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mercoledì 2 febbraio 2011

storia offresi

certo che il mio avvocato è proprio un bel tipo. mi assiste da tempo immemorabile (e ancora non ne veniamo a capo) per una causa presso il giudice di pace, ma in realtà lui pratica il diritto penale duro ed è sovente a contatto con gente della peggior specie, di cui talvolta si compiace di narrarmi. tra le tante, ho scelto quella che segue e ho deciso di offrirla al volenteroso che vorrà svilupparla. per quello che mi riguarda:

- ho pensato a un titolo:
"Color polipo"

- ho pensato al protagonista
un avvocato milanese di massiccia presenza, appassionato di boxe e di whisky torbati, di nome Antonio Alma.

- il mio amico avvocato ha pensato ai nomi della vittima e dell'assassino:
Malika e Andrea

- ho pensato a un possibile incipit
"Il torbato della Maida era sempre il torbato della Maida, anche se i Navigli non erano più i Navigli. E avere di fronte a sé Matilde, tardi la sera, dopo la boxe, per quei minuti – trenta minuti? quaranta, quarantacinque? – era una piccola, buona cosa.
L’avvocato Antonio Alma teneva a bada le proprie inclinazioni pericolose a suon di pugni, in palestra".

- ho pensato a un principio di trama:
 "L’avvocato milanese Antonio Alma viene contattato da Andrea Sessi, un sessantenne in carcere con l’accusa di omicidio. Sessi avrebbe ucciso la moglie, una donna marocchina di trent’anni più giovane, seppellendone poi il corpo nei pressi della frontiera franco-spagnola, sulla via per il Marocco. Qui si sarebbe presentato un giorno per chiedere notizie dell’eventuale scoperta di un cadavere. La guardia di confine si sarebbe ricordata in seguito di quell’uomo, rendendo testimonianza per le indagini.
Sessi aveva incontrato la futura moglie durante un viaggio in treno per Milano, dove lui andava a trovare sua sorella e lei, in provenienza dalla Sicilia, era diretta da una cugina, presso la quale avrebbe trovato una base per la ricerca di un lavoro.
Malika era fedele di una particolare setta, quella dell’incrollabile fiducia nel potere di riscatto economico dei paesi occidentali. Il corredo rituale degli adepti prevedeva, prima di tutto, il Telefono Cellulare: l’oggetto che ci si procurava non appena messo piede sulla terra promessa, l’oggetto transizionale cui affidare la ricerca di un lavoro, le trattative amorose, le discussioni con un pappone. Il telefono di Malika era simile a quello di molti immigrati: spesso, di apparenza solida e quasi carnosa, carnosa come le sue labbra, su cui un rossetto di colore inadeguato andava sbiadendo. Ne rimanevano i contorni, una rifinitura un po’ chiassosa che la collocava istantaneamente, pensò Sessi, tra le donne accessibili a lui.
Andrea Sessi era solo da quando, una decina d’anni prima, la sua legittima consorte aveva spiccato il volo dall’ultimo piano, il settimo, del palazzo al centro di… Sulla scorta di una serie di referti del Pronto Soccorso – molte cadute, molti bizzarri incidenti, molti stipiti sporgenti in casa dei coniugi Sessi – e di qualche cauta testimonianza dei vicini, la Magistratura aveva avviato le indagini per sospetto omicidio, poi arenatesi poiché i fatti in cui era coinvolto Sessi erano vagamente sordidi, vagamente loschi, ma troppo vagamente illegali. Come quando un tale gli aveva intestato un appartamento in provincia, a partire dalla vendita del quale Sessi aveva avviato una serie di speculazioni immobiliari che avevano considerevolmente rallentato la sua attività di muratore. Le dita delle mani massicce avevano cominciato a sfinarsi mentre il portafogli si gonfiava e lui diventava sempre più insofferente alle domande della moglie, che non si placava ancora di fronte al mistero di quella prima donazione. Così come mai cessava di chiedersi il motivo dei sempre più frequenti rientri a tarda ora del marito". 

- riporto la prima e la seconda comunicazione dell'avvocato, nelle quali egli aggiunge particolari che non mi aveva fornito durante i nostri colloqui:
  
