venerdì 28 novembre 2008

stranieri

mentre mi faccio strada con i miei inadeguati stivali da cowboy tra la neve semisciolta sento alle mie spalle un fischiar di bolero. è un signore qualunque, dalla faccia qualunque, che per un attimo mi ricorda l'esistenza dell'oboe d'amore e mi sorride quando mi volto. al semaforo, invece, un altro signore con i capelli candidi in completo pendant con l'ambiente, commenta che è bello andarsene in giro sotto la neve, in una mattina così.

perciò mi viene in mente whitman, in tutto il suo fiducioso respirare verso i suoi simili:

"Stranger! If you passing, meet me,
And desire to speak to me,
Why should you not speak to me?
An why should I not speak to you?"

Walt Whitman, To You, in Leaves of Grass

c'era neve dappertutto

nel relativo silenzio di milano sotto la neve mi viene in mente james joyce:

"Era venuto il momento di mettersi in viaggio verso l'ovest. I giornali dicevano il vero: c'era neve dappertutto in Irlanda. Neve che cadeva su ogni punto dell'oscura pianura centrale, sulle colline senz'alberi; cadeva piana sulle paludi di Allen e più a occidente sulle fosche onde rabbiose dello Shannon. E anche là, sul cimitero deserto in cima alla collina dov'era sepolto Michael Furey. S'ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle tombe, sulle punte del cancello e sui roveti spogli. E l'anima lenta gli svanì nel sonno mentre udiva la neve cadere lieve su tutto l'universo, lieve come la discesa della loro ultima fine su tutti i vivi, su tutti i morti."

James Joyce, I morti

martedì 25 novembre 2008

milano città di libri 4 - laura ligresti, libreria del mondo offeso

quarta intervista su “milano città di libri”: prima delle parole di laura ligresti, della libreria del mondo offeso, sul mestiere e sulla funzione del libraio, pubblichiamo un estratto dal progetto della libreria:

“In tutta la città non esiste una realtà con una identità forte che sia in grado di creare aggregazione e scambio in maniera continuativa. Quale spunto migliore di uno, dieci, cento, mille libri. È questa la chiave di volta per quel popolo silente di Milano che si riunirà attorno ai libri per incontrarsi, scontrarsi, discutere, sognare… Attorno ai libri, fatti di uomini, pensieri, emozioni. Questa è l’anima attorno alla quale costruire il progetto di una libreria di qualità.”

INTORNO A UN TAVOLO, COME IN UNA CASA


1. perché lei fa il libraio?
Perché la libreria è un luogo di scambio e confronto. Un luogo di socialità.
Il libro è lo strumento per conoscersi ed incontrarsi.

2. qual è la parte del suo lavoro che le procura maggiore soddisfazione?
L’interazione e la condivisione fra persone. Il fermarsi.

3. quanto conta il consiglio del libraio per chi frequenta la sua libreria?
Molto, anche se la clientela è una clientela già orientata/preparata. Anche data la specializzazione.

4. quali sono le iniziative che lei mette in atto o conta di intraprendere per coltivare, aumentare, consolidare il numero di lettori che si rivolge a lei?
Iniziative tematiche. Ovvero, incontri/dibattiti a tema cui partecipino anche gli autori.
Altra cosa fondamentale è la possibilità di potersi fermare a leggere e chiacchierare intorno a un tavolo, come in una casa.

5. qual è la sua proposta (o il suo sogno) per rendere Milano una “città di libri”?
Farli parlare. No happy hour!

Laura Ligresti

lunedì 24 novembre 2008

mangalemmi 25

gargotta: osteria di infimo ordine, bettola.

editori mosci, editori pop: festa alla triennale bovisa, milano

sabato scorso ho fatto un salto alla festa dei piccoli e medi editori indipendenti, organizzata alla triennale bovisa da ml-libri, scoprendo l’esistenza:

