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sabato 16 luglio 2011

costa azzurra feuilleton 3

"Io, peccatore, mai senza sete: se non presente, almeno futura; prevenendola, si capisce. Bevo per la sete avvenire. Bevo eternamente! per me un'eternità di bevute, e una bevuta d'eternità."*

Bisogna sapere che chi scrive ha avuto la ventura di alloggiare, a Cannes, nei pressi dell'Impasse Rabelais; e che lo spirito del grande francese ha aleggiato in parecchie circostanze intervenute durante il suo soggiorno, non ultimo il fatto che, vicinissima, fosse disponibile per pantagrueliche cene innaffiate di sidro La Crêperie al 66 di rue Meynadier.


Veduta di rue Meynadier dai tavoli della Crêperie

Chi volesse aguzzare lo sguardo troverà sul menù la crêpe Gargantua (n. 12) e la crêpe Pantagruel (n. 16)


La tazza da sidro della Crêperie (non si riferirà del numero delle volte in cui è stata sbattuta sul tavolo da chi scrive, per richiamare l'attenzione dell'oste sul fatto che fosse vuota)







cCrêperie

*François Rabelais, Gargantua e Pantagruele, libro I, capitolo V, Discorsi dei bevitori, Einaudi, Torino 1973.

lunedì 23 maggio 2011

belle gite di altri tempi

Il lago di Annone dalla località Pozzo
l’elenco di ambrogio
arrosti di vitello piemontese,
spezzatini,
fettine,
nodini,
cotolette,
ossibuchi,
fusello, aletta, spalla,
bistecche di manzetta, filetto, roastbeef, magatello,
carpaccio,
codone,
noce,
scamone,
conigli nostrani,
faraone,
quaglie,
galline,
cotolette di agnello,
capretti, agnelli e conigli nostrani garantiti,
cotolette impanate,
le polpette della nonna,
polli allo spiedo,
lasagne,
vitello tonnato,
gnocchi di patate,
torta Pasqualina,
torte di pasta frolla,
pizza e focaccia al trancio,
pizzettine e focaccine mignon assortite,
salatini,
brioches fresche,
frolline.

Ambrogio Rusconi, Panetteria Salumeria Macelleria, piazza Garibaldi 7-8, Civate (Lecco)

l’elenco di françois
Ippocrate bianco, con rosticini secchi e friabili,
pan bianco,
pan di semola,
panetti al burro,
pan cittadino,
carne ai ferri di sei qualità,
arrosti di capra,
strisciole di vitello arrosto fredde, senapizzate di polvere di zenzero,
gnocchi di carne,
rigaglie, fricassea, nove qualità,
pasticcio di fegato al piatto,
zuppe grasse di prima,
zuppe lionesi,
cavoli cappucci alla midolla di bue,
carne al ragù
guazzetti
[…]
scaloppette all’aglio,
pasticci in salsa calda,
cotolette di porco con cipolline,
capponi arrostiti nel lor sugo,
pollastrella,
anitroni selvatici,
capretti al forno,
cerbiatti, daini,
lepri, leprotti,
pernici, perniciotti,
fagiani, fagianelle,
cicogne, cicognini,
beccacce, beccaccini,
ortolani,
galli, galline e pollastrelli d’India.

François Rabelais, Gargantua e Pantagruele, volume secondo, capitolo cinquantanovesimo, Einaudi, Torino 1973.