Prima comunicazione dell’avvocato  xx
Per quanto riguarda mister x le aggiungo già ora qualche nota e, in particolare le mie impressioni quando lo conobbi in carcere.
Mi scrisse poiché fui a lui consigliato da un altro detenuto recluso nel braccio dei protetti, ovvero in quella parte delle carceri (ogni istituto ne ha una) ove sono reclusi coloro i quali si sono macchiati dei crimini più abbietti (in genere sessuali) contro donne e bambini e gli "infami", ovvero quelli che fanno la spia.
Quando lo vidi indossava una tuta da ginnastica in acetato. Impeccabile a suo modo: sbarbato e pulito.
Io sono ben piantato ma Mister x è davvero imponente. Non muscoloso ma grasso di quella grassezza insana, gonfia data dall'ozio, dal cattivo cibo e dall'assenza di movimento.
Ha un faccione largo e dei capelli bianchi un po' crespi con un principio di calvizie. Sui cinquanta. È pallido e credo che abbia qualche cicatrice di un’acne giovanile particolarmente feroce.  Il naso è grosso.
Ora, non voglio fare della retorica ma davvero gli occhi mi colpirono per due particolari: il colore ed il movimento.
Sono grigi ma di un grigio che dire spento è dire poco. Mi viene in mente il grigio di certi polpi pescati da un po'; davvero un colore indefinibile.
Sembrano rivestiti da una patina ma sfido chiunque a farsi 15 anni di galera ed avere gli occhi vispi.
La pupilla è di un giallo tenue. Non bianca. Anch'essa velata. Il movimento però è impressionante. Non  stanno mai fermi. Anche quando ti guardano si muovono un po' di qua e un po' di là. Poco; ma si muovono sempre.
Il quadro è completato da una bell'unghia lunga un centimetro al mignolo sinistro. Vezzo che molti carcerati di una certa età hanno.
Si è presentato al colloquio tranquillo. Abbiamo parlato del suo caso (ha una voce profonda, nessun accento particolare anche se parla insistendo un po' sulle doppie e sulle "p" e le "t"), poi però è successo qualcosa che ha alterato l'equilibrio. Gli ho posto una serie di domande relative al processo di merito e alle scelte difensive (che mi sembravano un po' azzardate e difatti si è preso l'ergastolo).  Apriti cielo. Il suo incarnato ha cambiato colore. E' diventato rosso acceso.
Non nego di aver avuto paura che gli venisse un infarto. Si è lanciato in una filippica contro "quel bastardo del suo avvocato e quei bastardi di tutti gli avvocati". Poi si deve essere reso conto che lo ero anche io ed ha aggiunto, calmatosi, "esclusi i presenti ovviamente". Ovviamente, ho aggiunto io.
Dal quel giorno ho cercato di fargli meno domande possibili sul passato processo.
Ecco, questo è stato il primo incontro.

Seconda comunicazione dell’avvocato xx
Per quanto riguarda il resto devo dirLe che il nome di mister x, il nome vero, sarebbe quello più adatto! Ha un suono che sembra un sonaglio. In ogni caso lo chiamerei Andrea Sessi. Nome banale come è banale il male che richiama vagamente la natura sessuale (appunto) del suo delitto. Le piace? Altrimenti credo che Lei sia davvero più abile di me e mi rimetto alla Sua arguzia.
Volevo aggiungere che Sessi (per ora lo chiamo così) è benestante poiché aveva (ed ha) degli immobili in affitto. In passato è già stato (ma siamo negli anni 70) al centro delle cronache poiché adescava marinai e giovani militari con i quali consumava rapporti omosessuali a pagamento ed anche per un altro motivo anche più grave (la verità è davvero peggio della finzione a volte....).
La prima moglie infatti si suicida cadendo da un balcone ed alcune ombre si addensano sul coniuge tanto da far ritenere gli investigatori che la signora "sia stata suicidata" con il vecchio ma infallibile sistema della defenestrazione. Purtroppo sul cadavere non vennero mai trovate tracce incompatibili con il suicidio e le indagini (siamo ancora molto lontani dai mezzi di ricerca della prova di questi anni) non portarono a nulla.
L'idea della ragazza che ha un amante marocchino è, a mio avviso, azzeccatissima.
Effettivamente nemmeno io conosco molto i tratti della vittima.
Posso dirle però che si trattava di una ragazza con dei saldi legami familiari, con una immensa voglia di riscatto, pronta a lasciare la sua terra (o, meglio, disposta a tutto per lasciare la miseria della stessa) benché avesse alcuni parenti in Francia che avrebbero potuto accoglierla.
Decide però di seguire quell'uomo maturo che conosce in Marocco durante una vacanza (di lui) e che trasuda disponibilità economica (o, perlomeno, quella che può impressionare una ragazzina).
La differenza di età è molta e lui chiede insistentemente "la prova d'amore"; lei temporeggia, lo fa stare sul filo del rasoio poiché l'attrazione fisica è praticamente nulla. Concede poco o nulla di sé.
Come stratagemma continua a ripetere che non può avere rapporti sessuali prima del matrimonio e che comunque lui si deve convertire altrimenti non è possibile né il matrimonio né altro.
Detto fatto. Sessi si converte e sposa la giovane.
Purtroppo nulla o quasi cambia. La ragazza si concede poco, pochissimo e – mi scusi la trivialità - male. Il resto, la conoscenza di un giovane ragazzo del suo stesso paese e della sua stessa età anche lui trapiantato in Italia, fa il resto.
Questo è un capitolo che corrisponde alla realtà e quindi io mi fermo rimettendomi a Lei.
(per la cronaca Sessi uccise la moglie - almeno questo  venne fuori al processo - perché la stessa non si concedeva).

