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giovedì 5 luglio 2012

il mio vicino e dante

 anuar e io siamo vicini di casa da almeno quattro anni. abitiamo sullo stesso pianerottolo, io con l’adolescentina ormai iena patentata e lui con una serie di amici. anuar porta sempre vestiti orrendi impeccabilmente stirati e un profumo inqualificabile. un giorno, mentre scendevamo insieme in ascensore, senza alcun tipo di remora mi ha chiesto che lavoro facessi, perché mi vedeva spesso salire e scendere con pacchi di carta dall’aspetto misterioso. io gliel’ho detto, e lui si è illuminato tutto, poi mezzo in inglese mezzo in italiano mi ha snocciolato le sue preferenze letterarie. be’, degli italiani dante, mi fa. è carino, commenta (proprio così, in italiano, “carino”). poi tutti i comunisti, mi fa: tolstoj, cecov, puskin. poi rimango secca, perché aggiunge “e poi shelley, i can’t remember…”. chiedo “percy bysshe shelley?”, mentre mi si presentano alla mente vaghe reminiscenze di liceo. anuar si illumina: “yes”. poi mi fa: “lei come si chiama?” “anna, e lei?” “anuar”. mi tende la mano tutto felice e mi dice “piacere. buona giornata, signora anna” (io quelli che mi chiamano signora + nome di battesimo li ammazzerei, ché sento odor di servitù della gleba). non posso rispondere “anche a lei, mr. + cognome”, poiché non conosco il suo cognome, perciò viro su un “allora a presto” + sorriso.
perciò, rifletto, ha letto dante in bengalese (o in inglese), non sembra il feroce saladino, impesta l’ascensore di profumo, sta sempre con maschi. magari sarà gay ed è venuto in italia per starsene in pace senza correre il rischio di essere giustiziato nella sua nazione a forte maggioranza musulmana. non mostra l’arroganza con penchant delinquenziale di molti giovani nordafricani con giubbotto di pelle finta, felpa con cappuccio e grosse scarpe da ginnastica bianche démodé, sempre alla ricerca di qualcosa; è vivace e non presenta i tratti depressivi del musulmano disadattato in Occidente; ti guarda negli occhi, ti sorride e ti dà pure la mano. possiamo essere blandamente amici.

lunedì 25 aprile 2011

great expectations

Il signore sopra si chiama Bouazza, viene dal Marocco e oggi pomeriggio intorno alle 14:00 si intratteneva lietamente alla stazione centrale di Milano mediante la lettura delle Braci di Sándor Márai, nella sua elegante edizioni Adelphi. Cosa fa Bouazza con il suo libro in mezzo a una maggioranza marmagliesca, tra gli avvinazzati, gli spostati e i disperati che popolano la stazione di milano? Legge perché un libro è più onesto di  un amico, dice. E perché lo stomaco ha fame, ma il cervello anche. E racconta che quel libro lo ha comprato a Tirano, dove abita e dove è amico del bibliotecario, che gli affitta cd e dvd e gli dà in prestito libri. Mi chiede se faccio parte di un'associazione culturale, sarebbe interessato. Tiene dei sacchetti di plastica tra le gambe, è vestito molto modestamente e come parecchi dei suoi connazionali ha dei brutti denti. Rappresenta la modalità di integrazione che vorrei.

