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sabato 1 dicembre 2012
enjoy your reading
in apparenza il christmas flavor comincia a milano con gli allestimenti festivi delle vetrine, con la comparsa dei babbi natali ladroni che si arrampicano sui balconi più pop, con l'albero di natale in piazza duomo (che l'insipiente assessore bisconti – la quale dovrebbe essere cacciata a calci nel sedere perché osa affermare la necessità di un natale all'insegna della sobrietà dei buoni, in questo modo giustificando la miseria di un albero di una ventina di metri – quest'anno presenta così), ma in realtà il natale vero comincia con la christmas fair della all saints anglican church of milan, della quale "cose da libri" parla praticamente ogni anno, ad esempio qui. ebbene, quest'anno purtroppo sono arrivata troppo tardi sia per le marmellate sia per il chutney (che a questo punto dovrò imparare a fare da sola, perché come si fa a resistere un anno senza chutney?), ma non per il banco dei libri, che tra le meraviglie contava l'alice munro che si vede in foto. e così, per la bellezza di un euro, ho ricevuto un libro praticamente nuovo, ho potuto assistere all'arrivo di babbo natale, che è uscito dalla sagrestia elargendo la sua tipica robusta risata a destra e a mancina, e ho incassato dall'improvvisato libraio l'augurio più bello: "enjoy your reading". la stagione delle feste è cominciata.
lunedì 17 gennaio 2011
la strada dell'eterno natale
E' quella sulla quale dà uno dei balconi di chi scrive. L'appartamento di fronte è popolato dalle Sorelle Materassi, una coppia di signore che sta tra Palazzeschi e Gozzano, tali e tante sono le buone cose di pessimo gusto che si vedono o si intuiscono attraverso le tendine. Le sorelle sono meravigliose: posseggono fiori veri e fiori finti, gatti veri con i loro alberi finti su cui farsi le unghie, gigantesche bandiere dell'Inter che non mancano di esporre quando la loro squadra le rende contente, mobili di fattura antiquata. Soprattutto, le Materassi sono le autentiche adoratrici del Natale, una festa che a casa loro dura ogni anno sino a febbraio inoltrato, luci esterne, babbi natale rampicanti, albero* e tutto.
*nella finestra a destra forse si riesce a intravedere un paio di lucine. scusate l'imperizia.
*nella finestra a destra forse si riesce a intravedere un paio di lucine. scusate l'imperizia.
venerdì 24 dicembre 2010
jingle bells smashing version
quando si parla di natale, chi scrive è fortemente tradizionalista, vittoriana, coca-colista, conservatrice, non ammette l'esistenza di altri colori che non siano il bianco, il verde, il blu e l'oro. però, ragazzi, quanto ho apprezzato la gitanissima versione di Jingle Bells eseguita dai signori gitani qui a fianco, colti mentre si preparano a entrare in un vagone della metropolitana tre. merry xmas everybody.
lunedì 6 dicembre 2010
christmas horror show
con l'avvistamento, ieri, del primo babbo natale ladruncolo che tenta di introdursi in un appartamento di via cagliero, dichiaro ufficialmente aperta la stagione delle feste, purtroppo con una nota di biasimo per l'esselunga, sempre nella medesima via: il fatto che quel supermercato non annoveri tra i propri banchi i tanto necessari al periodo flaconi di christmas flavour è uno scandalo tutto italiano.
mercoledì 23 dicembre 2009
non vaneggio, era proprio lui

merry xmas everybody, torno tra un pochino.
mercoledì 2 dicembre 2009
dove si conferma l'esistenza di santa claus

aa. come ci si sente a lavorare nella libreria del paese di babbo natale? glielo chiedo perché vorrei sapere se esistono implicazioni che vanno al di là degli aspetti strettamente commerciali (tendo a credere che babbo natale esista davvero).
hh. ho sempre vissuto nel circolo polare artico e posso confermare che la storia di santa claus non è una favola: è reale quanto me e lei. per i locali la questione è ovviamente molto diversa da quello che può essere per i turisti, comunque vivere così vicino a santa claus produce un certo effetto: noi siamo buoni per tutto l'anno, non solo quando si avvicina natale.
cosa si può aggiungere? comunicatelo ai vostri bambini e diamo ufficialmente inizio alla stagione delle feste.
domenica 4 gennaio 2009
trendsetting 6 - cose da libri in trasferta – taranto, viale liguria, e conclusione delle feste