à vous.

sabato 29 gennaio 2011

florilegi contemporanei_educazione della prole


RAGAZZE DOTATE DI SENSO PRATICO
Do ut des, cioè
Iris: Un cliente, però, cioè, ci vuole anche in un rapporto come il nostro cioè, è un dare e avere, qua io do la figa e non ho un cazzo, cioè
Iris Berardi, nata il 29.12.1991, abile al lavoro
Conversazione telefonica del 14 ottobre 2010 con Roberto, un cliente che si crede un fidanzato

GENITORI DOTATI DI SENSO PRATICO
Cuore di mamma
Iris: Tra un po’ dovevo mettermi a piangere per avere quello che ho avuto oggi.
Madre: Cosa ti ha dato? Cinque?
Iris: Sette
Iris Berardi, nata il 29.12.1991, abile al lavoro
Conversazione telefonica del 20 settembre 2010 con sua madre

GENITORI UOMINI DI MONDO
Cuore di papà
T.M.: Sì ma quello che mi ha, diciamo fatto pensare è che un conto che le cose avvengano in disparte no, un conto
Padre: Davanti a tutti??
T.M.: Sì sì ma te la dico in una parola per essere fini... un puttanaio
Padre: Ma ho già capito... un’orgia.
T.M.: No, no, no, no, no, non no alt no però cioè hai capito diciamo che gli approcci erano quelli però non è che c’è niente di...
Padre: Ah gli approcci erano quelli
T.M.: Però sì, sì, sì, sì
Padre: Tipo mani in mezzo alle gambe robe così?
T.M.: Sì quelle robe se dai
Padre: Anche lui?
T.M.: No no, no, no solo lui
Padre: Solo lui
T.M.: Verso le verso le 20 che c’erano
Padre: Solo lui mmhh
T.M.: C’era il suo amico (incomprensibile sembra lecchino)
Padre: Va bene va bene va bene ho capito
T.M., ex compagna di scuola di Nicole Minetti, invitata a una festa presso la casa di Silvio Berlusconi 
Conversazione telefonica del 20 settembre 2010 con suo padre

fonte: Invito per la presentazione di persona sottoposta ad indagini inoltrato dalla Procura della Repubblica di Milano a Silvio Berlusconi, 13 gennaio 2011.






lunedì 13 settembre 2010

macellerie

"È' un circolo vizioso: l’ignoranza genera la povertà e la povertà genera l’ignoranza. L’unica cura consiste nello smettere di generarle entrambe... Sulle fondamenta di una maternità volontaria e illuminata sorgerà la civiltà futura".
Margaret Sanger 

a pagina due del free press "metro" che trovo su un sedile del tram numero trentatré, in taglio basso, sono riportate le seguenti notizie: "Genova, torna a casa ubriaco e accoltella la figlia di tre anni" (incidentalmente, nell'articolo si dice che il gentiluomo ha accoltellato la figlia di tre anni con un forchettone). (incidentalmente, sostengo da sempre che i nostri simili non vanno lasciati liberi di riprodursi a propria discrezione. vanno applicati agli aspiranti genitori controlli severissimi, equiparati a quelli che si infliggono agli aspiranti adottatori. ciò rappresenterebbe una soluzione in termini di controllo della sovrappopolazione e di distribuzione delle risorse, nonché un dirottamento più produttivo del denaro che attualmente si impiega nella confezione di spot contro la fame planetaria). sotto la notizia relativa a quella buona forchetta amante del buon vino si annuncia che "Stasera una di loro sarà miss Italia". l'illustrazione rappresenta, collocate sui gradini del palcoscenico di Salsomaggiore, una serie di donne seminude che fanno ciao. la pagina è a cura di stefania divertito e non ha nulla di incoerente.