sabato 12 febbraio 2011

certezze: un'eterna amicizia

Parata per il Capodanno cinese: il gruppo delle adolescenti

oggi desideravo aggirarmi pigramente per il centro di milano, con una puntata al decathlon per l'acquisto di un attrezzo fitness (cosa che ho puntualmente eseguito. l'attrezzo fitness è costato euro quattro punto novantacinque: il nome del negozio decathlon, greco come l'origine della democrazia, è in sé una dichiarazione d'intenti) e una alla feltrinelli di corso buenos aires per completare la stesura di un progetto (questo secondo intento è miseramente abortito: oggi, sulle comode poltrone nere della libreria, tutti coloro i quali dovevan completare la stesura di un progetto mi hanno preceduta). uscita dal negozio mi sono imbattuta in un folto gruppo di cinesi che festeggiava il proprio capodanno. alla parata ha preso parte attiva anche un folto gruppo di italiani, alcuni dei quali costituivano addirittura il ripieno del tradizionale dragone (pare fossero studenti italiani di kung fu), e via via moltissimi passanti. si sono viste grandi dichiarazioni di amicizia tra italia e cina e una totale assenza di imbarazzo, da parte dei nostri concittadini cinesi, nel reggere la bandiera italiana a fianco della loro. del corteo facevano parte pure i bersaglieri della sezione luciano manara, che nel tripudio generale hanno suonato pure O mia bela Madunina. i festeggiamenti si sono svolti sino alla fine in letizia e gran bontà (in piazza duomo, a salutare, c'era pure il sindaco); era un piacere vedere tutti questi bambini e adolescenti eseguire ordinatamente le loro coreografie e tutto quel che c'era da fare. durante la parata non è mancato un piccolo mistero: un giovane di bell'aspetto in tricorno assisteva allo spettacolo, con l'aria di provenire da un'altra epoca.
piacevolmente pervasa da un leggero spirito patriottico, dopo l'effetto-bersaglieri, mi sono spinta errando fino alla stazione centrale, dove in via vitruvio c'era ben altra atmosfera. un gruppo di egiziani festeggiava la caduta di mubarak, eppure l'atmosfera aveva un che di teso, di separato dal resto; massiccia era la presenza di vigili urbani e polizia, come se ci fosse qualcosa da temere (ma cosa c'era da temere? festeggiavano i cinesi e festeggiavano gli egiziani, ma in largo cairoli non c'era manco un ausiliario della sosta, a garantire l'ordinato svolgimento); gli unici cittadini milanesi che partecipavano al tripudio, invero un pochino sgangherato (nessun traccia di ordinate coreografie), erano in uno sparuto gruppetto di umanisti e di proletari comunisti, che avevano provveduto a scrivere qualche striscione abbastanza banale. questi simpatizzanti inneggiavano alla rivoluzione araba che, nella loro visione delle cose, dovrebbe preludere a quella italiana. la triste sensazione è che questi malinconici figuri non aspettino che una piccola sommossa, un moto, una rivolta di piazza per tornare a sognare una barricata purchessia. non uno slogan ben concepito, un guizzo ironico, un ragionevole dubbio: sono i generici adoratori delle masse in rivolta e mi fanno venire i brividi.
L'amicizia tra Cina e Italia è per sempre

Bandiera italiana esibita da cinesi milanesi


I bersaglieri della sezione "Luciano Manara" di Milano

Ancora bersaglieri

Bandiera italiana e bandiera cinese



L'inizio del corteo

Il gruppo delle bambine

L'esibizione delle bambine

Fumo di mortaretti, accesi per segnare l'inizio della manifestazione: un baccano d'inferno

Notabili cinesi

Adolescente sino-italiano very cool, con cappelluccio e borsa Guevara-Glamour


Un misterioso gentiluomo con tricorno assiste alla parata

mercoledì 2 febbraio 2011

storia offresi

certo che il mio avvocato è proprio un bel tipo. mi assiste da tempo immemorabile (e ancora non ne veniamo a capo) per una causa presso il giudice di pace, ma in realtà lui pratica il diritto penale duro ed è sovente a contatto con gente della peggior specie, di cui talvolta si compiace di narrarmi. tra le tante, ho scelto quella che segue e ho deciso di offrirla al volenteroso che vorrà svilupparla. per quello che mi riguarda:

- ho pensato a un titolo:
"Color polipo"

- ho pensato al protagonista: 
un avvocato milanese di massiccia presenza, appassionato di boxe e di whisky torbati, di nome Antonio Alma.

- il mio amico avvocato ha pensato ai nomi della vittima e dell'assassino:
Malika e Andrea

- ho pensato a un possibile incipit: 
"Il torbato della Maida era sempre il torbato della Maida, anche se i Navigli non erano più i Navigli. E avere di fronte a sé Matilde, tardi la sera, dopo la boxe, per quei minuti – trenta minuti? quaranta, quarantacinque? – era una piccola, buona cosa.
L’avvocato Antonio Alma teneva a bada le proprie inclinazioni pericolose a suon di pugni, in palestra".

