sabato 17 gennaio 2009

destinazioni d'uso

certo che i libri, in un modo o nell'altro, fanno sempre un sacco fico.

milano, via della spiga, negozio – mi pare – giò moretti.

venerdì 16 gennaio 2009

il ritratto della gioventù

stamattina l’andatura incerta del tram numero due, che viaggiava a scossoni, ha messo a repentaglio più volte l’equilibrio di svariati passeggeri. un magnifico scivolone stava per prenderlo un ragazzo bellissimo, altissimo, fulgido ventenne anglosassone (per me era di seattle e ascolta i fleet foxes), senza dubbio un aspirante modellino, provvisto di berretto con orecchie di pelo (a lui stava benissimo e il copricapo faceva risaltare i suoi occhi azzurrissimi ¬– mi scuso per i superlativi, ma la creatura meritava davvero) e di un bel giaccone rigatino grigio. il ragazzo è stato trattenuto in extremis da una placida signora settantenne, cappelluccio alla miss marple, che lo ha salvato da caduta certa strattonandolo energicamente. a salvataggio compiuto, i due si sono guardati negli occhi e sono scoppiati a ridere. hanno continuato a sorridersi per tutto il viaggio – lui trendsetter che più trendsetter non si poteva, lei piena-di-bonomia che più non si poteva –, per poi salutarsi allegramente al momento di separarsi. stamattina, a parte il mio vicino che sfogliava “la repubblica”, sul tram numero due non leggeva nessuno, ché il ragazzo trendy consultava solo la carta dei mezzi pubblici, ma questa storia l’ho voluta raccontare.

immagine di miss marple courtesy www.sherlockmagazine.it
immagine del modellino da qualche sito di moda

martedì 13 gennaio 2009

mangalemmi 26

fanfaluca: cosa da nulla, sciocchezza, bagattella, futilità; chiacchiera senza fondamento, ciancia, frottola

piccolo frammento, specialmente di carta bruciata, che per la sua leggerezza si leva e vola per aria

strato di pasta dolce e sottile simile alla pasta sfoglia


a volte anche zio paperone dice "fanfaluche".

lunedì 12 gennaio 2009

la libreria di stardi

“Sono andato da Stardi, che sta di casa in faccia alla scuola, e ho provato invidia davvero a veder la sua libreria. Non è mica ricco, non può comprar molti libri; ma egli conserva con gran cura i suoi libri di scuola, e quelli che gli regalano i parenti, e tutti i soldi che gli danno, li mette da parte e li spende dal libraio: in questo modo s’è messo insieme una piccola biblioteca, e quando suo padre si è accorto che aveva quella passione, gli ha comperato un bello scaffale di noce con la tendina verde, e gli ha fatto legare quasi tutti i volumi con i colori che piacevano a lui. Così ora egli tira un cordoncino, la tenda verde scorre via e si vedono tre file di libri d’ogni colore, tutti in ordine, lucidi, coi titoli dorati sulle coste; dei libri di racconti, di viaggi e di poesie; e anche illustrati. Ed egli sa combinar bene i colori, mette i volumi bianchi accanto ai rossi, i gialli accanto ai neri, gli azzurri accanto ai bianchi, in maniera che si vedan da lontano e facciano bella figura; e si diverte poi a variare le combinazioni. S’è fatto il suo catalogo. È come un bibliotecario. Sempre sta attorno ai suoi libri, a spolverarli, a sfogliarli, a esaminare le legature; bisogna vedere con che cura li apre, con quelle sue mani corte e grosse, soffiando tra le pagine: paiono ancora tutti nuovi. Io che ho sciupato tutti i miei! Per lui, ad ogni nuovo libro che compera, è una festa a lisciarlo, a metterlo al posto e a riprenderlo per guardarlo per tutti i versi e a covarselo come un tesoro. Non m’ha fatto veder altro in un’ora. Aveva male agli occhi dal gran leggere”.

