giovedì 2 febbraio 2012

una modesta proposta: scrittori, curatevi le unghie

la proposta è istituire il 2 febbraio la giornata del silenzio degli scrittori e e scrittorelli. che cessi per ventiquattr'ore il cicaleccio, la patetica autopromozione, il livore contro gli agenti che non li tengono in considerazione e gli editori che non li pubblicano, le conventicole, i blog aperti per pubblicizzarsi un libro che dopo un poco rimangono lì, abbandonati e malinconici come un temporary shop appena sgomberato. che si taccia, dunque, che ci si limiti a scrutare il cielo, ogni anno, il 2 febbraio, ricordando un po' di novecento, nel giorno del compleanno di james joyce: "L'artista, come il dio della creazione,  rimane dentro o dietro o al di là o al disopra dell'opera sua, invisibile, sottilizzato sino a sparire, indifferente, occupato a curarsi le unghie".
James Joyce, Dedalus. Ritratto dell'artista da giovane, trad. it Cesare Pavese, Milano 1970

8 commenti:

kalz ha detto...

La proposta è più che buona. Però davanti a Joyce un giono di silenzio degli scrittori e scrittorelli mi sembra troppo poco.

aa ha detto...

eh, non volevo esagerare. stiamo parlando di gente con i nervi fragili. se li metti più di ventiquattr'ore a guardare le nuvole rischi di provocare l'effetto contrario, di alimentare il solipsismo. questi poi sarebbero capaci di raccontarci la loro esperienza su facebook, e si ricomincerebbe daccapo ;-)

fascinodemoralizzato ha detto...

Oltre a guardare il cielo gli scrittorelli potrebbero anche leggersi parole sagge e lucide, tipo queste: "Se dovessi dare dei consigli ad uno cui viene voglia di scrivere, gli direi: parti dalle interiezioni, che forse sono la parte più negletta della lingua scritta: ah, ahimé, porco cane eccetera, sono la parte più trascurata e invisa alla scuola. Gli direi: parti da un bel oh perbacco". (Ermanno Cavazzoni, Il limbo delle fantasticazioni, Quodlibet 2009)
Potrebbero anche sfogarsi, così, che magari ne hanno bisogno.

Randa

aa ha detto...

ah, randa, sei il mio commentatore speciale. e cavazzoni, come sai, è uno dei miei idoli.

Matteo ha detto...

Io il cielo l'ho scrutato e c'ho visto nero, anzi bianco! Il giorno dopo a L'Aquila sono venuti giù 100 cm di neve. Un metro! Ho spalato per 5 ore stamattina, dalle 10 alle 15, ora di pranzo a casa mia. E Roma va in tilt per 3 cm, ahhaha! Mi dolgono tutte le parti del corpo, sì pure quella. Quando ho raggiunto e dissepolto la mia macchina, mi è scesa una lacrima di commozione. In quelle 5 ore mi ha fatto compagnia un interrogativo: Ma tutta questa gente che scia coi loro bambini, (proprio con gli sci eh!) sulla statale davanti casa mia, e mi indica dicendo: Guardate, un uomo spala-neve! mentre io perdo a mano a mano l'uso delle braccia, un cortile da ripulire non ce l'ha?
Appoggio la tua campagna di silenzio scrittevole con tutte le mie forze. Li odio! -.-"

aa ha detto...

matteo, ti devo dire una cosa. mi fai una simpatia di pazzi. adoro quando chiami "madre" tua madre, invece di dire "la mamma" o "mia madre". e spiegami: odii gli sciatori o gli scrittori?

Matteo ha detto...

No, gli scrittori! Certi scrittori che poi non sono veri scrittori dai. Mi riferisco a quelli che si lamentano col mondo editoriale accusandolo di essere brutto e puzzolente soltanto perché non vuole produrre il loro romanzo del secolo. E poi odio pure quelli che se la tirano; ma perché te la devi tirare, dico io! Dovresti essere grato al dio in cui credi e anche alla buona sorte, che neanche il dio può bastare, che ha permesso alle tue "qualità" di essere notate, e grato a chi ti ha dato la possibilità di esporle sui ripiani di tante librerie. No che te la tiri! Ecco chi odio e quindi tento di essere diverso da entrambe le tipologie. :)

aa ha detto...

io già ti adoro.