- ho pensato a un principio di trama:
 "L’avvocato milanese Antonio Alma viene contattato da Andrea Sessi, un sessantenne in carcere con l’accusa di omicidio. Sessi avrebbe ucciso la moglie, una donna marocchina di trent’anni più giovane, seppellendone poi il corpo nei pressi della frontiera franco-spagnola, sulla via per il Marocco. Qui si sarebbe presentato un giorno per chiedere notizie dell’eventuale scoperta di un cadavere. La guardia di confine si sarebbe ricordata in seguito di quell’uomo, rendendo testimonianza per le indagini.
Sessi aveva incontrato la futura moglie durante un viaggio in treno per Milano, dove lui andava a trovare sua sorella e lei, in provenienza dalla Sicilia, era diretta da una cugina, presso la quale avrebbe trovato una base per la ricerca di un lavoro.
Malika era fedele di una particolare setta, quella dell’incrollabile fiducia nel potere di riscatto economico dei paesi occidentali. Il corredo rituale degli adepti prevedeva, prima di tutto, il Telefono Cellulare: l’oggetto che ci si procurava non appena messo piede sulla terra promessa, l’oggetto transizionale cui affidare la ricerca di un lavoro, le trattative amorose, le discussioni con un pappone. Il telefono di Malika era simile a quello di molti immigrati: spesso, di apparenza solida e quasi carnosa, carnosa come le sue labbra, su cui un rossetto di colore inadeguato andava sbiadendo. Ne rimanevano i contorni, una rifinitura un po’ chiassosa che la collocava istantaneamente, pensò Sessi, tra le donne accessibili a lui.
Andrea Sessi era solo da quando, una decina d’anni prima, la sua legittima consorte aveva spiccato il volo dall’ultimo piano, il settimo, del palazzo al centro di… Sulla scorta di una serie di referti del Pronto Soccorso – molte cadute, molti bizzarri incidenti, molti stipiti sporgenti in casa dei coniugi Sessi – e di qualche cauta testimonianza dei vicini, la Magistratura aveva avviato le indagini per sospetto omicidio, poi arenatesi poiché i fatti in cui era coinvolto Sessi erano vagamente sordidi, vagamente loschi, ma troppo vagamente illegali. Come quando un tale gli aveva intestato un appartamento in provincia, a partire dalla vendita del quale Sessi aveva avviato una serie di speculazioni immobiliari che avevano considerevolmente rallentato la sua attività di muratore. Le dita delle mani massicce avevano cominciato a sfinarsi mentre il portafogli si gonfiava e lui diventava sempre più insofferente alle domande della moglie, che non si placava ancora di fronte al mistero di quella prima donazione. Così come mai cessava di chiedersi il motivo dei sempre più frequenti rientri a tarda ora del marito". 

- riporto la prima e la seconda comunicazione dell'avvocato, nelle quali egli aggiunge particolari che non mi aveva fornito durante i nostri colloqui:
  