venerdì 6 agosto 2010

otto anni, troppo pochi

il signore qui a destra non sta girando una contemporanea puntata di miami vice, no. si sta invece recando al tribunale di newcastle, inghilterra, dove sarà condannato a otto anni di galera per aver sottratto alla biblioteca di durham, una decina di anni fa, una copia del First Folio di william shakespeare (1623). recatosi alla folger shakespeare library di washington per farlo valutare, il pollo è ovviamente incappato nelle maglie degli esperti della biblioteca, che si sono prontamente rivolti all'fbi. raymond scott, così si chiama il nostro britannico mascalzone, ha cinquantatré anni. è invaghito della ballerina cubana heidy rios, che di anni ne ha ventitré. ray ha tentato di vendere il First Folio per portare la sua fresca bistecchina esotica a newcastle (a conoscere l'anziana madre, con cui il giovane raymond ancora viveva) e per pagare un'immensa quantità di debiti, originati dalla sua passione per le belle macchine e i bei vestiti. il "daily mail" ha intervistato un'amica di heidy. pare che la giovane artista non si dolga poi troppo per l'incarcerazione di questo anziano fesso che, dopo essere stato folgorato da una sua esibizione, è tornato due volte a cuba carico di regali e denaro di cui non vogliamo indagare l'origine. la storia, in sé, è piuttosto trita, se non fosse per il fattore shakey. a cagione del quale io, a questo signore, non otto, ma ottanta anni di galera, avrei dato. a spaccare pietre.

lunedì 12 luglio 2010

qui finis terrae_1

la lingua, si sa, è un organismo vivo e mutevole, alla cui evoluzione contribuiscono in misura ragguardevole i parlanti/scriventi. un luminoso contributo, in questo senso, paiono assicurarlo gli ineffabili estensori dei quarantasei annunci pubblicati il 7 luglio 2010 sulla "gazzetta del mezzogiorno", sezione "annunci economici", sottosezione "professionali": la copia gratuita che qui, a finis terrae, distribuiscono con il quotidiano "la stampa".

1. dove si assiste alla trasformazione di un verbo intransitivo in un verbo transitivo entusiastico
BARI eccitante divertente ti impazzirò sotto doccia ambiente climatizzato (segue telefono).

2. dove si celebra il trionfo del superlativo assoluto
VICINANZE Casamassima strabellissima mora frizzantissima fotomodella dolcissima accattivante completissima* (segue telefono).

3. dove risulta inequivocabilmente chiaro che siamo in estate
BARI bellissima bambolina 19enne bravissima prosperosa massaggio sotto doccia (segue telefono).
BARI novità stupenda snella massaggi sotto doccia ambiente climatizzato (segue telefono).
BARI novità bellissima completissima snella bionda doccia insieme cimatizzato (segue telefono).
VICINANZE Bari signora sensualissima affascinante doccia insieme climatizzato (segue telefono).

4. dove si apprende che a bari centro imperano globalizzanti novità
BARI centro novità brasiliana bellissima fotomodella disponibilissima caldissima affascinante (segue telefono).
BARI centro novità donna 45enne affascinante francese completa (segue telefono).
BARI centro novità assoluta bellezza esotica fisico da modella climatizzato (mi sfugge il concetto del fisico climatizzato) (segue telefono).
BARI centro novità bella affascinante dolcissima giapponese climatizzato (segue telefono).

5. going local 1: dove si apprende che le signore italiane amano distinguersi
AAA Affascinantissima italiana solo distintissimi (segue telefono).
A Bari bella signora elegantissima bianca bionda solo distinti (segue telefono).

6. dove si apprende che a foggia la localizzazione del punto g si è compiuta senza incertezze
FOGGIA novità assoluta, bellissima e incandescente fragolina ti aspetta (segue telefono).

7. dove si apprende che le indigene della foresta amazzonica, lungi dal preoccuparsi per la progressiva corruzione e scomparsa della stessa, di quando in quando si recano a bari per esercitare un pochino della loro selvatica leggerezza
A Martina Franca nuovissima amazzonica birichina da favola affascinante completissima (segue telefono)

8. dove si evince che a martina franca si indugia in un'atmosfera vagamente anni cinquanta
MARTINA FRANCA Linda bionda caldissima reginetta del piacere seno prorompente (segue telefono).

9. dove non si comprende chiaramente se a potenza la trans milena confeziona tortellini o si dedica alla fellatio, né si riesce a stabilire dove sarà dopodomani
POTENZA trans Milena antica arte bolognese oggi e domani (segue telefono).

10. going local 2: dove si percepisce senza possibilità di errore che la "gazzetta del mezzogiorno" si occupa di cose del mezzogiorno nel mezzogiorno stesso
VICINANZA COZZE: affascinante dolcissima raffinata disponibilissima tutti i giorni (segue telefono).

