sabato 8 ottobre 2011

robi, ci avevano già pensato nel 1776



"We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these areLife, Liberty and the pursuit of Happiness. That to secure these rights, Governments are instituted among Men, deriving their just powers from the consent of the governed, That whenever any Form of Government becomes destructive of these ends, it is the Right of the People to alter or to abolish it, and to institute new Government, laying its foundation on such principles and organizing its powers in such form, as to them shall seem most likely to effect their Safety and Happiness. […]".



meno male che c'è "la repubblica”, che si fa anticipare da roberto saviano il senso del suo originale intervento (dirò di più, videointervento: a me i videointerventi mi danno i brividi) in occasione della manifestazione di "libertà e giustizia" che avrà luogo oggi a milano, all'arco della pace (scopo: fare cadere il governo e "rimettere insieme i lembi stracciati di dignità e diritti, certezze e valori"). e cosa dice di eccitante questo lugubre abatino buono per tutte le manifestazioni buone? ecco: "Questo governo da lungo tempo è politicamente finito, ma questa lunga agonia si regge sull'incapacità di coinvolgere un nuovo grande e trasversale consenso popolare in nuovi progetti, in riforme credibili. Non ci resta altro che osare di più dinanzi a questa ossidata quotidianità che sembra immutabile, per scorgere ancora una possibilità di bene e dargli spazio. Sul brandello di stoffa vorrei scriverci come diritto da difendere: "il diritto alla felicità", ora manca ovunque e spesso coincide, per meridionali e più in genere italiani, con l'emigrazione". yummi, spazio al nuovo con parole nuove detto.

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