a. della casa editrice eclissi, nata nel 2006, che pubblica dei bei gialli italiani. si erano fabbricati un espositore bellissimo, appoggiando una mensola a una serie di vasi quadrangolari trasparenti, contenenti ciascuno dei frammenti di carta velina gialla e nera, che richiamava le copertine dei libri a fare da pendant. tutta un’armonia, insomma, e ho voluto comprare dei gialli ambientati in una scuola – investigatori una preside e il suo vice –, scritti da rosa ida d’emidio, una preside vera di una vera scuola di milano. questi gialli sono una trilogia, di cui volevo comprare i primi due volumi. la squisita creatura che governava lo stand (ho appreso che è uno degli editor), preso il mio denaro, mi ha consegnato, insieme con il resto, un sacchetto con due libri a cui aveva aggiunto il terzo mancante alla serie, con le parole “l’ultimo glielo regalo io”. questo comportamento adorabile ha ovviamente scatenato un’onda di empatia, sotto l’effetto della quale ho divorato in poche ore il primo dei tre libri, L’altro colore dell’iride. e ho fatto bene: questi giovani “eclissi” hanno scovato e deciso di pubblicare i testi di una signora nata nel 1945 che, oltre ad aver creato una vicenda che sta solidamente in piedi dal punto di vista dell’intreccio, è dotata di un umorismo pieno di grazia e di una scrittura piena che, pur non disdegnando gli aggettivi quando ci vogliono, è al tempo stesso tanto fluida da non farsi mollare.
non ho ancora letto altro, ma mi pare proprio che in questo libro il proposito eclissiano di “interpretare il mestiere di editore in maniera attenta alla qualità delle proposte e alla domanda medio-alta di quel lettore che cerca una letteratura di evasione di buon livello” sia stato adempiuto.
molto brava l’anonima donatrice di libri, perciò, e molto brava la signora d’emidio.
vorrò poi leggere qualche volume della collana I Gatti del Cheshire, poiché condivido con eclissi l’interesse per le storie “non necessariamente rilevanti e speciali”, che in detta collana trovano posto.

infine, menzione d’onore per la cura del testo: non ho trovato neanche un refuso e sono sempre molto grata agli editori attenti da questo punto di vista (eppure gli eclissi sono piccini - da anni, ahimè, si trovano refusi nei libri della ben più strutturata einaudi. cherchi, aiutaci tu);

b. di un microlibro “incastrato con abile perizia tra due biglietti del tram rigorosamente timbrati”, come è scritto nel testo. era esposto su un banchetto di libri fatti completamente a mano – infinitamente più a mano di quelli dei vicini di stand pulcinoelefante –, lo spazio della casa editrice LIBERA e SENZA IMPEGNI, “impresa casalinga e artigianale per l’autoproduzione di manufatti artistico-editoriali a tiratura limitatissima e fondata sul concetto extramercantile dello scambio e del baratto” di federico zenoni, nelle parole dello stesso “illustratore, batterista autodidatta e riciclatore di materiali e superfici pitturabili”.
tra i titoli del catalogo della sua casa editrice, Figurativo illegale, viaggio fotografico e letterario nel graffito urbano, “una sorta di omaggio ai graffitari del Milanese che hanno preferito disegni antropomorfi (o comunque figurativi) alle solite tags, con interventi scritti di amici e amiche”; Anticlericale, dotte citazioni e una xilografia acquarellata; L’ipnosi scrittoria, storia di una terapia letteraria, con testi di Troglodita Tribe e disegni di Federico Zenoni, “un’allegra coedizione conviviale che ha inaugurato l’Interstellare degli Editori Casalinghi”.
A proposito di editori casalinghi, sono i Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici) gli autori del microlibro ATM – Atipici Testi Misti – (che ho comprato per due euro), nato dal desiderio dei T.T. di comunicare con gli scriventi di tutto il mondo. Ecco il loro invito:

“Prendete, dunque, il vostro testo e impaginatelo proprio come il libello che avete tra le dita. Copertinatelo efficacemente e indiscutibilmente con due biglietti del tram rigorosamente timbrati e, semplicemente, abbandonate il tutto sul sedile del mezzo su cui viaggiate abitualmente. Incaricati della Atipici Testi Misti viaggiano incessantemente in tutto il mondo urbano per raccogliere i vostri testi. Non abbiate alcun timore, la deriva tranviaria a cui affidate la vostra scrittura è il miglior mezzo per diffonderla, per renderla finalmente e realmente pop d’un pop che più pop non si puop”.
una pubblicazione perfetta per il tram numero due.


una considerazione sugli editori in festa. non c’era molta aria di festa e al di là dei banchetti si vedeva qualche faccia annoiata, o rassegnata: animo, signori! che queste iniziative a milano crescano, si moltiplichino, allignino eterne e tenaci come la gramigna. e poi la luce: era troppo cruda e non rimandava troppo all’atto di leggere, comodi in un angolo, al chiarore discreto di una lampada.

giovedì 20 novembre 2008

mangalemmi 24

omiletico: che si riferisce alle omelie.

che ha il carattere proprio delle omelie, che ne riproduce lo stile piano, accessibile, familiare.

parigi, o cara 3 - meditatio mortis

presto, viviamo, leggiamo, ascoltiamo più intensamente che possiamo.

http://www.youtube.com/watch?v=xWAxaHuwg30&feature=related