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mercoledì 29 settembre 2010
usar in ogni cosa una certa sprezzatura_snookie
uno dei vantaggi dell'essere titolari di figli adolescenti è il fatto che, a dar loro retta seriamente, non si può non imparare l'essenziale dei tempi che viviamo. perciò, per farla breve, non si può non guardare mtv. la suddetta televisione, adorata dall'adolescentina, manda in onda canzoni e cose su cantanti, improbabili telegiornali e una gran quantità di reality show. tra questi jersey shore, i cui protagonisti sono un pugno di giovani italoamericani che più cafoni non si può, alcuni decisamente spostati, che trascorrono l'estate insieme nel new jersey. contrariamente a quelli del grande fratello, questi di casa possono uscire e normalmente escono per andare in qualche club a ballare. di norma si ubriacano, intrattengono sexual intercourses con individui altri dalla fidanzata/o e insomma vivono in un caos permanente. la ragazza nell'immagine è snookie, una delle tanghere della trasmissione. è alta meno di un metro e mezzo, esibisce un busto poderoso e indossa spesso stivali pelosi. completamente naturale nel suo agire davanti alle telecamere, e pertanto grande sacerdotessa della sprezzatura, così risponde quando vinny, uno dei suoi compagni, le rimprovera il fatto che lei, pur essendo una donna, quando sporca non pulisce mai: "per pulire ci sono le cameriere". è il nostro idolo assoluto.
venerdì 6 agosto 2010
otto anni, troppo pochi
il signore qui a destra non sta girando una contemporanea puntata di miami vice, no. si sta invece recando al tribunale di newcastle, inghilterra, dove sarà condannato a otto anni di galera per aver sottratto alla biblioteca di durham, una decina di anni fa, una copia del First Folio di william shakespeare (1623). recatosi alla folger shakespeare library di washington per farlo valutare, il pollo è ovviamente incappato nelle maglie degli esperti della biblioteca, che si sono prontamente rivolti all'fbi. raymond scott, così si chiama il nostro britannico mascalzone, ha cinquantatré anni. è invaghito della ballerina cubana heidy rios, che di anni ne ha ventitré. ray ha tentato di vendere il First Folio per portare la sua fresca bistecchina esotica a newcastle (a conoscere l'anziana madre, con cui il giovane raymond ancora viveva) e per pagare un'immensa quantità di debiti, originati dalla sua passione per le belle macchine e i bei vestiti. il "daily mail" ha intervistato un'amica di heidy. pare che la giovane artista non si dolga poi troppo per l'incarcerazione di questo anziano fesso che, dopo essere stato folgorato da una sua esibizione, è tornato due volte a cuba carico di regali e denaro di cui non vogliamo indagare l'origine. la storia, in sé, è piuttosto trita, se non fosse per il fattore shakey. a cagione del quale io, a questo signore, non otto, ma ottanta anni di galera, avrei dato. a spaccare pietre.
venerdì 9 aprile 2010
dio la benedica
la incontro di frequente sul tram numero due. ha i capelli bianco-platino con la ricrescita nera, sempre di nero si veste, porta gli occhi bistrati, ha una pelle lunare e un bellissimo naso nobilmente ricurvo. sta tra la 46 e la 48, è alta e le minigonne che indossa scoprono cosce tornite, magnifiche. la parola che mi richiama alla mente è "ubertosa". nothing compares.
mercoledì 7 aprile 2010
sarà...


...ma quando ho visto questa pubblicità su un quotidiano, quando ho letto il pay off "nove mesi di seduzione" mi sono detta che sarebbe meglio lasciare alle signore, in borghese così come in gravidanza, la facoltà di esercitare il proprio libero arbitrio sulle questioni corporali. è pur vero che il maternity corset di un tempo doveva essere molto più scomodo del seduttivo abitino di "sarà", ma il mio pensiero è andato alla gravida: altri nove mesi di seduzione? lo sguardo lontano, algido e neutro dell'inconsapevole creatura non seduce nessuno. né lei né il suo fotografo mostrano di sapere che gli abitini maternity chic, per certi scopi, sono pleonastici: la gravidanza è un eccezionale momento di impazzimento ormonale, durante il quale disperdere il seme è massimamente piacevole. ma è cosa di umori, di fluidi e di meccaniche che mal si conciliano con quel contraddittorio invito a una seduzione senza seguito, con quel bianco che invita alla stasi e alla contemplazione, a guardare senza toccare. e comunque io vorrei spendere una parola sul piacere di uscire di casa, quando ti viene in testa, incinta o non incinta, senza lavarsi la faccia, seguendo il preciso impulso di andare a procurarsi del cibo, della carta stampata o eventualmente il sole sulla faccia: sotto un paio di persol molto scuri, naturalmente.
