sabato 15 gennaio 2011

conseguenze natalizie_per sempre lontano

cose belle
Uno dei regali più belli ricevuti per natale è Per sempre lontano (qui se ne trova qualche cenno) di Amy Bloom, un libro che mi ha presa come non accadeva da tempo, del quale leggo sul sito Einaudi che è stato un bestseller dell'anno 2007. Mi sono immersa negli avventurosi viaggi di Lillian Leyb – di cui ho ammirato la determinazione nel perseguire il suo obiettivo d'amore e il suo abbandonarsi agli accadimenti in itinere e ai compromessi, perlopiù sessuali, cui deve sottostare –  senza badare ad altro che non fosse il libro. Una delle cose eccellenti che riguardano questo testo è la traduzione di Giovanna Granato, che scorre magnificamente in sé, nella lingua di destinazione, e neanche per un momento mi ha sollecitato un confronto con l'edizione originale. L'altra cosa che attrae è un alone di onestà che pervade tutta la narrazione: pur nell'artificio massimo del romanzo, l'autrice presenta le persone in tutta la loro candida schifezza morale, e alcuni memorabili buoni.
C'è una storia nella storia molto romantica: una ex compagna di detenzione di Lillian, una piccola truffatrice cinese di nome Cina Chang, che uscita dall'istituto di pena e diretta a Vancouver, sulla nave si innamora di Cleveland, un candido ragazzo mormone col quale condurrà un lungo matrimonio felice, così: "Quando Cleveland muore di vecchiaia, Cina si taglia le lunghe trecce grigie e le porta nella camera mortuaria affinché lui le abbia sul corpo quando lo seppelliscono.
Cina prende tutte le digitali purpuree dal giardino fiorito che ha allestito dietro la ferramenta, tagliuzza i fiori rosa, viola e azzurri ... tagliuzza anche gli steli e gli stami e li mangia a quattro palmenti, bagnandoli con il whisky. Il ragazzo inuit che le porta la spesa trova il cadavere seduto su un cuscino di seta cinese ricamato a mano, i petali azzurri, rosa e viola disseminati sulla camicia da notte".
E la formidabile descrizione del confronto con una zanzara: "Un istante prima che la zanzara le trafigga la pelle a Lillian pare di sentirsi esaminare da quell'intelligenza limitata, e intanto l'animale le piazza le zampe tra i peli sottili del collo o del polso predisponendosi a un affondo rapido e violento e a una lenta ritirata ...".
E due bellissime parole:

1. bozzima, secondo il Sabatini Coletti online "liquido colloso nel quale vengono immersi i filati prima della tessitura per renderli più resistenti, lisci e flessibili";
2. motriglia, secondo il Gabrielli online "fanghiglia".

cose meno belle
nel corso della lettura sono stata disturbata da una serie di refusi:
1. p. 54: dì con l'accento in luogo di di' con l'apostrofo per segnalare l'elisione;
2. p. 98: libricino in luogo di libriccino (pare si possa scrivere in entrambi i modi, ma io sono affezionata al secondo);
3. p. 103 le camice in luogo di le camicie;
4. p. 206, Dà in luogo di Da' con l'apostrofo per segnalare l'elisione;
5. p. 218, viene del nulla in luogo di viene dal nulla
6. quarta di copertina: la protagonista, di nome Lillian, viene indicata come Lilian, con una sola elle.

La collana è "Stile (troppo) libero". I refusi suscitano in chi scrive la nostalgia di tempi che non ha conosciuto, ma di cui ha letto una cronaca affettuosa: "[Oreste Molina, al tempo il direttore dell'ufficio tecnico Einaudi, n.d.r.] Governa i suoi uomini con pugno di ferro. ... Lui dei redattori non si fida. Per questo si fa consegnare le bozze dei lavori più delicati e nottetempo verifica, corregge, sistema. ... La qualità per cui la casa va famosa (almeno tre giri di bozze per ogni titolo, fino a trentacinque correttori regolarmente assunti, negli anni settanta) comporta anche sacrifici umani. ... I libri di Molina sono l'immagine della perfezione grafica. Dice di lui l'Editore: 'E' un orologiaio'. In fondo è Molina il vero capo della redazione".
Ernesto Ferrero, I migliori anni della nostra vita, Feltrinelli, Milano 2005.

martedì 11 gennaio 2011

albanacco_william james

Oggi nasceva, 169 anni fa, William James. Fratello di Henry, scrive che le narrazioni di quest'ultimo gli rimandano "un'impressione come quella che spesso riportiamo della gente  nella vita reale: le loro orbite escono dallo spazio e si adagiano per un breve tempo accanto alle nostre, per poi turbinare un'altra volta nell'ignoto, lasciandoci poco più di un'impressione della loro veridicità e una sensazione di curiosità frustrata quanto al mistero dell'inizio e della fine del loro essere".