*chi scrive aveva già avuto occasione di sottolineare la puntigliosità con la quale gli anonimi estensori degli annunci dichiarano la "completezza" della merce che propongono (vedi post del 6 aprile 2009): mi viene il dubbio che, ove questo attributo non venga indicato, si debba sospettare la presenza di signore focomeliche o con gamba di legno.

domenica 28 marzo 2010

centro massaggi mcluhan

formidabile refuso, sul "tuttolibri" di sabato scorso. alla fine della recensione di masolino d'amico su Non conosco il tuo nome di Joshua Ferris si legge: "... gli stratagemmi del giallo ti tengono avvinto con la promessa implicita di una soluzione finale che poi non arriva – la narrazione 'è' la storia; il medium, come diceva il vecchio mcluhan, 'è' il massaggio".
è quello che devono aver pensato anche al centro benessere nuova shanghai di milano, aperto tutti i giorni fino alle 24.

martedì 23 marzo 2010

post coitum omne animal triste est

dobbiamo presumere che i pornoinclini siano anche inclini alla tristezza pre-coitale? o forse la tristezza dei pornoclienti risiede nel fatto che in prevalenza quel coito lo agognano ma poi devono acquistare quei tre dvd per dieci euro e ripiegare, faute de mieux, sulla consueta masturbatio?

sexy shop, viale lunigiana, milano

venerdì 15 gennaio 2010

orientalismi

oggi sul tram numero due non ci sono lettori, solo free press abbandonati sui sedili. a pagina 36 di uno di questi c'è un'intera pagina dedicata alla pubblicità di centri massaggi. ventuno annunci di centri benessere in maggioranza cinesi, con titoli da ristorante cinese come "wang wang", "pechino" (questo fa parte di una catena: esistono anche "pechino 2" e "pechino 3"), "xing long", "giada", "felicità". al "mediterraneo" (?) si eseguono "tutti i tipi di massaggi con belle ragazze tutte cinesi giovani e preparate"; lo "zen" invita a provare "magnifici trattamenti dalle nostre preparate ragazze" (queste devono essere un po' più vecchie); al "centro massaggi orientale", che promette un ambiente pulito e confortevole, "preparate ragazze ti aspettano per farti provare i nostri massaggi". e così a milano è in corso questa esplosione anzitempo di mandorli cinesi, i cui boccioli sono giovani e preparate ragazze le quali per 50 euro praticano massaggi rilassanti che si concludono con un bagno in vasca (per i più sfigati c'è la possibilità di massaggio + doccia a soli 40 euro).
centosessant'anni fa, eravamo a metà del 1800, quel mattacchione di gustave flaubert, pure lui grande appassionato di cose pop, riportava nel suo Sottisier la seguente pubblicità:

"Il quartiere della Boule rouge che era un tempo un immenso giardino, ha adesso fatto sbocciare delle strade, lasciandovi però uno strato dei Fiori più deliziosi, affidato alle cure della bella giardiniera Madame Saint-Alphonse.
In questo paniere si troveranno le Rose più fresche e più incantevoli, come pure la Frutta più appetitosa, e infine una scelta così ampia che sarebbe impossibile trovarla altrove. Una bella sorgente di acqua fresca che ha anche tutte le proprietà delle acque termali più reputate contribuisce non poco ad accrescere la folla dei visitatori e a ogni ora del giorno e della notte è possibile trovarvi bagni caldi e freddi.
Questo Paradiso si trova in rue Neuve Trévise, 3."

Gustave Flaubert, Sciocchezzaio - Dizionario dei luoghi comuni - Catalogo delle idee chic, Rizzoli, Milano 1992.
i corsivi sono di gustave.

martedì 13 ottobre 2009

bibliolingus


"anni fa con una mia amica avevamo fatto una classifica un po' scherzosa dell'uomo ideale sulla base delle nostre esperienze personali. [...] al terzo posto gli intellettuali. ti fanno immaginare storie d'amore anche se stanno facendo solo una scopata e con loro hai l'impressione di non perdere tempo, fanno finta di interessarsi alla tua parte spirituale e ti consigliano i libri da leggere. anche se a volte non sono molto dotati sicuramente hanno studiato come leccarti".


moana pozzi in brunetto fantauzzi, moana, la spia nel letto del potere, edizioni nuove, 2006.


immagine courtesy www.musee-orsay.fr (ma se lo scoprono mi fanno a fette): gustave courbet, l'origine del mondo, 1866

domenica 4 ottobre 2009

librerie al chiuso, bordelli all'aperto





meraviglia: cosa che desta l'ammirazione; e anche lo stupore che destano le cose nuove, grandiose, perfette, insolite.