lunedì 5 aprile 2010
spedizioni misteriose
il 31 marzo scorso, mentre alla posta di via della moscova, milano, aspettavo il mio turno per pagare una bolletta, la mia attenzione è stata catturata dalla coppia che si vede qui a destra. avevano fatto il loro ingresso, lei con una mezza dozzina di libri in mano, lui con grandi buste gialle e un'agendina. gira che ti rigira, ho scoperto che il titolo dei libri era L'amante del papa. la signora col cappotto blu, un bel volto vagamente rinascimentale, incarnava una figura assai consueta tra i parenti degli artisti, degli scrittori: la moglie-segretaria, quella che si occupa, nel caso l'artista pubblichi un libro, di tenere la contabilità della bibliografia o delle mostre; o quella che tiene le fila dell'agenda dell'illustre consorte (ne ho conosciute a decine, sono molto dolci, o molto petulanti, o semplicemente non si fanno domande, pur essendo donne adulte: ma, dico io, non si stufano?): insomma la custode del sacro fuoco dell'arte altrui. hanno cominciato a mettere i libri nella buste, poi, a un certo punto, qualcosa non ha funzionato in un indirizzo, pertanto il signore si è fatto consegnare l'agendina dalla signora e ha telefonato, ho origliato, a venezia: sì, perché a un certo punto ho sentito la parola "calle". tornata a casa, e cercato il titolo del volume, ho scoperto che l'autore è giacomo wannenes, famoso antiquario (era lui in persona, alla posta, come mi ha indicato google immagini), e che la pubblicazione del volume – "un intreccio di storia russa, fantasia e religione", si dice sul sito di unilibro – risale al 1994. ora, mi chiedo, quale potrebbe essere il motivo per il quale, sedici anni dopo, il nostro antiquario spedisce sei copie dell'Amante, tra le quali una a venezia? d'altra parte, scopro, il nostro non è nuovo ai misteri: nel 2000, con lo pseudonimo di salvatore walker, ha pubblicato in Francia Vanity Art, un giallo in cui denunciava, basandosi su informazioni di prima mano, le malefatte di suoi disonesti colleghi; nel 2007 ha pubblicato anche Diffidate degli angeli, protagonisti "una pletora di falsari, antiquari, restauratori e lacché in combutta per truffare clienti creduloni" (da giallografia.com).
venerdì 5 marzo 2010
giovedì 26 novembre 2009
naturalia non turpia
mi sono chiesta, mentre si esibiva ieri sera in una trita parodia di jessica rabbit, cosa avesse spinto claudia gerini, praticamente ancora puerpera, a indossare un abitino succintissimo e calze alla parigina, il tutto su un corpo con una memoria freschissima di gravidanza, per dimenarsi un paio di minuti sul palco di x factor. lo spettacolo era vagamente decadente, completamente pleonastico. a sette settimane dal parto, stanti le note questioni di incontinenza che affliggono molte, una signora avveduta dovrebbe starsene a casa a fare pratica col suo vaginal muscle exerciser, formidabile prodotto dell'ingegno di shangai, mediante il quale si guadagna l'accesso a numerosi benefici, tra i quali un ambiente pelvico e vaginale più sano, una vagina più umida (in qualche libro soft-porno altrimenti definita "rorida": una bellissima parola che evoca pareti di roccia vicine a una cascata), la remissione di eventuali infiammazioni pelviche e, last but not least, un più facile orgasmo.