Prima comunicazione dell’avvocato  xx
Per quanto riguarda mister x le aggiungo già ora qualche nota e, in particolare le mie impressioni quando lo conobbi in carcere.
Mi scrisse poiché fui a lui consigliato da un altro detenuto recluso nel braccio dei protetti, ovvero in quella parte delle carceri (ogni istituto ne ha una) ove sono reclusi coloro i quali si sono macchiati dei crimini più abbietti (in genere sessuali) contro donne e bambini e gli "infami", ovvero quelli che fanno la spia.
Quando lo vidi indossava una tuta da ginnastica in acetato. Impeccabile a suo modo: sbarbato e pulito.
Io sono ben piantato ma Mister x è davvero imponente. Non muscoloso ma grasso di quella grassezza insana, gonfia data dall'ozio, dal cattivo cibo e dall'assenza di movimento.
Ha un faccione largo e dei capelli bianchi un po' crespi con un principio di calvizie. Sui cinquanta. È pallido e credo che abbia qualche cicatrice di un’acne giovanile particolarmente feroce.  Il naso è grosso.
Ora, non voglio fare della retorica ma davvero gli occhi mi colpirono per due particolari: il colore ed il movimento.
Sono grigi ma di un grigio che dire spento è dire poco. Mi viene in mente il grigio di certi polpi pescati da un po'; davvero un colore indefinibile.
Sembrano rivestiti da una patina ma sfido chiunque a farsi 15 anni di galera ed avere gli occhi vispi.
La pupilla è di un giallo tenue. Non bianca. Anch'essa velata. Il movimento però è impressionante. Non  stanno mai fermi. Anche quando ti guardano si muovono un po' di qua e un po' di là. Poco; ma si muovono sempre.
Il quadro è completato da una bell'unghia lunga un centimetro al mignolo sinistro. Vezzo che molti carcerati di una certa età hanno.
Si è presentato al colloquio tranquillo. Abbiamo parlato del suo caso (ha una voce profonda, nessun accento particolare anche se parla insistendo un po' sulle doppie e sulle "p" e le "t"), poi però è successo qualcosa che ha alterato l'equilibrio. Gli ho posto una serie di domande relative al processo di merito e alle scelte difensive (che mi sembravano un po' azzardate e difatti si è preso l'ergastolo).  Apriti cielo. Il suo incarnato ha cambiato colore. E' diventato rosso acceso.
Non nego di aver avuto paura che gli venisse un infarto. Si è lanciato in una filippica contro "quel bastardo del suo avvocato e quei bastardi di tutti gli avvocati". Poi si deve essere reso conto che lo ero anche io ed ha aggiunto, calmatosi, "esclusi i presenti ovviamente". Ovviamente, ho aggiunto io.
Dal quel giorno ho cercato di fargli meno domande possibili sul passato processo.
Ecco, questo è stato il primo incontro.

Seconda comunicazione dell’avvocato xx
Per quanto riguarda il resto devo dirLe che il nome di mister x, il nome vero, sarebbe quello più adatto! Ha un suono che sembra un sonaglio. In ogni caso lo chiamerei Andrea Sessi. Nome banale come è banale il male che richiama vagamente la natura sessuale (appunto) del suo delitto. Le piace? Altrimenti credo che Lei sia davvero più abile di me e mi rimetto alla Sua arguzia.
Volevo aggiungere che Sessi (per ora lo chiamo così) è benestante poiché aveva (ed ha) degli immobili in affitto. In passato è già stato (ma siamo negli anni 70) al centro delle cronache poiché adescava marinai e giovani militari con i quali consumava rapporti omosessuali a pagamento ed anche per un altro motivo anche più grave (la verità è davvero peggio della finzione a volte....).
La prima moglie infatti si suicida cadendo da un balcone ed alcune ombre si addensano sul coniuge tanto da far ritenere gli investigatori che la signora "sia stata suicidata" con il vecchio ma infallibile sistema della defenestrazione. Purtroppo sul cadavere non vennero mai trovate tracce incompatibili con il suicidio e le indagini (siamo ancora molto lontani dai mezzi di ricerca della prova di questi anni) non portarono a nulla.
L'idea della ragazza che ha un amante marocchino è, a mio avviso, azzeccatissima.
Effettivamente nemmeno io conosco molto i tratti della vittima.
Posso dirle però che si trattava di una ragazza con dei saldi legami familiari, con una immensa voglia di riscatto, pronta a lasciare la sua terra (o, meglio, disposta a tutto per lasciare la miseria della stessa) benché avesse alcuni parenti in Francia che avrebbero potuto accoglierla.
Decide però di seguire quell'uomo maturo che conosce in Marocco durante una vacanza (di lui) e che trasuda disponibilità economica (o, perlomeno, quella che può impressionare una ragazzina).
La differenza di età è molta e lui chiede insistentemente "la prova d'amore"; lei temporeggia, lo fa stare sul filo del rasoio poiché l'attrazione fisica è praticamente nulla. Concede poco o nulla di sé.
Come stratagemma continua a ripetere che non può avere rapporti sessuali prima del matrimonio e che comunque lui si deve convertire altrimenti non è possibile né il matrimonio né altro.
Detto fatto. Sessi si converte e sposa la giovane.
Purtroppo nulla o quasi cambia. La ragazza si concede poco, pochissimo e – mi scusi la trivialità - male. Il resto, la conoscenza di un giovane ragazzo del suo stesso paese e della sua stessa età anche lui trapiantato in Italia, fa il resto.
Questo è un capitolo che corrisponde alla realtà e quindi io mi fermo rimettendomi a Lei.
(per la cronaca Sessi uccise la moglie - almeno questo  venne fuori al processo - perché la stessa non si concedeva).