Il viandante che si trovasse a Civate, in provincia di Lecco, non potrà di certo ripartire senza aver fatto una visita al negozio di Ambrogio Rusconi, il rabelaisiano negoziante multiprodotto del paese che, per tenere legata a sé la clientela, pubblica nei suoi volantini promozionali, senza dubbio fatti in casa, elenchi da leccarsi i baffi, non mancando di aggiungere: “Alla domenica mattina siamo sempre aperti dalle 6:20 alle 12, con pane fresco e tutto quello che desiderate. Vi aspettiamo”. E quando si aderisce all’invito, come ha fatto chi scrive in compagnia dell’adolescentina nel corso di una recente gita, alla cassa dell’Ambrogio si trovano due nerborute signore che, oltre a farti il conto, cacciano ciò che hai comprato nei sacchetti (di carta, bellissimi ancorché inservibili se compri più di cinquecento grammi di roba), una cosa che a Milano ho visto fare solo qualche volta al mini-Carrefour vicino a casa mia.
Civate è un eccellente punto di partenza per gite a piedi: dal paese si può raggiungere la basilica di San Pietro al Monte (un’ora di cammino), o più modestamente la località Pozzo, arrivati alla quale, dopo ben trenta minuti di cammino, ci si può rifocillare al Crotto del Capraio, giusto dietro il lago di Annone, dove una ragazza che ha fatto l’Erasmus a Barcellona serve eccellenti lasagne agli asparagi, formaggi di capra e vino bianco pétillant. Se poi si va a ficcare il naso nel retrocrotto, si troveranno capre con i loro capretti e alcuni asini, sul conto dei quali non voglio sapere di più, essendo lo stracotto d’asino una delle specialità del Capraio.
La targa con l'elenco degli antichi padri, in piazza Antichi Padri
Chi arriva a Civate dorme al bed & breakfast Antichi Padri (una bella casetta immacolata, con un'ottima fornitura di libri nel salotto), proprio sulla piazza della chiesa, di cui qualche tempo fa si è scoperto che poggia (la piazza) su una gran quantità di cadaveri di monaci (gli antichi padri cui alludono il titolo, che data al tempo dell’agghiacciante scoperta, sia della piazza sia del b&b), la qual cosa conferisce un tocco gotico a questo loco per il resto assai pacioso.
Da Civate si arriva a Lecco in una quindicina di minuti, con una puntualissima corriera. 
A Lecco si fa una passeggiata fino alla statua del Manzoni, poi si va a prendere un gelato di fronte al lungolago, in una gelateria che ha come nume tutelare, davanti al negozio, una grande statua del naturalista Mario Cermenati, cofondatore dei Musei Civici di Lecco, ritratto con lo sguardo pensoso rivolto al lago e la mano destra poggiata su una pila di libroni.

giovedì 19 febbraio 2009

orgoglio di padre - scatologie


questa sì che è volgarità.

Come Grangola conobbe la meravigliosa intelligenza di Gargantua
dalla invenzione di un nettaculo

[...] "Bene", disse Grangola, "ma qual è il nettaculo che ti sembrò migliore?" "Stavo per arrivarci", rispose Gargantua, "e presto ne saprete il tu autem. Mi pulii col fieno, con la paglia, la stoppa, la borra, la lana, e la carta. Ma sempre lascia al coglion qualche cosa chi con la carta il seder si cosa. "Come!", disse Grangola, "coglioncino mio, hai già imparato a baciar la bottiglia, che sai fare le rime baciate?" "E come no? mio re", rispose Gargantua. "Rimo così e anche meglio; e adopero le rime come le rame. Sentite questa prosopopea del cesso ai cacatori:

Cacone,

Puzzone,

Pettone,

Merdoso,

La pappa,

Che ti scappa,

Si spappa,

Su me,

Cacone,

Stronzone,

Merdone,

Che ti venga una brutta malattia,

Se i tuoi

Sporchi

Buchi

Non ti pulisci prima di andar via!


[...] "Sì", disse Grangola, "ma ora torniamo alla faccenda.

"Quale?", disse Gargantua, "cacare?"

"No", disse Grangola, "pulirsi il culo".

"Bene", rispose Gargantua, "ma paghereste una mezza brenta di vin di Brettagna, se io vi mettessi con le spalle al muro sull'argomento?"

"Sì, e volentieri", rispose Grangola.

"Non ci sarà mai bisogno", riprese Gargantua, "di nettarsi il culo, a meno che quello sia sporco; e sporco non può essere se uno non ha cacato: ergo se ne deduce, che sempre bisognerà cacare prima di nettarsi il sedere".
"Oh!", esclamò Grangola, "come sei fino, ragazzo mio! Uno di questi giorni ti farò laureare in Sorbona, perdio, perché hai proprio più cervello che anni [...]".

lunedì 9 giugno 2008

oh, shit!


pantagruele al cospetto di uno studentello parigino dall'incomprensibile, pomposo linguaggio:

"Merda, merda!", disse Pantagruele. "Che cosa vuol dire questo matto? Mi sembra che ci stia fabbricando qui qualche linguaggio diabolico, e che ci voglia incantare come un mago."