasse un capolavoro ed invece secondo me è soltanto un misero racconto spudoratamente ispirato ad un qualsiasi Stephen King in scarsa forma....
Voto: 1 / 5


Il libro di Lorenza Ghinelli costa 9,90 euro per 254 pagine, un altro caso di meritoria politica dei prezzi da parte della Newton Compton, punto di forza della casa editrice; ma dato che il libro in questione più che mediocre non pare, è forse preferibile spendere lo stesso numero di eurini per un'altra publicazione dello stesso editore, il Dizionario dei modi di dire della lingua italiana di Paola Sorge: manuali e dizionari favoriscono decisamente la creatività.

Infine, il ragazzo nella metropolitana 3 con un librone Einaudi dalla costa gialla: non potevo proprio spiarne il titolo senza rischiare il linciaggio, ma da ieri il pensiero mi tormenta.