come si diceva in un post precedente (30 luglio 2008), taranto è una città-must per l’antropologo e per il villeggiante. chi scrive, in quanto emigrante-a-volte-ritornante, partecipa di entrambe le nature, nonché di quell’eccitazione che prende il viaggiatore quando scopre cose nuovissime e il ritornante quando rivede cose piacevolmente note.
e così, in questa città inconsuetamente fredda per il periodo – come lialescamente usava dire mia madre, “a taranto il sole prima o poi arriva sempre”: inconsapevole parafrasi dell’indimenticabile chiusa di un romanzo della grande amalia liana di cui non ricordo il titolo: “coraggio, dietro le nuvole c’è sempre il sole” –, si è visto in una zona quasi centrale, il viale liguria dello shopping e dei buoni panifici, l’autentico carretto dei dolci: ricco, ordinato, immensamente vario e ben illuminato, un vero eden a paragone dei carretti dei tristi castagnari tristi di milano, con il loro corredo di facce livide e di mezzilitri d’acqua di marca sconosciuta venduta più cara della coca-cola.
a taranto gli immigrati sono pochissimi e ottimamente intessuti nella trama cittadina, cinesi compresi. sempre in viale liguria – allietato per tutta la sua lunghezza dai canti natalizi diffusi da altoparlanti collocati a cura del nuovo sindaco ippazio stefàno, un famoso medico definito da un negoziante locale che me ne parlava “il pediatra dei bambini”* – si poteva vedere, all’ingresso di un negozio di vestiti – ben tenuto, allegro e attraente: nulla a che vedere con certi polverosi magazzini odorosi di fibre sintetiche e petrolio –, un vermiglio cartello di benvenuto redigendo il quale l’orientale calligrafo aveva sbagliato solo una divisione sillabica, e solo perché lo spazio era esiguo. il cartello era talmente bello che sono entrata e sono uscita con un sacchetto pieno di merce: potenza delle parole appropriate e ben scritte.
e siccome tutte le cose, incontrovertibilmente, finiscono, verso la fine della shopping avenue della città dei due mari ho incontrato la prova della conclusione delle feste, nonostante si attenda ancora la venuta dell’anziana viaggiatrice sulla scopa: babbo natale giaceva a testa in giù, privo di vita e, per sommo spregio, albergava in cima a un mucchio di rifiuti in un cassonetto cittadino. le attività produttive possono ricominciare.
*bisogna dire che ippazio, per gli amici ezio, non si occupa solo della colonna sonora del natale tarantino: consigliere comunale dal 1982 al 1992, l’attuale sindaco è stato il primo a sollevare il problema dell’inquinamento e dell’aumento della mortalità per tumore polmonare nella città, impegno premiato di recente con l’approvazione della legge regionale antidiossine. e come si potrebbe non amare un sindaco che ha sostenuto un candidato presidente della provincia alle primarie del centrosinistra, che giocando sul suo cognome prometteva una “rivoluzione gentile”?
domenica 21 dicembre 2008
merry xmas everybody


le due calze ben sistemate sulla seduta della pensilina sotto la quale si aspetta l’autobus numero quarantatré in piazzale principessa clotilde, a milano, sono rimaste così come si vedono per un paio di giorni. il luogo è riparo temporaneo per un gruppo di senzatetto, che ogni mattina vi albergano, cartoncino di tavernello in mano, a discutere dei casi loro.
il terzo giorno le calze sono scomparse, evidentemente prelevate da chi era deputato a riempirle. bisogna che qualcuno vada a controllare se, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, le calze ricompariranno ben pasciute.
la seconda foto è stata presa sempre presso lo stesso luogo e sempre qualche giorno fa: mal riuscita per mia incompetenza e perché non potevo avvicinarmi troppo. le due piccole ombre sono quelle di una coppia di circa settantenni, entrambi bassissimi, elegantissimi – lui col cappello –, innamoratissimi. quando li ho fotografati avevano appena finito di scambiarsi un bacio appassionato, non quelli da pensionati ma, per intenderci, un autentico, scandaloso french kiss. dietro la pensilina, al riparo, si guardavano come se dovessero separarsi per molto tempo e come se il resto non esistesse. arriva l’autobus e mi aspetto che l’uno o l’altra salga e l’uno o l’altra rimanga sul marciapiedi a salutare, ma no. salgono insieme, si sistemano l’uno accanto all’altra e prendono a discorrere, intimi, vicini. baci di vecchie coppie (ma parevano piuttosto amanti), calze che compaiono e scompaiono in un luogo frequentato da un gruppo di ultimi della terra: la vita è meravigliosa?
venerdì 12 dicembre 2008
lo strano caso dell'imprudente vecchio

venerdì 5 dicembre 2008
season greetings
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