à vous.

mercoledì 5 gennaio 2011

seconde generazioni leggono

milano, libreria feltrinelli, corso buenos aires. il ragazzino a destra è accompagnato dalla signora con foulard a sinistra. sono in coda per pagare, di Charles Dickens, i Racconti di Natale, un grasso oscar mondadori. avanti così.

sabato 6 novembre 2010

due considerazioni su ruby

in questi giorni si fa un gran dibattere di ruby. alte grida e lamenti si levano per la condotta immorale di questa neomaggiorenne fanciulla, per la condotta immorale del presidente del consiglio dei ministri della repubblica italiana, che la congeda dalla sua abitazione dopo averle riempito le tasche di denari. desidero sottolineare che sarebbe sempre il caso di esaminare le questioni da più punti di vista, stante che:

1. cultura alta: il titolo della pagina facebook di questa ragazza-gemma ("ruby rubacuori") è assai piacevole all'udito. questo ci dice che, oltre all'uso disinvolto di più quarti del suo corpo, ruby fa un uso sapiente dell'allitterazione.

2. cultura pop: possibile che nessuno dei paludati partecipanti ai dibattiti televisivi e su carta, nei quali il marocco, in questi giorni, batte avetrana di lunga misura, si sia accorto che il nome d'arte di karima contiene un riferimento a una delle canzoni più belle del pop di tutti i tempi, pertinente – oltre che dal punto di vista del titolo – anche dal punto di vista del testo?

martedì 26 ottobre 2010

papale papale

La necessità di colonie italiane e la conquista della Eritrea

[...] Che cosa sono le colonie? In Africa, nell'Asia, nelle Americhe vi sono grandi estensioni di terre, ricche di prodotti naturali, ma abitate da popolazioni indigene ancora barbare e selvagge, che non le sanno sfruttare.
I popoli bianchi, invece, grazie alla loro civiltà, conoscono il valore di quei prodotti, e ne usano per dare maggior sviluppo alle industrie ed ai commerci dei propri paesi di cui accrescono così la prosperità e la potenza. È quindi ben naturale che i popoli bianchi si siano adoperati ad occupare quelle terre, per trarne i prodotti tanto necessari al benessere della loro patria, e per recare agli indigeni la luce ed i benefici di una civiltà superiore. Le terre così occupate son dette colonie. [...] Era [...] vitale necessità che anche l'Italia provvedesse ad acquistarsi possedimenti coloniali. Si iniziò allora la nostra espansione coloniale. Tra il 1882 e il 1895 furono occupate Assab e Massaua, e la conquista venne estesa verso l'interno. Ai territori divenuti per tal modo italiani fu dato il nome di Colonia Eritrea.
Alla nostra conquista si opposero con accanimento le bellicose tribù indigene.
A Dògali orde di abissini assalirono una esigua colonna di 500 italiani comandata dal colonnello Tommaso De Cristoforis. I nostri soldati attesero a piè fermo l'urto di quei demoni urlanti, e caddero tutti sul posto, combattendo senza aver indietreggiato di un passo.