uno, è logico, non può stare sempre incatenato alla propria scrivania, così ieri, dovendo acquistare alcuni articoli scolastici per l'adolescente che vive con me, ho fatto un bel giro per il centro di milano, dove, a onor del vero, non ho trovato nulla di quel che cercavo. ho però avuto occasione di vedere la vetrina allestita dal negozio "energie" di via torino, che per esporre i suoi items ha usato come supporto mucchi di grossi libri sovrapposti (uno dei titoli era la coscienza di zeno), su cui era disposta una serie di montature per occhiali (è noto che nell'iconografia corrente un intellettuale senza occhiali è cosa strana). dicevo dunque che in pieno centro non ho trovato nulla di quel che cercavo, perciò mi sono spostata in corso di porta vittoria, nel meraviglioso mondo dei "prodotti per comunicare, progettare e creare" che è l'eliografica. nessuno può uscire meno che estasiato da questo negozio, il cui piano terra è graziato da una fitta presenza di pastelli, carboncino, matite grasse e magre, gomme di tutte le fogge, kit per acquarellisti di tutti i giorni della settimana, olii, acrilici, uniposca e bombolette per indefessi graffitari (a questo proposito, andate a vedervi i lavori di cristian sonda al festival delle lettere, l'11 ottobre al teatro dal verme di milano). e il piano di sotto è un paradiso della cellulosa per tutti coloro che, come chi scrive, sono affetti da una persistente nostalgia della scuola e ogni anno, di questi tempi, sentono l'irresistibile impulso di comprare quaderni, matite e penne nuovi, ancorché non immediatamente necessari.
tra una ricerca e l'altra, prima di dirigermi all'eliografica e dato che ero di strada, sono andata in visita alla libreria di pier pour hom, uno spazio dedicato alla cultura gay che si trova in viale gorizia 14. sulle prime si fatica a trovare la libreria, che non ha vetrine sulla strada ma è collocata in un seminterrato cui si accede per una scaletta. mi ha accolto pierpaolo perseu, il quale nel corso della nostra conversazione ha dichiarato che vorrebbe presto cambiare sede per non dovere più nascondersi. lo spazio pier pour hom è in effetti un piccolo tempio delle cose esplicite, dove si trovano vitalisticamente esposti nudi maschili e vibranti falli in erezione, arte insieme con una buona dose di pornografia. vi si possono trovare saggi di argomento gay, dvd terrificanti, sex toys e delicati lavori cartotecnici dello stesso pierpaolo, piccole silhouettes ritagliate nel cartoncino colorato.
dopo, dicevo, mi sono recata all'eliografica. uscita dal negozio, ripercorrendo corso di porta vittoria per andare a prendere il tram numero nove, ho costeggiato le vetrine del negozio coin. in una di queste albergavano due signore nude, vive, su cui erano poggiati reggiseni e mutande wonderbra. all'esterno, un compiaciuto individuo fotografava. come indicato dalla marca dell'underwear, era tutto meraviglioso: una fonte di meraviglia infinita, quei due agglomerati di cellule inseriti in uno scenario da bordello – un divanetto di similpelle bianca, reggisenireggicalzemutande rossi e neri, un po' addosso alle signore un po' addosso al divanetto. non c'era il minimo indizio di imbarazzo sui volti delle due belles, né su quello dell'entusiasta fotografante. allora mi sono ricordata di quello che mi aveva detto poc'anzi il libraio pier, mentre si accingeva a presentarmi la sua libreria e avendomi vista in compagnia della mia giovane figlia: "devo avvisarti che la ragazza potrebbe sentirsi in imbarazzo di fronte ad alcune immagini esplicite".

mercoledì 9 settembre 2009

a qualcuno piace scema

mi giunge notizia che giovedì sera, in corso XXII marzo 4, sarà inaugurata la "lefel", nel titolo del "corriere della sera" definita la feltrinelli delle ragazze. nel sottotitolo: "in vendita abiti, trucchi, piccolo design". l'astuto marco bergamaschi, ideatore del negozio con l'astuto editore carlo feltrinelli, dichiara che lefel "suona come il nome di una donna che si diverte a scovare in giro per il mondo oggetti speciali per le amiche". primo: chi è che si chiama lefel, se non la terza figlia di francesco totti? secondo: chi è questa cretina che va in giro per il mondo a scovare oggetti per le amiche? e così bergamaschi, individuato il target, dedica trecentoventi metri quadri alla "più classica Los Angeles literature (ovve­ro storie di femmine belle, ric­che e innamorate), trucchi, ba­gnoschiuma, guide viaggio, fo­tografie, abbigliamento, desi­gn, cioccolato e tè da degustare insieme nella tea-room" (degustare insieme a chi? ad altre pollastrelle?). "Tra gli scaffali agende Moleskine, car­net de voyage, manuali di mas­saggio orientale, libri di giardi­naggio e guide per vincere alcu­ne insicurezze", continua l'entusiasta autrice dell'articolo. io sono una cliente moleskine. quando sono in viaggio a volte uso un carnet de voyage, sporadicamente mi faccio massaggiare, ho curato un libro di giardinaggio scritto da un nobile inglese buonanima, ho alcune insicurezze. tuttavia, bergamaschi, a me il design piace grande, non piccolo; più che pollastrella mi definirei un'autorevole gallina madre; e per eventuali amici i regali li scovo dove dico io. o forse dovrei rivolgermi alla giornalista michela proietti: signora, dica al titolista di contenersi.