Edmondo De Amicis, Cuore

su gentile segnalazione di mia figlia

mercoledì 7 gennaio 2009

il pane e le rose - neve a milano

oggi il tram numero due non è arrivato, pertanto ho compiuto il mio percorso a piedi, fendendo decine di centimetri di neve. sono le 8:15 e sotto i portici a metà di via fara, sistemato nel suo sacco a pelo, questo signore senza casa legge.

martedì 6 gennaio 2009

happy b., sherlock! - coup de théâtre a milano?

oggi è il compleanno di sherlock holmes, il quale nasceva, il 6 gennaio 1854, a mycroft, yorkshire.
e questi sono anche i giorni in cui, a milano, si possono comprare, scontati del trenta per cento, i libri della sherlockiana – la moritura, hélas, libreria del giallo di milano, della quale la vestale tecla dozio ha annunciato ufficialmente la chiusura. si spera in un coup de théâtre finale, chessò, con un generosissimo mecenate che si incarica di sanare i debiti pregressi e di finanziare i prossimi tre anni di spese. intanto, tutti in via peschiera 1 a comprare gialli.
del mio beniamino sherlock si occupa amorevolmente, in italia, la benemerita associazione uno studio in holmes, qui, con sede a firenze – sentite l'incipit del loro appropriatissimo messaggio di benvenuto: "Un'associazione sherlockiana di per sé è una cosa deliziosamente inutile, ma senza non si può vivere."

l'immagine che pubblico è il ritratto "ufficiale" di sherlock holmes eseguito da sidney paget, canonico illustratore delle storie di holmes sullo "strand magazine".
l'ho tratta da un libro che custodisco dal lontano 1987 e che mi seguirà senza dubbio in qualunque ennesimo trasloco io decida di intraprendere: Jack Tracy, The Encyclopaedia Sherlockiana – A Universal Dictionary of Sherlock Holmes and His Biographer John H. Watson, M.D., New York 1987. non chiedetemi mai di prestarvelo.

domenica 4 gennaio 2009

trendsetting 6 - cose da libri in trasferta – taranto, viale liguria, e conclusione delle feste





come si diceva in un post precedente (30 luglio 2008), taranto è una città-must per l’antropologo e per il villeggiante. chi scrive, in quanto emigrante-a-volte-ritornante, partecipa di entrambe le nature, nonché di quell’eccitazione che prende il viaggiatore quando scopre cose nuovissime e il ritornante quando rivede cose piacevolmente note.
e così, in questa città inconsuetamente fredda per il periodo – come lialescamente usava dire mia madre, “a taranto il sole prima o poi arriva sempre”: inconsapevole parafrasi dell’indimenticabile chiusa di un romanzo della grande amalia liana di cui non ricordo il titolo: “coraggio, dietro le nuvole c’è sempre il sole” –, si è visto in una zona quasi centrale, il viale liguria dello shopping e dei buoni panifici, l’autentico carretto dei dolci: ricco, ordinato, immensamente vario e ben illuminato, un vero eden a paragone dei carretti dei tristi castagnari tristi di milano, con il loro corredo di facce livide e di mezzilitri d’acqua di marca sconosciuta venduta più cara della coca-cola.
a taranto gli immigrati sono pochissimi e ottimamente intessuti nella trama cittadina, cinesi compresi. sempre in viale liguria – allietato per tutta la sua lunghezza dai canti natalizi diffusi da altoparlanti collocati a cura del nuovo sindaco ippazio stefàno, un famoso medico definito da un negoziante locale che me ne parlava “il pediatra dei bambini”* – si poteva vedere, all’ingresso di un negozio di vestiti – ben tenuto, allegro e attraente: nulla a che vedere con certi polverosi magazzini odorosi di fibre sintetiche e petrolio –, un vermiglio cartello di benvenuto redigendo il quale l’orientale calligrafo aveva sbagliato solo una divisione sillabica, e solo perché lo spazio era esiguo. il cartello era talmente bello che sono entrata e sono uscita con un sacchetto pieno di merce: potenza delle parole appropriate e ben scritte.
e siccome tutte le cose, incontrovertibilmente, finiscono, verso la fine della shopping avenue della città dei due mari ho incontrato la prova della conclusione delle feste, nonostante si attenda ancora la venuta dell’anziana viaggiatrice sulla scopa: babbo natale giaceva a testa in giù, privo di vita e, per sommo spregio, albergava in cima a un mucchio di rifiuti in un cassonetto cittadino. le attività produttive possono ricominciare.

*bisogna dire che ippazio, per gli amici ezio, non si occupa solo della colonna sonora del natale tarantino: consigliere comunale dal 1982 al 1992, l’attuale sindaco è stato il primo a sollevare il problema dell’inquinamento e dell’aumento della mortalità per tumore polmonare nella città, impegno premiato di recente con l’approvazione della legge regionale antidiossine. e come si potrebbe non amare un sindaco che ha sostenuto un candidato presidente della provincia alle primarie del centrosinistra, che giocando sul suo cognome prometteva una “rivoluzione gentile”?