Il libro della terza classe elementare, impresso nelle officine Antonio Vallardi con i tipi dell'Istituto Poligrafico dello Stato, Milano 1932. Prezzo Lire 11,00. Copia del bambino/a Bedussi M.

domenica 17 ottobre 2010

ci vorrebbe un amico (per la signora)

trovo gradevole tornare  talvolta nella chiesa di santa maria presso san satiro, in via torino, per godere della vista del finto presbiterio di bramante, che mai cessa di stupirmi. nella navata a destra stanno i baracchini votivi, con cristo, la madonna, santa rita e il santo titolare della chiesa (che nell'immagine non figura causa inadeguatezza del mio cellulare): venerdì mattina ho rilevato con stupore che, nella gara delle candele da accendere col soldino, risultavano decisamente trionfatrici le femmine – rita con quattro luci accese, maria addirittura con sette: il povero cristo le candele non ce le aveva neanche, mentre il povero san satiro (che avrebbe avuto diritto di prelazione su tutti) poteva vantarne solo una. certo, a parte che forse era fratello di sant'ambrogio di satiro non si sa un granché, neanche dalla Legenda Aurea, tuttavia, se gli hanno dedicato una chiesetta qualche motivo ci sarà pure. maria, però, era la star: signore e signori – anche evangelizzati filippini o ex indios attualmente in visita presso il nostro paese al fine di svolgervi i lavori più umili –, entrati in chiesa prima di affrontare una giornata di lavoro (era molto presto di mattina) sostavano presso la sua immagine in raccoglimento per minuti e minuti, per poi riscuotersi e dirigersi verso l'uscita dopo un inchino. una signora di estrema eleganza, tacchi sottili, impermeabile senz'altro burberry, acconciatura inespugnabile, si alza dal banco e si avvicina al quadro della madonna, ove si ferma in raccoglimento come gli altri, ma più concentrata, più implorante. prima di congedarsi tocca il vetro, come a cercare comunicazione, poi torna a toccarlo. c'era qualcosa di perturbante in quel gesto superstizioso. prima dell'inizio della messa la chiesa è deserta, salvo l'affaccendarsi di una devota che sistema gli opuscoli con i testi su ogni banco e l'officiante, che si guarda attorno vagamente indispettito, come un attore il quale, in procinto di salire sulla scena, si accorga che il teatro è vuoto.

lunedì 20 settembre 2010

dei diversi tipi di fede

la signora in alto a sinistra, in attesa alla fermata duomo della metropolitana 3, legge avidamente La casa dell'alchimista: ha fede nell'esoterismo e sa che l'alchimista Gustenhöver ha abitato nella misteriosa casa menzionata nel titolo, conducendovi le ricerche per l'elisir di lunga vita.


il signore in basso a destra, entrato alla fermata duomo della metropolitana 3, legge avidamente un libro di Mikhail Tombak in romeno, il cui titolo in italiano sarebbe Possiamo vivere 150 anni? (l'autore annovera tra le sette cause che ci impedirebbero di vivere centocinquant'anni, dopo la cattiva pulizia degli organi interni, la nostra incapacità di vivere una vita felice): il signore, che al telefono assente dicendo "da", ha fede nell'applicazione delle regole igieniche del professor Tombak, il suo elisir di lunga vita autoprodotto.

scherzi da prete

pare che i sei algerini intercettati mentre parlavano al telefono di un attentato al papa in visita in gran bretagna stessero scherzando.

mercoledì 8 settembre 2010

great expectations

sempre dal free press abbandonato sul sedile del tram, sempre alla pagina degli annunci:


"Cerco lavoro in un butuqui
Sono ragazza russa di 31 anni di Mosca. Cittadina italiana. Cerca lavoro con un contratto buono in un negozio di abbigliamento.
Stipendio da 2000 euro al mese."


traslitterazioni

con la ripresa delle attività produttive riprende anche la distribuzione dei free press, sovente abbandonati sui sedili dei tram. questa mattina ne ho trovato uno, che sulla relativa pagina riportava il seguente annuncio:

"cerco lavoro come badante o bebstar o sperinsa sono brava a cutscinari e stirare anchi fari polizia".