mercoledì 9 settembre 2009
a qualcuno piace scema
mi giunge notizia che giovedì sera, in corso XXII marzo 4, sarà inaugurata la "lefel", nel titolo del "corriere della sera" definita la feltrinelli delle ragazze. nel sottotitolo: "in vendita abiti, trucchi, piccolo design". l'astuto marco bergamaschi, ideatore del negozio con l'astuto editore carlo feltrinelli, dichiara che lefel "suona come il nome di una donna che si diverte a scovare in giro per il mondo oggetti speciali per le amiche". primo: chi è che si chiama lefel, se non la terza figlia di francesco totti? secondo: chi è questa cretina che va in giro per il mondo a scovare oggetti per le amiche? e così bergamaschi, individuato il target, dedica trecentoventi metri quadri alla "più classica Los Angeles literature (ovvero storie di femmine belle, ricche e innamorate), trucchi, bagnoschiuma, guide viaggio, fotografie, abbigliamento, design, cioccolato e tè da degustare insieme nella tea-room" (degustare insieme a chi? ad altre pollastrelle?). "Tra gli scaffali agende Moleskine, carnet de voyage, manuali di massaggio orientale, libri di giardinaggio e guide per vincere alcune insicurezze", continua l'entusiasta autrice dell'articolo. io sono una cliente moleskine. quando sono in viaggio a volte uso un carnet de voyage, sporadicamente mi faccio massaggiare, ho curato un libro di giardinaggio scritto da un nobile inglese buonanima, ho alcune insicurezze. tuttavia, bergamaschi, a me il design piace grande, non piccolo; più che pollastrella mi definirei un'autorevole gallina madre; e per eventuali amici i regali li scovo dove dico io. o forse dovrei rivolgermi alla giornalista michela proietti: signora, dica al titolista di contenersi.
mercoledì 1 luglio 2009
bad girls
"Gli uomini che mi amarono […] venivano colpiti dal fatto che ero così diversa dalle donne che avevano conosciuto. Dovevano immediatamente accorgersi che non accettavo i soliti limiti vecchio stile, alla libertà femminile, o il mito della donna bisognosa del sapere e della protezione maschile. Questo li confondeva e diventavano spesso stranamente furiosi, quando capivano di non poter cambiare il mio modo di vedere o dominarmi; ma nessuno, mai, mi lasciò; anzi, il mio problema fu come liberarmi io di loro.La volgarità, l'ubriachezza e tutte le altre orrende abitudini che accompagnano il nostro genere, mi hanno sempre urtato. […] Le mie uniche infrazioni sono state di carattere personale e sessuale, ed in questo, secondo Kinsey, non ho fatto altro che seguire liberamente il mio naturale istinto. […] Non mi sono mai sentita una peccatrice e non ho mai commesso ciò che potrei definire un peccato. Anche se gli uomini che ho conosciuto hanno fatto del loro meglio per convincermene, le loro idee sul peccato mi parevano comiche".
Mae West, L'amante degli anni trenta, Edizioni del Borghese, Milano 1961 (titolo originale Goodness Has Nothing to Do With it, Prentice Hall, 1959)
giovedì 28 maggio 2009
c.s.c./chini su carta a milano
diversi tipi di chini su carta, ieri a milano, in un'afosa giornata di alta pressione africana: la signora intabarrata chiede l'elemosina provvista di cartello in arabo (è la prima volta che ne vedo una fuori da marrakesh – quelle che vedevo là erano parte del tessuto della città e ricevevano pane, qualche moneta; talvolta qualche pietosa recava loro un tè). non so cosa ci fosse scritto sul cartello. mi chiedo se la signora fosse indipendente, nel qual caso plaudirei alle pari opportunità, oppure schiavizzata da qualche racket di mascalzoni. l'angolo è quello tra via mazzini e il duomo.il signore, seduto al tavolino di bar di via torino, scrive tutto intento: ha gli auricolari dove deve, i capelli prematuramente grigi e una bella treccina sulla nuca.
la signora seduta sul gradino del negozio bolaffi in via manzoni legge un libro intitolato Ultimi legami, su cui non sono riuscita a reperire notizie.

mercoledì 22 ottobre 2008
mercoledì 21 maggio 2008
pari opportunità
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