giovedì 18 giugno 2009

i'm your papi_in memoria di eddie

c'è stato un tempo felice in cui eddie "latino heat" guerrero, che dio l'abbia in gloria, prima dei combattimenti faceva il suo ingresso trionfale a bordo di una macchina cafonissima, che lui faceva sobbalzare saltandoci dentro con aria sorniona, e la folla andava in delirio e gridava ritmicamente il suo nome. questo d'artagnan della wwe, con l'auto in luogo del ronzino giallastro, indossava in parecchie occasioni una maglietta nera con una scritta il cui intento era quello di sottolineare la sua superiorità di lottatore. eddie si produceva in gioiosi frog splash, per eseguire i quali saliva su uno dei quattro pali che delimitano il ring e si lanciava a corpo aperto sull'avversario, atterrandolo. intratteneva relazioni con mamacitas della sua generazione. era negli stati uniti, è stato fino al 2005, l'anno in cui ha lasciato questa terra. l'ho adorato e lo adoro, e mi secca parecchio sentire che di questi tempi è in auge la parola "papi" per descrivere le imprese di un settantenne con qualche tendenza alla pedofilia e di un certo numero di lolite un po' cresciute, accompagnate da finte annemagnani col book delle figlie nella borsetta.

mercoledì 3 giugno 2009

anatomodesign nel secolo dei lumi

le riflessioni sugli impossibili tacchi adottati dalle signore passivo-fetish nel post del 28 maggio scorso (vuoi mettere l’impossibilità di darsi a una comoda fuga quando arriva il lupo cattivo, l’inevitabilità di soggiacere alle sue voglie, avendo lasciato le sneaker a casa: trattasi forse di bisogno inespresso di perdere il controllo, di abbandonarsi un pochino a una supposta originaria ferinità) mi hanno richiamato alla mente un brano dagli Elementi di architettura lodoliana ossia l’arte del fabbricare con solidità scientifica e con eleganza non capricciosa, un volume sul pensiero architettonico di Carlo Lodoli pubblicato da Andrea Memmo nel 1786. Diceva Lodoli – padre francescano nonché architetto in polemica contro il barocco e pugnace assertore di un, diremmo oggi, design che privilegiasse la funzione opposta all’ornamento –, a proposito di oggetti per sedersi, che “spettava alle spalle di dar la forma alle spalliere delle sedie, ed al deretano la forma del sedere”. E ci racconta ancora Memmo (o il Memmo, come lo chiamerebbe qualche paludato storico dell’arte di mia conoscenza): “Collocò un giorno quella sua sedia da lui inventata presso uno di que’ gran seggioloni foderati di bulgaro, quadrati, pesanti, carichi di bollettoni di metallo e d’intagli, appunto nei poggi ove non si potevano più mettere i gomiti senza sentirsi offendere, e sopra i quali volendo sedersi conveniva scagliarsi per sdrucciolare poi giù, attesa l’altezza inconveniente, ed il rialzo quasi acuminato e duro del sedere […]. Intagliate pure, inverniciate, indorate quanto volete per servire al necessario vostro lusso; ma senza scordarvi del comodo, diceva, e della resistenza opportuna”.
mi viene in mente che una delle camminate più sexy che io conosca è quella di un’eccentrica signora lombarda, che non a caso ha sempre raccolto grandi successi presso gli aspiranti fidanzati, indefessa indossatrice di ballerine pure con la neve.

deretano courtesy www.candyapplecostumes.com

giovedì 28 maggio 2009

justine o gli infortuni del vestire

accompagnare un’adolescente in un negozio di abiti per adolescenti è un’esperienza che ti segna. uno si aspetterebbe di trovare in questi negozi un po’ tutti uguali – con queste canottierine, questi pantaloncini, questi giubbottini che vorrebbero un po’ richiamare lo stile da party girl di certe ragazze che vivono, chessò, a los angeles, dotate di minuscoli cani e di borse per cani, nonché di un discreto livello di cafonaggine – uno, dicevo, si aspetterebbe di trovare gruppi di ragazzette un po’ viziate, col portafogli, per la loro età, ben pieno (la sottoscritta, alla loro età, sbavava per un certo paio di jeans che ottenne solo dopo un tempo incalcolabile), con questi broncetti che vorrebbero risultare sexy ma dicono solo quel pochino di insipienza. e in effetti quello si trova, ma anche altro: non già genitrici un pochino stufate, che dopo svariate mezzore di attesa davanti ai camerini con rinchiuse le figlie diventano un po’ brusche e ingiungono di piantarla e di comprarsi, vivaddio, una normale t-shirt, no. vi si trovano signore, madri sì delle giovani mai sazie di shopping ma pure loro competitor. signore che girano pure loro per il negozio alla ricerca di qualcosa per sé stesse, alcune patentemente fiere di potersi comprare un capettino in un negozio per dodicenni. signore* costrette, alle quattro di pomeriggio, in gonne e bluse ultra aderenti, con qualche trasparenza disseminata, qualche spacco e i tacchi, altissimi, innaturali, tacchi fetish per autopunizioni.