martedì 27 luglio 2010

que viva ernesto_ecuador rules

ernesto xavier ortega perez non ciondola nei dintorni di loreto con un finto diamante all'orecchio e i calzoni calati su un paio di boxer di maglina con la marca in vista e les fesses in esposizione, in compagnia di qualche altro perdigiorno par suo. ernesto xavier ortega perez, nel suo bar di viale monza 8,  prepara un caffè eccellente e intrattiene i suoi clienti usando la sua naturale empatia e simpatia, unite a un genuino interesse per il posto in cui vive e a una gran voglia di rimanervi sempre più a proprio agio. si capisce che con alcune persone tra quelle che frequentano il suo bar ernesto condivide qualcosa di più di tazzine e bicchieri. ernesto xavier ortega perez è un interista sfegatato e un libraio in pectore (oltre che un lettore): si veda l'allestimento dei volumi che sovrintendono alla macchina del caffè. c'è un unica cosa che mi sfugge, relativamente al bar di ernesto xavier ortega perez: perché si chiama saverio's cafè?

lunedì 12 luglio 2010

qui finis terrae_1

la lingua, si sa, è un organismo vivo e mutevole, alla cui evoluzione contribuiscono in misura ragguardevole i parlanti/scriventi. un luminoso contributo, in questo senso, paiono assicurarlo gli ineffabili estensori dei quarantasei annunci pubblicati il 7 luglio 2010 sulla "gazzetta del mezzogiorno", sezione "annunci economici", sottosezione "professionali": la copia gratuita che qui, a finis terrae, distribuiscono con il quotidiano "la stampa".

1. dove si assiste alla trasformazione di un verbo intransitivo in un verbo transitivo entusiastico
BARI eccitante divertente ti impazzirò sotto doccia ambiente climatizzato (segue telefono).

2. dove si celebra il trionfo del superlativo assoluto
VICINANZE Casamassima strabellissima mora frizzantissima fotomodella dolcissima accattivante completissima* (segue telefono).

3. dove risulta inequivocabilmente chiaro che siamo in estate
BARI bellissima bambolina 19enne bravissima prosperosa massaggio sotto doccia (segue telefono).
BARI novità stupenda snella massaggi sotto doccia ambiente climatizzato (segue telefono).
BARI novità bellissima completissima snella bionda doccia insieme cimatizzato (segue telefono).
VICINANZE Bari signora sensualissima affascinante doccia insieme climatizzato (segue telefono).

4. dove si apprende che a bari centro imperano globalizzanti novità
BARI centro novità brasiliana bellissima fotomodella disponibilissima caldissima affascinante (segue telefono).
BARI centro novità donna 45enne affascinante francese completa (segue telefono).
BARI centro novità assoluta bellezza esotica fisico da modella climatizzato (mi sfugge il concetto del fisico climatizzato) (segue telefono).
BARI centro novità bella affascinante dolcissima giapponese climatizzato (segue telefono).

5. going local 1: dove si apprende che le signore italiane amano distinguersi
AAA Affascinantissima italiana solo distintissimi (segue telefono).
A Bari bella signora elegantissima bianca bionda solo distinti (segue telefono).

6. dove si apprende che a foggia la localizzazione del punto g si è compiuta senza incertezze
FOGGIA novità assoluta, bellissima e incandescente fragolina ti aspetta (segue telefono).

7. dove si apprende che le indigene della foresta amazzonica, lungi dal preoccuparsi per la progressiva corruzione e scomparsa della stessa, di quando in quando si recano a bari per esercitare un pochino della loro selvatica leggerezza
A Martina Franca nuovissima amazzonica birichina da favola affascinante completissima (segue telefono)

8. dove si evince che a martina franca si indugia in un'atmosfera vagamente anni cinquanta
MARTINA FRANCA Linda bionda caldissima reginetta del piacere seno prorompente (segue telefono).

9. dove non si comprende chiaramente se a potenza la trans milena confeziona tortellini o si dedica alla fellatio, né si riesce a stabilire dove sarà dopodomani
POTENZA trans Milena antica arte bolognese oggi e domani (segue telefono).

10. going local 2: dove si percepisce senza possibilità di errore che la "gazzetta del mezzogiorno" si occupa di cose del mezzogiorno nel mezzogiorno stesso
VICINANZA COZZE: affascinante dolcissima raffinata disponibilissima tutti i giorni (segue telefono).

