sabato 17 settembre 2011

l'editing di faccio testo_il belpaese dell'arte

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Il  27 settembre si inaugura, alla Gamec di Bergamo, la mostra "Il Belpaese dell'Arte. Etiche ed Estetiche della Nazione". Tra le opere esposte, una bellissima di Gino De Dominicis,  Compagni di scuola, una sorta di facebook ante litteram risalente al 1966. Mostra e catalogo sono a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Maria Cristina Rodeschini; l'editore è Nomos. L'editing del catalogo è stato affidato a Faccio Testo.

Gino De Dominicis, Compagni di scuola, 1966


Dal saggio, molto divertente, di Giacinto di Pietrantonio, intitolato Un po’ di Bel Paese e un po’ no di sotto e di sopra del Po e firmato "Un po’ di Giacinto e un po’ di Di Pietrantonio": 

"Un po’ di anticipo
Dove iniziare a cercare l’ITALIA nel tempo delle mappe satellitari, nell’era del digitale, nel mondo del virtuale che ha tutto connesso, tutto fluidificato e che in questo modo sta riscrivendo la cartografia territoriale, sociale, politica, culturale, umana dell’esistente e dell’esistenza, se non in rete?
Per cui alle 19,30 del ventuno giugno scrivo la parola ITALIA sul motore di ricerca Google e alla velocità di connessione di un tredicesimo di secondo ottengo 1.220.000.000 di voci relative all’ITALIA. Un miliardo e duecentoventimilioni sono una enormità in continuo aggiornamento e sicuramente difficile da gestire, da approfondire, ma serve a dare l’idea dell’estensione info-significante del nostro Paese. Tuttavia, mi rendo conto che anche con l’aiuto della tecnologia è sicuramente molto difficile fare un ritratto dell’ITALIA, che si sta riscrivendo in rete modificando comportamenti, aspirazioni, aggregazioni, definizioni, insomma certezze. Soprattutto, rete e non, è difficile mettere tutti d’accordo, perché, anche se l’ITALIA è una e unica, ognuno ha la sua idea dell’ITALIA.

Un po’ di universale
Tuttavia un po’ di accordo sull’ITALIA c’è.
È una nazione fatta di tanti caratteri.
È un Paese di moltissimi campanili.
È un territorio dalla geografia molto diversificata, regionale, provinciale, di più: comunale e rionale.
È locale nel tempo del globale, che, a detta di Warhol, è ciò che rende universali.
E non c’è dubbio che l’ITALIA è universale.
È universale perché tutti sono d’accordo sul fatto che l’ITALIA è il Paese del Bel Paese.
Un po’ di accordo c’è anche sulla volontà di non nascondere che in questo Bel Paese ci sono pure cose che non vanno, come avvertiva Pasolini negli anni settanta conversando con Moravia sulla spiaggia del Circeo e sotto i portici della bella piazza dechirichiana di Sabaudia. Oggi questa piazza, come tante altre, è un luogo borderline in odore di camorra che si muove dalla Campania al Lazio e oltre. E da qui al mondo globalizzato, come ci aggiorna Saviano pasoliniano in Gomorra, il cui paesaggio delle vele di Scampia, oltre al regista Matteo Garrone, ha ispirato video e foto del viaggio in ITALIA del tedesco Tobias Zielony. Questo e altro fa sì che oggi ci sia anche chi non crede che l’ITALIA abbia un senso, che non sia più un Bel Paese, ma sia diventato un po’ un Bel Brutto Paese."

La mostra è aperta fino al 19 febbraio 2012.







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