*la mezza signora fotografata è una vera signora milanese in un vero negozio milanese. la foto è mia. dato che nel negozio per adolescenti c’era un divano, mi sono seduta a leggere il giornale, in attesa di mia figlia. questo mi ha dato la possibilità di osservare e fotografare indisturbata: la lungotaccata era concentrata su un paio di mutande da lolita.

lunedì 6 aprile 2009

pop porno - citofonare vanessa

sul “giorno” del 4 aprile, alla pagina degli annunci, costantino arredamenti di lissone propone i suoi mobili, vincenzo sgombera fumetti (scrive proprio così), un anonimo vende una chevrolet cabrio e una moto yamaha gialla e settantatré ragazze vendono sé stesse. otto vogliono solo compratori italiani, una li desidera, oltre che italiani, distintissimi, tre portano la decima misura di reggiseno; da un box occhieggiano delle amiche intime signore italiane spregiudicate e viziose, che purtroppo garantiscono piacere esclusivamente il sabato (forse i mariti amano pescare); una signorina, che esercita in via teodosio 19, pratica massaggi da brivido in ambiente climatizzato (si presume che in estate a un certo punto spenga il condizionatore). alcune di queste proponenti si definiscono completissime: viene il dubbio che alle altre manchi qualche pezzo. un’italiana con tre punti esclamativi, giovane, voluttuosa, corpo mozzafiato, afferma di conoscere giochini inconfessabili: ma se poi, venuti al dunque, non li confessa al signore accorso per beneficiarne è prevista la restituzione del prezzo di vendita? forse è meglio rivolgersi a un trans con un nome da zia britannica, priscilla, che promette giochi indimenticabili, il che assicura quantomeno che i giochi vengano effettivamente praticati. dalla pagina apprendiamo che la città di sondrio ospita una stupenda mulatta, sesta misura, che col cliente lo farà per la prima volta: pratica preliminari da urlo, ma dove avrà maturato tutta questa esperienza? e, quando lo sverginatore di sondrio avrà compiuto la sua opera, quale sarà il contenuto dell’annuncio successivo relativo alla ormai smagata mulatta affetta da gigantismo mammellare?
la cosa più scioccante per chi scrive, tuttavia, è stato l’apprendere che in via zurettti 23, in zona stazione centrale, in via melchiorre gioia 75, in via melchiorre gioia 76, fanno mercimonio del loro corpo rispettivamente lory, alessandra, francesca e una trentaduenne massaggiatrice bolognese: ero convinta di abitare nel cuore culturale della città, ma a leggere “il giorno”, hélas, apprendo di vivere in un covo di nequizie.

martedì 23 settembre 2008

sex shop 2 - tenerezza

ieri, davanti a un sex shop in viale tunisia, indugiavano quattro adolescentini dodicenni, maschi, due con caschetto biondo stile piccolo lord fauntleroy e t-shirt recante la scritta "milanobene". i ragazzi, intenzionati a entrare nel negozio, discutono su chi deve suonare per farsi aprire. dopo lunghe contrattazioni, interrotte dalla domanda di uno dei quattro: "cosa sono gli articoli di lattice?" – i suddetti erano pubblicizzati su un piccolo display scorrevole attaccato alla porta –, finalmente uno suona, la porta si apre e i bambini scappano a gambe levate.
indago sul logo delle t-shirt e scopro, sul sito corrispondente, l'esistenza di un "concetto stilistico del marchio". ma i ragazzi della milano bene, oltre a indossare le magliette, studiano? un'altra frase inquietante, alla voce "eventi", ci comunica che, in quanto sponsor, milano bene si fa "garante per mezzo del proprio marchio di un ambiente spensierato, sano ed elegante". lo sponsor si dichiara supporto per "decine di organizzatori, dj, ragazze e pr".
ma perché le mamme di quei bambini permettono loro di indossare quelle magliette?

sex shop

"non metterei mai all'asta la mia verginità. neanche per due o tre milioni di euro". è l'affermazione di una ragazza in bikini rosa, velina da due giorni, sulla prima pagina del numero odierno di "dnews" occhieggiante sul sedile del tram.