Il 30 novembre ha proprio dato all'umanità la crème de la crème. Ricorre oggi anche il genetliaco di Mark Twain, che compirebbe centosettantasei anni. Ed ecco come, nel suo Tom Sawyer, un libro si rivela foriero di grandi disgrazie: "Il maestro, il signor Dobbins, era arrivato all’età matura con un’ambizione inappagata. Il più vivo dei suoi desideri era quello di diventare medico, ma la povertà aveva deciso che non potesse essere niente di più di un modesto maestro di scuola di villaggio. Ogni giorno egli toglieva dal cassetto della cattedra un libro misterioso e, quando non faceva ripetere la lezione agli scolari, si calava nella lettura. Teneva quel libro sotto chiave. E non v’era un solo monello, nella scuola, che non morisse dalla voglia di dargli un’occhiata; ma l’occasione non si presentava mai. Tutti i ragazzi e tutte le bambine avevano una loro teoria a proposito di quel libro; ma non v’erano due di quelle teorie che fossero uguali, e non esisteva il modo di accertare la verità al riguardo. Ora Becky, mentre stava passando accanto alla cattedra, situata vicino alla porta, notò che la chiave del cassetto era infilata nella serratura! Si trattava di un’occasione preziosa, da non perdere. La bambina si guardò attorno, constatò di essere sola, e, un momento dopo, aveva il libro tra le mani. Il frontespizio – Anatomia, del professor tal dei tali – non le disse niente, e pertanto ella cominciò a sfogliare il volume. Le capitò subito sotto gli occhi una tavola mirabilmente incisa e colorata, una figura umana. In quello stesso attimo, un’ombra si posò sulla pagina e Tom Sawyer varcò la soglia dell’aula e intravide la tavola a colori. Becky fece un movimento violento per chiudere il libro ed ebbe la sfortuna di lacerare fino a metà la pagina a colori. Gettò il volume nel cassetto, girò la chiave, e scoppiò in lacrime per la vergogna e l’irritazione.
«Tom Sawyer, sei davvero perfido. Spiare la gente per vedere quello che sta guardando!»
«Come potevo sapere che stavi guardando qualcosa?»
«Dovresti vergognarti, Tom Sawyer; sai benissimo che ora mi farai la spia! E, oh, che cosa sarà di me? Che cosa sarà di me? Il maestro mi frusterà, e non sono mai stata frustata a scuola!»
Poi batté il piedino sul pavimento e soggiunse:
«Sii pure così malvagio, se vuoi! Io so qualcos’altro che succederà. Aspetta e vedrai! Sei odioso, odioso, odioso!» e corse fuori dell’aula con una nuova esplosione di pianto.
Tom rimase immobile, alquanto confuso da tanta aggressività. Poi si disse: “Che strana e stupida ragazzina è mai questa! Non l’hanno mai frustata a scuola! E con questo? Cos’è mai una frustatina? Ma le femmine sono fatte così... hanno la pelle tenera e una gran fifa di tutto. Be’, naturalmente non andrò a raccontare al vecchio Dobbins quello che ha fatto quella stupidella, perché esistono altri modi per pareggiare i conti che non sono così vili. Ma non servirà a niente lo stesso. Il vecchio Dobbins domanderà chi è stato a strappare il libro. E nessuno aprirà bocca. Lui farà, allora, quello che fa sempre... ripeterà la domanda a tutti uno dopo l’altro, e quando sarà arrivato alla colpevole se ne accorgerà, anche se lei non dirà niente. Le ragazze si tradiscono sempre con l’espressione della faccia. Non hanno spina dorsale le femmine. E Becky verrà punita. Oh, sì, si trova proprio nei guai, Becky Thatcher, perché non ha vie d’uscita.” Tom rifletté sulla situazione ancora per un momento, poi soggiunse, tra sé e sé: “Oh, peggio per lei; sarebbe contenta se fossi io a trovarmi in questo pasticcio... se la cavi per suo conto, dunque”.
Visualizzazione post con etichetta mark twain. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mark twain. Mostra tutti i post
mercoledì 30 novembre 2011
giovedì 3 novembre 2011
bookfast (writers for breakfast)_twain
![]() |
| CLICK ON THE PIC |
Il cuore di Tom anelava alla libertà, o almeno a qualcosa di interessante da fare per ingannare il tempo interminabile. Infilò la mano in tasca e la faccia gli si illuminò di un bagliore di gratitudine che era qualcosa di simile a una preghiera, sebbene lui non lo sapesse. Poi, furtivamente, la scatoletta delle capsule saltò fuori. Egli liberò la zecca e la posò sul banco lungo e piatto. In quel momento, probabilmente, anche nell’insetto dilagò una gratitudine equivalente alla preghiera, ma si trattava di uno stato d’animo prematuro; infatti, quando la zecca cominciò, esultante, a viaggiare, Tom, servendosi di uno spillo, la costrinse a girarsi dall’altra parte e a seguire la direzione opposta.
giovedì 22 aprile 2010
mark twain quiz
desidero mettere a parte chi legge che chi scrive ha riportato un punteggio di otto su dodici nel mark twain quiz pubblicato sul "guardian", qui, in occasione del centenario della morte di samuel.
lunedì 8 giugno 2009
sì, viaggiare 2

con l'approssimarsi dell'estate, si sa, uno si va a rileggere Tre uomini in barca. e però l'altro giorno leggevo le parole di giorgio manganelli su un altro romanzo in cui i fiumi giocano un ruolo importante, e pure rievocavo l'imponenza dell'adige nella descrizione di una collega che l'aveva visitato di recente, e insomma ecco qua:
"La fuga di Huck e della schiavo negro Jim lungo le correnti del Mississippi dà la materia a un racconto straordinariamente saporoso sugli incolti e forti gusti di una vita all'aria aperta, tra gente dabbene, imbroglioni, delinquenti: tra una natura non socievole, ma ruvidamente cordiale Huckleberry è insieme uno spettacolo da circo, farsesco e oscuramente tragico: è la cronaca di una vita fluviale, il cui respiro è quello stesso della libertà".
Giorgio Manganelli, La libertà dei grandi fiumi - Mark Twain, "Le avventure di Tom Sawyer e di Huckleberry Finn", in Cesare Garboli, Giorgio Manganelli, Cento libri, Archinto, Milano 1989.
a partire dal 4 ottobre 1960, come ci dice la prefazione di paolo murialdi al volumetto, garboli e manganelli presero a compilare le loro schede per la rubrica "cento libri in ogni casa". sintetiche, esaurienti e chiare (ragazzi, che maestri quei due), le trovo utilissime tuttora. sarei proprio curiosa di sapere se, dopo quarantanove anni, in ciascuna delle nostre case albergano almeno cento libri.
immagine courtesy http://publicdomainfun.com
Iscriviti a:
Post (Atom)
















