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venerdì 28 ottobre 2011
se per caso passaste da parigi (o quivi risiedeste)
non perdete i quindici anni di Paris Photo in mostra al Grand Palais (e osservate il copricapo di quest'uomo).
lunedì 31 gennaio 2011
fascismi, nazismi, esotismi
Sabato scorso, sulla 7, ho assistito alla replica di Ausmerzen, di Marco Paolini, in cui l'autore-attore descrive, carte alla mano, la nascita in Germania dell'eugenetica – il sogno della purificazione del sangue di una nazione intera concretamente sostenuto dalla nozione dell'inutilità di sfamare le bocche di gente inutile al progresso del paese. I prodromi del nazismo, ha spiegato, cominciano a manifestarsi mentre le città d'Europa prendono a scintillare di belle époque, al tempo in cui, tra l'altro, si costruisce la Tour Eiffel e nei pressi dell'Esposizione Universale si allestiscono recinti nei quali sono rinchiusi, per la curiosità dei convenuti, umani di paesi lontani. E siccome tutto si tiene, mentre domenica pomeriggio sfogliavo il Diario di Jules Renard (meglio conosciuto come l'autore di Pel di carota), mi sono imbattuta nella seguente nota, datata 19 settembre 1895: "Ieri, all'Esposizione, siamo andati a veder i negri del Sudan. Un odore di insetti schiacciati. Donne che portano sulle spalle i loro bambini con la testa ciondolante. Qualche donna macina un pugno di miglio dentro una ciotola. Una, bella, pulisce il suo bambino, e mostra intanto le sue belle cosce brune, piacevoli, tentatrici. Un bambino si tuffa, in un laghetto verdastro che farebbe schifo anche alle anatre, raccoglie il soldo che gli è stato gettato e se lo mette in bocca.
Cuciono senza ditale, usando le spine invece degli aghi.
Qualcuno ha la testa intelligente, ma la maggior parte ha una espressione infantile. Appena sono arrivato, sento nella folla qualcuno che mi fa solletico alla pancia: è un bambino negro che bacia il mio gilè e dice: "Soldo! Soldo!". Gli do un soldo, e lui lo bacia. Alcune donne giovani buttano baci con la punta delle dita in cambio di un soldo. Vengono a toccarci con curiosità le barbe, e le loro mani ci passano davanti al viso come ali di pipistrelli. Le loro case sono uguali a quelle che noi facevamo da bambini. I seni delle donne hanno la forma di grossi soffietti per la polvere insetticida".
Jules Renard, Per non scrivere un romanzo - Diario 1887-1910, Serra e Riva Editori, Milano 1980
Fin qui nazismi ed esotismi. Di fascismi, invece, parla la storia che Guido Vergani narra nell'aletta di copertina del libro, raccontandoci che suo padre Orio, licenziato nel 1943 dal "Corriere della Sera" per non aver voluto aderire alla Repubblica di Salò, intraprende la traduzione dei diari di Renard per ricominciare a lavorare e a vivere. Il volume sarà pubblicato poco dopo la Liberazione, nel giugno del 1945.
Bonus
Il 1895 è anche l'anno del primo processo a Oscar Wilde, del quale Renard scrive:
13 aprile
Nel processo di Oscar Wilde una cosa ancor più comica che l'indignazione di tutta l'Inghilterra è l'atteggiamento di pudore offeso di certi francesi che noi conosciamo molto bene.
6 dicembre
Firmerò anch'io la domanda di grazia per Oscar Wilde, a condizione che egli dia la sua parola d'onore di non scrivere più.
Leggere il diario di Renard, se ne trovate una copia in giro, sarà senz'altro cosa dilettosa. Si può leggere in ordine cronologico o a balzi, secondo il gusto dell'autore, maestro della phrase courte: "E' più bello scrivere a piccoli scatti, su cento soggetti che sorgono all'improvviso, sbriciolando, per così dire, il proprio pensiero. Così, nulla è sforzato, e tutto conserva il fascino delle cose non premeditate e naturali. Non è necessario provocare. Basta attendere".
Un autentico blogger nato nel 1864.
immagine courtesy simonamaggiorelli.wordpress
Cuciono senza ditale, usando le spine invece degli aghi.
Qualcuno ha la testa intelligente, ma la maggior parte ha una espressione infantile. Appena sono arrivato, sento nella folla qualcuno che mi fa solletico alla pancia: è un bambino negro che bacia il mio gilè e dice: "Soldo! Soldo!". Gli do un soldo, e lui lo bacia. Alcune donne giovani buttano baci con la punta delle dita in cambio di un soldo. Vengono a toccarci con curiosità le barbe, e le loro mani ci passano davanti al viso come ali di pipistrelli. Le loro case sono uguali a quelle che noi facevamo da bambini. I seni delle donne hanno la forma di grossi soffietti per la polvere insetticida".
