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giovedì 9 settembre 2010

settembre, andiamo (ad artelibro)

La fine di settembre è tempo di vendemmia, di brume incipienti e, da sette anni a queste parti, di Artelibro. Nell'ambito del programma della miafestazione, che si terrà a Bologna dal 24 al 26 settembre, tengo particolarmente a segnalare un incontro che vedrà tra i relatori il mai abbastanza magnificato Massimo Gatta di Biblohaus. Ne copio e incollo qua sotto la locandina, non prima di augurarmi una presenza più che cospicua di pellegrini che volessero trascorrere un paio d'ore a dissetarsi con le delizie librarie che immancabilmente saranno loro offerte:


Lo scaffale incantato.
Scrittori e librerie antiquarie nella storia della cultura italiana

Sabato 25 settembre 2010
Sala dello Stabat Mater
Biblioteca comunale dell'Archiginnasio
Piazza Galvani 1 - Bologna 

Programma
ore 09.30 - 11.30

Saluti

Carlo Galli, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna
Loris Rabiti, Associazione Librai Antiquari d’Italia
Giacomo Lodetti, Associazione Culturale Librerie Storiche e Antiquarie d’Italia
Alessandro Pierno, Biblioteca dei Cataloghi di Montepulciano
Gilberto Coffari, Coop Adriatica


Tavola rotonda

Coordina Stefano Salis (“Il Sole 24 ore”)

Intervengono:

Antonio Bagnoli
Mario Cerne
Anna Franchini
     Massimo Gatta
Luca Sossella


ore 12.00

Stefano Salis intervista Cesare Segre

lunedì 28 settembre 2009

energia

mi pare che marco vallora sia uno dei pochi che ancora coltivano un po' di indignazione nei confronti dell'editoria inutile. questa è la chiusa della sua striscia sulla prima pagina del "ttl" di sabato 26 settembre (il titolo è non fanno arte i cataloghi insulsi e la colonnina è dedicata all'interpretazione dei dati di un'indagine sul fatturato dei libri d'arte, divulgati in occasione dell'appena trascorso "artelibro"):

"Rinasca una sana saggistica e muoiano cataloghi insulsi, improvvisati, zeppi di errori di stampa".

aderisco. ho lavorato sui cataloghi di mostra per lunghi anni e confermo che, in specie nell'ultima decade, questi sfortunati fratelli dei libri veri (con alcune lodevoli eccezioni, of course) sono fatti male, letti e controllati peggio, nonché fonte di notti insonni per i redattori raccogliticci di case editrici che non investono né sulla formazione dei propri professionisti né, alla lunga, sulla loro buona immagine.
indipendentemente dal fatto che avrei potuto averne a palate, non ho mai comprato un catalogo di mostra in vita mia.

mercoledì 1 ottobre 2008

artelibro – il maestro ha scritto così


artelibro era un po’ grigetta e bologna altrettanto, sebbene vi abbia incontrato un tranquillo lucio dalla, a passeggio nei dintorni di piazza maggiore, che illuminava il mondo circostante per mezzo della sua capigliatura.
a palazzo re enzo e del podestà c’era la mostra mercato dei libri d’arte, con pochi, davvero pochi elementi di attrazione, a parte due piccoli editori, uno ceco e uno olandese, davvero degni di una sosta allo stand.
il ceco, arbor vitae, esponeva diari di artisti nazionali, ma anche stranieri, monografie su pittori e cataloghi di mostra come Decadence: In Morbid Colours, premio 2006 per il più bel libro conferito dal ministero ceco per la cultura: un volume scuro, con i risguardi affollati di teschi crema cupo contro un grigiastro fetente, impaginato all’interno senza la minima traccia del rigore un po’ bacchettone che contraddistingue i progetti grafici dei canonici libri d’arte nostrani. di contro, all’interno dello stesso stand ho visto delle copertine bellissime, pulitissime, bianchissime, completate da una semplice scritta in nero o in rosso. o quella, estremamente elegante in grigio e rosso, del libro su rudolf dzurko.
due o tre standini più in là (perché questi erano piccoli e non potevano permettersi gli standoni barocchi allestiti nei posti al sole del palazzo) c’erano gli onomatopee di eindhoven, con i loro libri tutti diversi, finti taccuini, libretti con cd allegati, grandi fogli piegati a fisarmonica e tenuti insieme con una fascetta di carta. nel progetto the seven names of god, che fa parte di un progetto più vasto chiamato by methods of reasoning – un’indagine sulle possibilità morali della retorica visuale –, promosso da onomatopee e sostenuto dal comune di eindhoven, ho trovato il le-god che pubblico.
bellabella la mostra “inspirations”, promossa da fratelli alinari e il sole 24ore, sul rapporto tra copertina e libro : trenta immagini provenienti dall’archivio alinari, candidate per copertine a venire, in rapporto con trenta copertine già pubblicate. a conclusione del panierino delle bellezze, la micromostra di pino ninfa “i lettori del sacro. un viaggio in etiopia”, una serie di immagini scattate lungo la cosiddetta rotta storica di etiopia, in cui non si vede mai nessuno senza un libro in mano: “Durante questo viaggio mi sono costantemente imbattuto in lettori di ogni genere di testi sacri, a qualsiasi ora del giorno, con o senza gente intorno. Una azione costante che ognuno ripeteva a distanze diverse con un unico scopo: comunicare con il divino, elevando il proprio spirito.” che il tram numero due sia la rotta storica di milano?