*chi scrive aveva già avuto occasione di sottolineare la puntigliosità con la quale gli anonimi estensori degli annunci dichiarano la "completezza" della merce che propongono (vedi post del 6 aprile 2009): mi viene il dubbio che, ove questo attributo non venga indicato, si debba sospettare la presenza di signore focomeliche o con gamba di legno.

domenica 13 giugno 2010

signori professori

sono quelli che nel libretto dedicato dai ragazzi di una classe di terza media milanese a un professore di italiano che dall'anno prossimo sarà in pensione si meritano un testo come questo, scritto da un ragazzo proveniente da una qualche isola esotica, refusi e tutto: "Caro prof. S. so che lei è una personna meravigliosa, perché in prima non sappevo niente in italiano, è lei comunque mi dava una mano. Ora grazie a lei so qualcosa. Credo che se lei andrà via da questa scuola la scuola perdera il suo valore. So prof. che in questo testo ci sono piu di 100 errori ma spero che il contenuto sia sufficente.
Miracomando forza Milan!!!!
Con il questo spero di aver gli fatto capire che cosa voglio fargli capire.
Grazie ancora è si goda la sua vita.
Con una lacrima lo saluto soldato R. (è l'iniziale del nome di battesimo del professore, n.d.a.)
Da S.L.K.P."

capitano, mio capitano: fortunatamente, nella seconda vita che il suo allievo la invita a godersi, ci saranno anche i nostri cicchetti di bianco, al tavolo di qualche bar in zona garibaldi, verso le sette di sera.

sabato 15 maggio 2010

libribookslivreslibros (in cinese non lo so)



nelle immagini, a milano: una libreria cinese in via sarpi (tra un vestito e l'altro, ci vuole). e poi alla feltrinelli di piazza duomo una addetta con fazzoletto sulla testa: i fazzoletti in testa non mi piacciono affatto, ma molto bene, ragazze, basta impregnarsi i vestiti col tanfo del kebab di fratelli e mariti, l'odore della carta è più salubre. e infine, sempre alla feltrinelli duomo, una famiglia di persone araboparlanti, con figli piccoli, scelgono con cura un dizionario. per ora.

mercoledì 12 maggio 2010

pechino chiama marrakesh

uscita insolitamente presto, oggi sono passata prima di tutto dalla panettiera fatima per una delle sua focaccine. varcata la soglia del panificio, in apparenza vuoto nel silenzio del mattino, sono stata investita dall'allegra melodia elettronica di London Bridge is Falling Down, diffusa da un affare cinese atto a segnalare la presenza di umani nei negozi. per la fati era troppo presto, così dal retrobottega è uscito ahmed: infarinato fino ai gomiti, leggero, ha accennato un passo di danza, mi ha dato il buongiorno e si è accinto a servirmi. certo, i cinesi la canzoncina avrebbero potuto riprodurla meno gracchiante, ma quanta letizia l'affare cinese col panettiere di marrakesh che ballava sulla melodia inglese che che che.

in sweet harmony

mentre desidero elevare la mia accorata protesta rivolta all'atm, la quale sempre più spesso manda in giro dei tram numero due che sembrano tram numero cinque (quelli più nuovi, orrendi, troppo lunghi), do conto delle letture mattutine di un paio di passeggeri. l'avvenente ragazzone legge appropriatamente La forza di chi è solo di Bryce Courtenay, mentre la signora è alle prese con Sometimes you just know, a giudicare dalla confezione una sorta di harmony filippino. bisogna dire che due lettori su cinque passeggeri è una buona media.

martedì 23 marzo 2010

street style

indovinatissimi accostamenti cromatici pop: il carrello trascinato dal signore col basco a scacchi è di raso, lucidissimo. i due si dirigono a braccetto verso il mercato di via benedetto marcello.

milano, via vitruvio

venerdì 12 marzo 2010

sincretismi gastronomici

e creatività cinese (sì, fanno il sushi ma sono cinesi).

milano, via ponte seveso.