Jules Renard, Per non scrivere un romanzo - Diario 1887-1910, Serra e Riva Editori, Milano 1980
Fin qui nazismi ed esotismi. Di fascismi, invece, parla la storia che Guido Vergani narra nell'aletta di copertina del libro, raccontandoci che suo padre Orio, licenziato nel 1943 dal "Corriere della Sera" per non aver voluto aderire alla Repubblica di Salò, intraprende la traduzione dei diari di Renard per ricominciare a lavorare e a vivere. Il volume sarà pubblicato poco dopo la Liberazione, nel giugno del 1945.
Bonus
Il 1895 è anche l'anno del primo processo a Oscar Wilde, del quale Renard scrive:
13 aprile
Nel processo di Oscar Wilde una cosa ancor più comica che l'indignazione di tutta l'Inghilterra è l'atteggiamento di pudore offeso di certi francesi che noi conosciamo molto bene.
6 dicembre
Firmerò anch'io la domanda di grazia per Oscar Wilde, a condizione che egli dia la sua parola d'onore di non scrivere più.
Leggere il diario di Renard, se ne trovate una copia in giro, sarà senz'altro cosa dilettosa. Si può leggere in ordine cronologico o a balzi, secondo il gusto dell'autore, maestro della phrase courte: "E' più bello scrivere a piccoli scatti, su cento soggetti che sorgono all'improvviso, sbriciolando, per così dire, il proprio pensiero. Così, nulla è sforzato, e tutto conserva il fascino delle cose non premeditate e naturali. Non è necessario provocare. Basta attendere".
Un autentico blogger nato nel 1864.
immagine courtesy simonamaggiorelli.wordpress
martedì 22 settembre 2009
gaspard de la nuit
COMINCIA IL SECONDO LIBRO DELLE FANTASIE DI GASPARE DELLA NOTTELA VECCHIA PARIGI
VI. L'UFFIZIO DELLA SERA
Dixit Dominus Domino meo: Sede a dexteris meis
Uffizio dei Vespri
Trenta monaci, sfogliando pagina per pagina i salteri unti come le loro barbe, lodavano Iddio e vituperavano il diavolo.
***
"Signora, le vostre spalle sono un giardino di gigli e di rose". E, piegandosi, il cavaliere cavò un occhio al suo servo con la punta della spada.
"Motteggiatore!", ella sussurrò vezzosamente, "vi divertite a distrarmi?"
"Leggete l'Imitazione di Cristo, signora?"
"No, il Gioco dell'Amore e della Galanteria".
Ma la salmodia dell'uffizio era finita. Ella chiuse il libro e si alzò dalla sedia. "Andiamocene", disse, "per oggi abbiamo pregato abbastanza".
giovedì 18 giugno 2009
disheveled mid-summer party
nel mio quartiere, si sa, risiede la crème de la crème degli intellettuali milanesi. all’esselunga di via cagliero, oltre che rosita celentano, si incontra spesso paolo limiti con la vecchia madre, e persino la mia portinaia è un po’ come bessarione, nel senso che non la vedi mai senza un libro in mano (il prode ruggero, suo marito, no: lui più che alla letteratura indulge – ma con misura – alla bottiglia). e in questo nostro marais solo un po’ meno affascinante di quello parigino si tengono party, incontri, feste di ogni genere. come quella che c’è stata a casa mia ieri sera, invitato d’onore un iconografo di vaglia, nonché appassionato di lirica e di vini bianchi nordici (insomma, una sorta di uomo ideale – nel corso della serata, noi già un po’ alticci, ho appreso che sa anche appendere un lampadario). quest’uomo, oltre ai già elencati pregi, somiglia in maniera impressionante a tom cruise giovane (ma il tempo, con lui, è stato lieve). e ancora, last but not least, è il titolare maschile del gran ciambellanato dei disheveled (vedi post del 24 settembre, 7 ottobre 2008, 2 e 11 febbraio 2009). veste panni ampi, camicie di lino, sandali vagamente frateschi, è titolare di un’eleganza un po’ blasée e soprattutto ha una collezione di strepitosi pantaloni da pigiama comprati da oviesse, che indossa per uscire. siamo entrambi cultori di Dallas, indossiamo anelli gemelli con incise le cifre dei nostri nomi e parliamo anche di cose assai profonde. l’unica cosa di cui non mi capacito è il biasimo misto a un leggero compatimento che leggo nel suo sguardo quando attacco a parlargli della mia passione di sempre, il wrestling.
giovedì 20 novembre 2008
parigi, o cara 3 - meditatio mortis
mercoledì 22 ottobre 2008
tu provoquais la joie - parigi, o cara



desidero andare e restare, per pochi minuti, nel più trito dei luoghi comuni su parigi città dell'amore. ma sì, a visitarla in autunno inoltrato, con tutte quelle feuilles mortes, ti viene quasi voglia di fidanzarti anche tu. qualcuno, al père lachaise, ha fatto scrivere sulla tomba dell'amata "tu suscitavi la gioia": quale epitaffio migliore? qualcuno, lungo un considerevole tratto di rue du chemin vert, ha tappezzato il marciapiede di scritte dorate, fatte con un apposito stencil, inneggianti al compleanno dell'amata. infine due amanti un poco âgés, nella medesima seggiola, alle tuileries, si baciavano al sole ottobrino. vive l'amour.
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