in conclusione, ahimé, una nota scandal club*: una grande parte dello stand di editalia – gruppo istituto poligrafico e zecca dello stato era dedicata a Ombre, il libro d’artista di mimmo paladino e ferdinando scianna presentato in anteprima ad artelibro: una fisarmonica lunga ventiquattro metri, superbo bianco e nero, quarantadue incisioni di paladino, trenta foto di scianna e frammenti di testo scelti da corrado bologna, stampata in centoventicinque esemplari, costo non specificato. lungo lo spazio dedicato a Ombre correvano gigantografie riproducenti in grande immagini e testi. e proprio di fronte al visitatore, attratto da tanta meraviglia in black and white, all’interno di una citazione da Peter Pan, un agghiacciante, gigantesco “riattacarmi”. uno dei signori di editalia, avvisato, chiede spiegazioni a una signora di editalia. la signora guarda, non individua il refuso, poi, guidata dal signore (quello di editalia, non l'onnipotente), vede e risponde, irresponsabile e trionfante “ah, il Maestro ha scritto così. noi riceviamo e pubblichiamo senza toccare nulla!” ma l’istituto poligrafico dello stato una telefonata al maestro, per verificare se per caso aveva trascritto male, non avrebbe potuto farla? e quanto costa una delle centoventicinque copie? perché presumo che gli stessi refusi ci siano anche nel libro. fortuna che la tiratura di Ombre è decisamente inferiore a quella del gronchi rosa.

* scandal club era il titolo di una rubrica di cronaca mondana all’interno della “Review” di daniel defoe. il settecentesco antesignano di "chi".

venerdì 25 luglio 2008

artelibro 2008 - zagabria, mon amour

nell’ambito della quinta edizione di artelibro, che si terrà a bologna dal 25 al 28 settembre 2008, segnalo un ciclo di interviste, a cura di luca beatrice, nel corso delle quali direttori di museo, editori, giornalisti saranno chiamati a parlare dei libri decisivi per il loro percorso personale e professionale. un’idea semplice ma sempre molto appealing.
io ad artelibro ci vado, soprattutto perché sono curiosa di vedere la produzione dell’organization “bijeli val”, con sede a zagabria. quando ero poco più che un’adolescente andavo periodicamente alla stazione nel tentativo di prendere un treno per zagabria. all’epoca non sapevo neanche dove fosse, né volevo saperlo, poiché una precisa collocazione geografica avrebbe tolto al nome molto del suo potere evocativo. e poi volevo essere alternativa a tutti quelli che sognavano il nepal o un non meglio precisato oriente. non trovai mai nessuno che condividesse con me il fascino di quella inconsueta destinazione, così zagabria mi sta ancora aspettando. diamoci un appuntamento per un aperitivo (a bologna, tra gli stand di artelibro): attendo adesioni, l’ingresso all’esposizione è gratuito.