lunedì 10 gennaio 2011

nelle pause delle vostre quotidiane occupazioni

Nel luglio del 1967 usciva, per i tipi delle Nuove Edizioni Milano, un agile volumetto dal titolo Tu donna: 164 pagine che coprono tutto lo scibile donnesco, secondo la partizione indicata dai capitoli: Per la tua casa, Per la tua bellezza, Per la tua salute, Per i tuoi figli, Per la tua cultura, Per il tuo lavoro, Per il tuo tempo libero. Gli autori si chiamavano Biki, Rosellina Archinto Marconi, Emilio Radius, Graziella De Florentiis. Quest'ultima, docente di letteratura italiana, è titolare del capitolo Per la tua cultura. Ecco cosa ha da dire la Graziella all'aspirante donna moderna degli anni a cavallo ta i sessanta e i settanta: "La donna, fatte le debite eccezioni per colei che fa parte del mondo stesso della cultura e che si dedica a un lavoro extra domestico, o perché presa da un'infinità di altre faccende – il marito, i figli, la casa, la moda, la cura della propria bellezza, le amiche –  o infine perché seriamente intimorita al cospetto di una 'cultura frutto di severi anni di studio', accademica e togata, rifugge in generale da tutto ciò che superficialmente definisce 'intellettuale', confondendo perlopiù la cultura con l'erudizione, la pratica scientifica con la conoscenza. ... Qual è il rimedio a questo stato di cose? Come evitare di sentirsi umiliate di fronte a certi 'pozzi di scienza' a volte così pieni di sé da suscitare antipatia a prima vista? ...
Il primo amico, in questo senso, è il libro. Oggi vi è una tale gamma di edizioni ... che la lettura diviene accessibile a tutti. ... Un consiglio: quando avete un minuto disponibile, durante l'uscita per le commissioni e per la passeggiata, soffermatevi sempre davanti a una libreria. Le innumerevoli 'novità' vi si offriranno allettanti e se non riuscirete a resistere all'invito e acquisterete un libro da leggere nelle pause delle vostre quotidiane occupazioni, siate certe di questo: avrete sostanzialmente contribuito con un minimo sacrificio e quasi senza accorgervene ad arricchire il vostro bagaglio culturale. ... E quale gradevole sorpresa per lui, per il 'padrone di casa', lo scoprire di poter conversare di tante cose con la propria compagna e, magari, scorrere insieme a lei le pagine di un quotidiano, seguire dal video il telegiornale o qualche interessante inchiesta per poi commentarne insieme le conclusioni!".

domenica 9 gennaio 2011

things i cannot live without

NON si può fare assolutamente a meno di guardare il video e la storia dei MACCABEATS.

sabato 8 gennaio 2011

warning: explicit content

Non credo, nella mia vita di lettrice, di aver incontrato un'erezione più delicata e scanzonata della seguente:

"... E poi potremmo imboccare il grande viale alberato costeggiando per un po' il piccolo parco giochi, con i bambini intenti a saltare su quelle molle, camminando sul marciapiede un po' attaccaticcio per via delle spore dei tigli, tutto un po' sollevato per le radici a fior d'asfalto, continuando sempre a tenerci per mano così, emozionati, molto molleggiati, lei con una nuova blusa a pois bianchi su fondo bianco, io coi capelli bagnati e ben pettinati, i calzoni tutti ben lievitati sul davanti, dove c'è la cerniera, perché in questi casi succede anche questo, bisogna pur dirlo... E tutte le persone che ci incontrerebbero farebbero tanto d'occhi, e una direbbe 'Accidenti, quella lì com'è profumata!' e un'altra direbbe 'Accidenti, com'è fortunato quello lì ad andare a spasso con una così profumata!'".
Antonio Moresco, Storia d'amore e di specchi

immagine courtesy fulloma.com

be inspired

Per completare alcuni lavori da consegnare ad alcuni editori:

1. alla mia sinistra, un bicchiere di Müller-Thurgau ghiacciato;


2. nel cd player del mio Macintosh: suonato da Jordi Savall, Ostinato.


Signori, sto filando come un treno.

giovedì 6 gennaio 2011

samuel johnson sul cambiamento

Dice Samuel Johnson al suo biografo James Boswell, in risposta a una lettera di quest'ultimo, il 22 luglio 1777: "... Avete fatto bene a prendere la casa di vostro zio. Qualche cambiamento nelle forme di vita dà di tanto in tanto una nuova epoca nell'esistenza. In un posto nuovo c'è qualcosa di nuovo da fare, così nella mente sorge un nuovo sistema di pensiero. Mi piacerebbe cogliere il ribes nel vostro giardino. Allestite dunque un piccolo studio, e tenete i vostri libri a portata di mano; non lesinate un po' di denaro per rendere l'abitazione gradevole a voi stesso".

James Boswell, The Life of Samuel Johnson, LL.D., 4 voll., vol. III, London 1820, p. 144.


La veloce traduzione di servizio è di chi scrive; sono mesi che cerco senza successo la biografia di Boswell tradotta in italiano in un volume pubblicato da Rizzoli, fuori catalogo. Qualcuno all'ascolto ce l'ha? Vuole vendermela a caro prezzo? Vuole almeno farmela annusare?